Il nodo centrale riguarda i voli civili. Da una parte c’è Taranto che ne chiede a gran voce la riattivazione all’aeroporto Arlotta Grottaglie, forte del successo organizzativo e della recente esperienza maturata con i Giochi del Mediterraneo; dall’altra, invece, c’è Brindisi che fa muro e ribadisce le linee guida targate Aeroporti di Puglia. Uno scontro non solo territoriale ma anche – e soprattutto – politico.
Sullo sfondo
C’è la possibilità di un lungo braccio di ferro con la giunta regionale, chiamata a fare da arbitro e a prendere una posizione. A riaccendere la miccia nelle ultime ore è stato il consigliere regionale di Forza Italia, Massimiliano Di Cuia. «Ho sempre sostenuto – scrive in una nota – che la riattivazione dei voli civili a Grottaglie rappresenti una priorità per la provincia ionica. Proprio per questo, lo scorso febbraio ho depositato una richiesta di audizione in Commissione Trasporti rivolta al presidente Decaro. Ancora oggi, trascorsi sette mesi, non si è tenuta. Sono dunque costretto a risollecitare il suo inserimento nell’ordine del giorno», aggiunge.
Per il consigliere tarantino, il futuro dell’aeroporto rimane al primo posto, considerandolo cruciale e strategico per lo sviluppo della provincia di Taranto. «I Giochi del Mediterraneo ci hanno dimostrato quanto la piena funzionalità dell’Arlotta possa fare la differenza per il nostro territorio. Ritengo che sia giunto il momento di porre fine al dibattito delle ultime settimane e di discutere con senso di responsabilità in Commissione. La giunta regionale deve dire se vuole realmente lavorare per la riattivazione dei voli civili oppure no», conclude Di Cuia chiedendo la presenza di Decaro. L’ipotesi rischia di innescare una concorrenza interna tagliando una parte del bacino d’utenza del Salento che, dal canto suo, rivendica già una disparità di trattamento rispetto a Bari.
La replica
E infatti, proprio a difesa degli scali già operativi, è arrivata la replica immediata del sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna. «Rispondo riportando integralmente quanto scritto in tutti i documenti ufficiali, bilanci compresi, di Aeroporti di Puglia. Brindisi e Bari sono gli hub principali per i passeggeri, Grottaglie è uno scalo cargo e Foggia chiude il quadro. Ognuno ha la sua funzione: non è un nostro capriccio, ma un criterio definito a livello regionale», dichiara il primo cittadino. «Si parla di dichiarazioni ufficiali dell’amministratore delegato di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile, che non lasciano spazio a interpretazioni. Non intendo fare battaglie campanilistiche con nessuno: Brindisi è una realtà talmente consolidata che trovo persino difficile dovermi esprimere in merito. Inoltre, bisogna considerare i costi: ci sono le operazioni di volo, quelle di assistenza, poi la gestione bagagli e molto altro».
«Le dinamiche sono più articolate di come sembrano – prosegue Marchionna – soprattutto rispetto a dichiarazioni pensate forse per recuperare qualche like sui social». Il sindaco di Brindisi chiude infine la porta all’ipotesi di un tavolo politico invocato da Di Cuia per rimettere in discussione l’assetto. «Non ho alcun messaggio da mandare al presidente Decaro, a meno che non cambi la governance che fino a questo momento ha ispirato Aeroporti di Puglia. Un aeroporto ha bisogno di quantità e di un bacino di utenza di milioni di passeggeri per rendere ragionevolmente sostenibili i costi. Non si punta su Bari e Brindisi perché la prima è capoluogo e la seconda è simpatica: entrambi sono hub passeggeri perché lo sono stati storicamente e perché – conclude Marchionna – gli investimenti fatti nel corso degli anni li hanno portati a diventare punti di riferimento per la Puglia intera, da nord a sud».