Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, proroga fino al 2027 il dispiegamento di truppe Usa in Medio Oriente. Lo riporta il Wall Street Journal che segnala come la guerra potrebbe protrarsi fino al prossimo anno. Il mantenimento di 50.000 truppe nella regione consente al presidente americano Donald Trump la flessibilità di cui ha bisogno mentre valuta le prossime mosse. Stanotte il Kuwait è stato preso di mira da un attacco di missili e droni iraniani, a seguito di diversi scambi di raid nei giorni scorsi tra Stati Uniti e la Repubblica islamica. Steve Witkoff ha incontrato lo scorso fine settimana in Sardegna il consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti per discutere i prossimi passi sull'Iran. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali l'incontro rientra nell'ambito degli sforzi dell'amministrazione Trump di mantenere aperto lo Stretto di Hormuz.
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meno di un minuto fa
Teheran: decine di bambini e donne feriti negli attacchi Usa
Almeno 18 persone sono state uccise e 142 ferite negli attacchi degli Stati Uniti in Iran tra il 30 agosto e il 2 settembre. Lo ha riferito il ministero della Salute di Teheran, precisando che sessantuno dei feriti sono donne e 44 hanno meno di 18 anni. Tra i morti figurano due donne e un bambino, si legge nel comunicato. "Dietro ogni numero c'è un essere umano e una famiglia", ha dichiarato Hossein Kermanpour, portavoce del ministero. Gli scontri in corso fanno seguito al fallimento del Memorandum d'intesa del 18 giugno, volto a porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran e a riaprire lo strategico Stretto di Hormuz. Gli scontri sono ripresi a luglio dopo che sono emersi disaccordi sull'attuazione dell'accordo.
3 minuti fa
In Cina emissioni di CO2 in calo dell'1% durante la guerra in Iran
Le emissioni di anidride carbonica della Cina sono diminuite dell'1% dopo l'inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, grazie soprattutto al calo dei consumi di petrolio e alla crescita dell'uso di veicoli elettrici e trasporto pubblico. Lo scrive il Guardian, citando un'analisi del Centre for Research on Energy and Clean Air. Nel secondo trimestre Pechino ha ridotto del 32% le importazioni di petrolio, pari a circa un milione di barili al giorno, mentre i consumi petroliferi sono scesi del 9% complessivamente e del 16% nei trasporti. Secondo l'analisi, circa due terzi del calo delle importazioni derivano dalla riduzione delle scorte strategiche, mentre il resto riflette una minore domanda. Nonostante la diminuzione dell'uso di carburanti fossili, i trasporti sono aumentati grazie alla diffusione di auto, autobus, treni e camion elettrici. Il Guardian sottolinea tuttavia che la produzione elettrica da carbone è cresciuta nel trimestre, anche a causa di problemi nell'adattamento della rete alle rinnovabili.
14 minuti fa
Iran: attacco in Kuwait in risposta ai bombardamenti Usa
L'Iran ha attaccato gli interessi militari statunitensi in Kuwait, nonostante le minacce di ulteriori bombardamenti lanciate da Donald Trump, rischiando una nuova deflagrazione del conflitto dopo oltre sei mesi di guerra in Medio Oriente. Il presidente americano ha avvertito ieri che gli Stati Uniti restano pronti a colpire la Repubblica Islamica "in qualsiasi momento". Oggi l'esercito kuwaitiano ha segnalato sui social media di essere sotto attacco con missili e droni in seguito all'aggressione iraniana. "In risposta ai crimini commessi dall'America contro il popolo iraniano, sono in corso attacchi missilistici e con droni contro le basi americane in Kuwait", ha confermato poco dopo la televisione di Stato iraniana sulla stessa piattaforma di social media.
42 minuti fa
Tajani: "Per Italia ed Egitto il banco di prova più urgente è Gaza"
Per Italia ed Egitto "il banco di prova più urgente è Gaza", e "la priorità resta la tutela della popolazione civile palestinese e la riduzione della violenza": è quanto sostiene il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un editoriale pubblicato sul giornale egiziano Al Ahram, in occasione della missione odierna al Cairo insieme ai ministri dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e alla ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone. "Ma dobbiamo contemporaneamente guardare al futuro - prosegue Tajani - "il lavoro è ancora lungo e il disarmo di Hamas rappresenta un passaggio fondamentale per costruire condizioni durature di sicurezza e restituire una prospettiva politica alla regione". In questo senso, a detta del ministro, "l'Egitto svolge un ruolo di mediazione essenziale, che l'Italia riconosce e sostiene". "Mentre lavoriamo alla politica, non possiamo dimenticare chi soffre. L'Egitto sta sostenendo uno sforzo enorme a favore della popolazione palestinese. Anche l'Italia sta facendo la propria parte. Con 'Food for Gaza' abbiamo mobilitato assistenza umanitaria e siamo il primo Paese occidentale per evacuazioni mediche dalla Striscia: abbiamo accolto 260 piccoli pazienti palestinesi e oltre 700 accompagnatori", afferma in aggiunta Tajani.
48 minuti fa
Wsj: "Trump sta valutando possibilità di dichiarare fine guerra"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta avendo colloqui privati con i suoi più stretti collaboratori sull'opportunità di dichiarare la fine della guerra con l'Iran. Lo hanno riferito funzionari americani al corrispondente del Wall Street Journal Alex Ward. Le fonti hanno indicato che Trump si è detto favorevole all'idea di dichiarare la fine della guerra e che crede che la pressione economica costringerà il regime a smantellare il suo programma nucleare, altrimenti collasserà.
07:12
L'idea di Trump: "Hormuz è nostro, cambiamo il nome in Stretto di Trump?"
"Ora che è sotto il controllo degli Stati Uniti, dovremmo cambiare il nome dello Stretto di Hormuz in Stretto di Trump????". E' la proposta lanciata su Truth Social dal presidente americano Donald Trump, secondo cui, con il nuovo nome lo Stretto sarebbe "più 'caldo' cha mai".
06:51
Hegseth estende dispiegamento militare fino al 2027
Hegseth ha esteso il dispiegamento in Medio Oriente fino al 2027, deliberando la proroga delle missioni militari fino al prossimo anno. Lo scrive il Wall street journal, ricordando che quando gli Stati Uniti hanno lanciato la loro offensiva contro l'Iran sei mesi fa, il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, aveva promesso un colpo rapido e decisivo che avrebbe evitato un lungo e protratto conflitto. Ora, invece, sta silenziosamente estendendo il dispiegamento delle truppe, un segnale che il conflitto potrebbe protrarsi fino al prossimo anno, secondo fonti a conoscenza dei fatti. Secondo quanto riferito da alcune fonti, si tratta di una strategia militare a lungo termine, concepita per offrire al presidente Trump diverse opzioni in vista della guerra. Tuttavia, il dispiegamento di 19 navi da guerra, unità di difesa aerea, squadroni di caccia e paracadutisti nella regione sta mettendo a dura prova i militari e le loro famiglie, creando un arretrato di manutenzione che potrebbe richiedere anni per essere smaltito.
06:49
Netanyahu: "Tutti apparati Israele a lavoro per sconfiggere regime"
Israele sta lavorando per rovesciare il governo iraniano e "sconfiggerà il regime". Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un'intervista al canale di lingua ebraica i24News. "Sconfiggeremo il regime. Tutti gli apparati di Israele stanno lavorando per rovesciare questo regime e sconfiggerlo", ha affermato Netanyahu.
06:49
Trump: "Israele non deve preoccuparsi di ultima escalation contro Teheran"
"Israele non dovrebbe preoccuparsi" per l'ultima escalation tra Stati Uniti e Iran, che ha avuto ripercussioni in tutto il Medio Oriente. "Sapete perché? Perché io sono il presidente e mi occuperò di Israele". Ad affermarlo è il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel corso di un'intervente al canale pubblico israeliano 'Kan'.
06:48
Trump: "Abbiamo colpito duramente l'Iran e siamo pronti a farlo ancora"
"Abbiamo colpito" l'Iran "duramente e siamo pronti a farlo ancora in ogni momento". Lo ha detto Donald Trump. A chi gli chiedeva quanto potrebbe protrarsi la sua nuova campagna con l'Iran, Trump ha detto: "non credo molto a lungo, non so quanto altro possano sopportare". "Controlliamo lo Stretto di Hormuz. Ogni giorno facciamo transitare molte navi cariche di milioni di barili di petrolio e nella maggior parte dei casi questo avviene senza problemi - ha osservato Trump -. Di tanto in tanto però lanciano qualche drone e noi lo abbattiamo. Abbiamo un controllo molto saldo".
06:47
Trump: "Stiamo vincendo in Iran, controlliamo Hormuz"
"Stiamo vincendo" in Iran: "controlliamo lo Stretto di Hormuz. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump alla Casa Bianca, dove sta ospitando i candidati repubblicani alle elezioni Usa di metà mandato.
06:47
Missili e droni iraniani contro basi Usa in Kuwait, intercettati
Stanotte il Kuwait è stato preso di mira da un attacco di missili e droni iraniani, a seguito di diversi scambi di raid nei giorni scorsi tra Stati Uniti e la Repubblica islamica. "Le difese aeree del Kuwait stanno contrastando la spregevole aggressione iraniana", ha scritto l'esercito del Kuwait su X. "In risposta ai crimini commessi dall'America contro il popolo iraniano, sono in corso attacchi missilistici e con droni contro le basi statunitensi" nella zona, ha confermato la televisione di stato iraniana sullo stesso social network.