Le autorità romene stanno indagando sulle cause dell’esplosione che ieri sera ha colpito la nave mercantile «Progress IV», battente bandiera della Repubblica Dominicana, provocando un vasto incendio e il successivo affondamento dell’imbarcazione nel Mar Nero. L’incidente è avvenuto nella zona economica esclusiva della Romania, al largo di Sfântu Gheorghe, oltre le acque territoriali.
La nave è stata «colpita»
A confermare che il mercantile sia stato colpito è stato il presidente romeno Nicusor Dan, che ha però invitato alla cautela sull’origine dell’incidente e sui possibili responsabili.
«È stata colpita e sembra che sia affondata.
Al momento non sappiamo da chi, né perché. Verrà avviata un’indagine, non è opportuno fare speculazioni» - ha dichiarato Dan.
Le autorità romene non hanno quindi attribuito responsabilità a nessuno, resta da stabilire quale tipo di evento abbia provocato le gravi avarie alla nave e l’incendio che ne ha preceduto l’affondamento.
L'allarme e i soccorsi
La «Progress IV» aveva lanciato un segnale di emergenza intorno alle 17:55 del 27 agosto, le 16:55 in Italia, quando si trovava a circa 15 miglia nautiche da Sfântu Gheorghe. La Guardia costiera ha successivamente indicato il luogo dell’incidente a circa 20 miglia nautiche a sud-est della località, quindi all’interno della zona economica esclusiva romena ma fuori dalle acque territoriali.
A bordo c'erano 12 membri dell'equipaggio, tutti tratti in salvo entro le 20:47, le 19:47 in Italia, al termine di un'operazione condotta in condizioni particolarmente difficili, con onde alte circa due metri e mezzo.
Dieci marinai sono stati soccorsi dalle unità romene, mentre altri due sono stati recuperati da una nave commerciale presente nell'area. Uno dei membri dell'equipaggio è rimasto ferito ed è stato sottoposto alle necessarie cure mediche.
Alle operazioni hanno partecipato la nave commerciale «Mohamad B», l'unità «MAI 0201» della Polizia di frontiera e le navi di soccorso «Sar Ares» e «Sar Artemis».
La rotta della «Progress IV»
La nave era salpata dal porto romeno di Sulina, nei pressi della frontiera con la Moldova, il 21 agosto scorso. Era diretta verso il porto turco di Tekirdag, quando è stata colpita dall'esplosione.
La dinamica dell'accaduto resta ancora da chiarire: un'ipotesi è stata avanzata dal portale russo Avia.pro, che ha ipotizzato, senza fornire elementi conclusivi, che la nave possa essere stata raggiunta da un drone oppure da una mina marina alla deriva.
La stessa fonte ha collegato temporalmente l'incidente all'intensa attività militare registrata nelle ultime ore nel Mar Nero e alla presenza nell'area di un velivolo senza pilota da ricognizione Northrop Grumman RQ-4D Phoenix della Nato. Al momento, tuttavia, non risultano elementi ufficiali che consentano di stabilire un collegamento tra queste circostanze e l'incidente della «Progress IV».
Il contesto regionale
L'episodio si inserisce in un momento di forte tensione nell'area del Mar Nero: nelle prime ore della stessa giornata, cinque droni russi hanno violato lo spazio aereo della Moldova.
Il presidente romeno Nicusor Dan si trovava proprio a Chisinau, dove aveva incontrato la presidente moldava Maia Sandu e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in occasione del 35° anniversario dell'indipendenza della Moldova.
Per ora, però, le autorità mantengono una posizione prudente: la «Progress IV» è affondata dopo essere stata colpita, ma non è ancora chiaro da cosa, né chi possa essere responsabile. L'indagine dovrà quindi ricostruire la dinamica dell'esplosione e accertare l'origine dell'attacco.
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