LiveAggiornato 21 minuti fa
Guerra ultime notizie. La Cia scettica sulle minacce a Trump: «Informazioni israeliane poco attendibili»
A rivelarlo è il Washington Post
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23 minuti fa
La guerra per immagini
Guerra in Medio Oriente - 13 agosto 2026
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Guerra in Medio Oriente - 13 agosto 2026
32 minuti fa
Teheran chiede un risarcimento per la fuoriuscita di petrolio nel Golfo
Teheran chiede un risarcimento per la fuoriuscita di petrolio che ha danneggiato le acque del Golfo Persico e delle aree circostanti. Lo dichiara Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano. «Ogni soggetto che trae beneficio dal traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz - scrive su X - ha l’obbligo, sia legale che morale, di porre rimedio al danno ambientale arrecato al Golfo Persico e al Mar d’Oman».
In base a un video della Cnn ieri una spessa chiazza di petrolio si è riversata su una spiaggia nei pressi dell’isola iraniana di Qeshm, vicino allo Stretto di Hormuz.
Why must addressing the environmental condition of the Strait of Hormuz and its surrounding waters form an integral part of any future administration of the Strait?
In recent days, videos have circulated showing oil pollution along the shores of Qeshm Island. This pollution… pic.twitter.com/UpSWlqePvd
— Esmaeil Baqaei (@IRIMFA_SPOX) August 12, 2026
circa un'ora fa
Iran, Araghchi accusa la Francia: ipocrita sui diritti umani
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha accusato la Francia di «ipocrisia» sui diritti umani, dopo che Parigi e altri 26 Paesi hanno condannato Teheran per la presunta esecuzione di manifestanti coinvolti nelle proteste scoppiate alla fine dello scorso dicembre.
«Paesi come la Francia dovrebbero smettere di dare lezioni al mondo sui “diritti umani” e sul diritto internazionale. L’ipocrisia è evidente e vergognosa», ha scritto Araghchi su X.
Secondo il capo della diplomazia iraniana, il sostegno francese a quello che Teheran definisce il «genocidio» israeliano a Gaza e all’«aggressione contro l’Iran» avrebbe «distrutto qualsiasi autorità morale» che Parigi potesse avere.
Le autorità iraniane hanno riconosciuto 3.117 morti durante le proteste, attribuendoli ad «atti terroristici sostenuti dal regime israeliano e dagli Stati Uniti»; secondo la Fondazione statale dei veterani e dei martiri, 2.427 delle vittime erano civili e membri delle forze di sicurezza. Il presidente della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale Ebrahim Azizi ha inoltre indicato in circa 3.700 il numero dei feriti.
Organizzazioni iraniane per i diritti umani attive dall’estero forniscono invece bilanci molto più elevati, parlando di oltre 6.900 morti documentati, circa 11.000 feriti e quasi 51.600 arresti, con altre migliaia di decessi ancora da verificare.
07:3213 agosto 2026
Cia scettica sul fatto che l’Iran volesse uccidere Trump
Funzionari dell’intelligence statunitense erano scettici sulla presunta minaccia iraniana di assassinare Donald Trump segnalata da Israele e che contribuì alla decisione di organizzare la complessa operazione segreta per far lasciare al presidente la Turchia su un aereo militare diverso dall’Air Force One. Lo riferisce il Washington Post, citando funzionari ed ex funzionari americani a conoscenza delle informazioni.
Secondo il quotidiano, l’allarme fu trasmesso dal governo israeliano alla Cia, ma gli analisti dell’agenzia non considerarono le informazioni particolarmente convincenti e comunicarono i propri dubbi all’amministrazione. Un funzionario le ha definite informazioni «di origine israeliana, non generate dagli Stati uniti, e valutate a bassa attendibilità».
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e John Ratcliffe, direttore della Central Intelligence Agency (CIA), rilasciano alcune dichiarazioni mentre si allontanano al termine di una riunione di gabinetto a Camp David, a Thurmont, nel Maryland (Stati Uniti), il 31 luglio 2026. REUTERS/Nathan Howard/Pool
07:2713 agosto 2026
Fosforo bianco dell’Idf sulla collina strategica del sud Libano
La distanza tra il tavolo negoziale israelo-libanese di Roma e il terreno del Libano meridionale si allarga di giorno in giorno con l’esercito dello Stato ebraico che mette a ferro e fuoco il sud del Libano con raid aerei, di artiglieria e con l’uso di bombe al fosforo, mentre il premier libanese Nawaf Salam denuncia le violenze di Israele come una violazione del diritto internazionale. L’esercito israeliano dal canto suo afferma di essere impegnato nell’annientamento delle infrastrutture di Hezbollah, il partito libanese alleato dell’Iran.
La battaglia da giorni si combatte nel distretto di Nabatiye, sulla collina di Ali Taher. Per la prima volta dal fronte filtrano, tramite media regionali, dettagli sull’uso combinato di robot da ricognizione e di gas tossici iniettati nei tunnel scavati sotto la collina. Il fosforo bianco, arma proibita dal diritto internazionale ma ripetutamente usata da Israele in aree abitate da civili, è stato usato stamani proprio sulle alture di Ali Taher. Secondo l’esercito israeliano, il sito ospita una struttura del “partito di Dio”, con gallerie di comando e deposito di armamenti. Le forze israeliane hanno finora tentato senza successo di conquistarla.
Intanto vigili del fuoco e residenti del Libano meridionale tornano ad accusare l’esercito israeliano di appiccare incendi nella regione. Secondo il Guardian dall’ultimo “cessate il fuoco” di metà giugno circa il 30-40% del territorio vicino alla linea del fronte è stato colpito volontariamente dalle fiamme. Nelle ultime ore razzi illuminanti sganciati su un’area boschiva alla periferia di Khiam hanno innescato un rogo, e quando i vigili del fuoco sono intervenuti un drone ha colpito nelle vicinanze costringendoli a ritirarsi, secondo il racconto della Protezione civile libanese.
In questo contesto, il premier Salam afferma che le distruzioni sistematiche di case, quartieri, infrastrutture, edifici governativi e luoghi di culto non trovano giustificazione nella presunta presenza di «installazioni militari». Il premier ha ribadito che la sovranità del Libano e il diritto degli abitanti del sud a ricostruire i propri villaggi non sono negoziabili. Sulla stessa linea l’esercito libanese, secondo cui le distruzioni confermano la volontà dell’occupazione di infliggere il massimo danno possibile ai villaggi del sud e di impedire il ritorno alla stabilità, ostacolando sia lo schieramento delle truppe sia il rientro degli abitanti.
Secondo osservatori locali, più che il fosforo sganciato nelle ultime ore pesa la dinamica che si ripete da mesi: ogni round di colloqui è preceduto da un’impennata di tensione sul terreno. E ogni escalation rafforza la posizione israeliana al tavolo. A poche settimane dalle attese elezioni, il premier israeliano Benyamin Netanyahu aveva parlato nei giorni scorsi di un’«operazione di importanza maggiore» in corso in Libano. E Beirut ha già minacciato di disertare il prossimo ciclo negoziale, previsto a Roma ai primi di settembre. Il malessere era esploso già nell’ultimo round romano, quando la delegazione libanese aveva lasciato la sala convinta che Israele stesse guadagnando tempo, prima di essere richiamata al tavolo da un intervento statunitense. Proprio oggi il presidente libanese Joseph Aoun ha ricevuto il generale Joseph Clearfield, a capo del meccanismo Usa di sorveglianza del «cessate il fuoco».
07:2313 agosto 2026
Axios: «Usa contro presenza Israele nel sud Libano, incompatibile con accordo»
L’amministrazione di Donald Trump ha criticato i piani di Israele di mantenere l’occupazione del sud del Libano, affermando che violano gli impegni assunti nell’accordo tra Stati Uniti, Libano e Israele. Un funzionario del Dipartimento di Stato, riporta Barak Ravid di Axios, ha dichiarato che «una presenza militare permanente nel sud del Libano non è compatibile con gli impegni assunti nell’accordo quadro».
07:1613 agosto 2026
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che il Paese «in nessuna circostanza» si ritirerà dai territori occupati in Libano, Siria e Gaza. Lo scrive Al-Jazeera, citando la testata israeliana i24. Durante una visita alle posizioni dell’esercito in prima linea nel Libano meridionale, Katz ha affermato che le forze rimarranno a tempo indeterminato in quelle che Israele definisce «zone di sicurezza» in Libano, Siria e Gaza.
Israele, ricorda Al-Jazeera, occupa territori nel Libano meridionale, più della metà della Striscia di Gaza e diverse posizioni strategiche in Siria, tra cui parte del Jabal al-Sheikh, la montagna più alta del Paese.
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