LiveAggiornato 35 minuti fa
Guerra ultime notizie. Ministri Esteri G7: «Teheran cessi di armare gli Houthi». Pechino: no sanzioni Usa contro compagnie aeree iraniane
La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran sta avendo conseguenze particolarmente rilevanti, facendo lievitare i prezzi del carburante a livello globale, trascinando al ribasso i livelli di gradimento di Trump e rappresentando una sfida per i repubblicani in corsa alle elezioni di medio termine del Congresso di novembre
Sintesi per punti
- Trump all’Onu, tour de force diplomatico con 11 leader mondiali: in agenda guerra Iran e escalation Houti
- G7 Esteri, Houthi cessino immediatamente gli attacchi
- Groenlandia, Usa riapriranno base militare di Narsarsuaq
37 minuti fa
Francia: apprezziamo ruolo Pakistan in contatti Iran-Usa
La Francia ha espresso apprezzamento per il ruolo svolto dal Pakistan nello scambio di messaggi tra Iran e Stati uniti. La posizione è emersa durante un incontro tra il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot e il suo omologo pachistano Ishaq Dar, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni unite a New York.
Secondo una nota del ministero degli Esteri francese, Barrot ha sottolineato la necessità di negoziati “il più inclusivi possibile” per contribuire a garantire le forniture energetiche e affrontare “in modo duraturo le minacce poste dall’Iran nei settori nucleare, balistico e regionale”.
09:3722 settembre 2026
Pechino, no a sanzioni di Washington contro compagnie aeree iraniane, sono illegali
La Cina si oppone alle possibili sanzioni statunitensi contro le compagnie aeree iraniane, definite “illegali” da Pechino. Lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, durante una conferenza stampa. “La Cina si oppone costantemente alle sanzioni unilaterali illegali che non hanno una base nel diritto internazionale né l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”, ha dichiarato Guo. La presa di posizione arriva un giorno dopo che il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, in un’intervista televisiva, aveva minacciato possibili misure contro le compagnie aeree iraniane.
08:4722 settembre 2026
Yemen: media Houthi, 6 morti in raid dell’Arabia Saudita
Sei civili, tra cui due bambini e una donna, sono morti in un raid condotto a Al-Mukha (Mocha), sul Mar Rosso, dalle forze saudite. Lo riporta l’emittente televisiva Al Masirah, affiliata agli Houthi, citata da Al Jazeera.
08:3322 settembre 2026
Siria: media, “Idf fa irruzione in città del sud, vicino sede Onu”
La televisione di stato siriana ha reso noto che l’esercito israeliano sta facendo irruzione in alcune case nel sud della Siria, vicino a una sede delle Nazioni Unite. Ha riferito che una pattuglia israeliana “è avanzata nel quartiere occidentale vicino a una sede delle Nazioni Unite nella città di al-Rafid, nella periferia di Quneitra, e ha perquisito diverse abitazioni”.
08:1322 settembre 2026
Araghchi, “Onu non più credibile dopo fallimento nel sostenere pace”
“Questa visita si svolge in seguito alla guerra codarda condotta contro di noi dagli Stati Uniti e dal regime sionista, agli sviluppi successivi, e in realtà, in mezzo a una situazione che di fatto rimane uno stato di guerra”. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi al suo arrivo a New York, in vista dell’Assemblea Generale dell’ONU, secondo quanto riportato dal suo canale Telegram. “Naturalmente - ha proseguito - il nostro obiettivo primario è utilizzare un’importante piattaforma internazionale per difendere la legittimità, i diritti e gli interessi del popolo iraniano”. Araghchi ha aggiunto che l’organizzazione internazionale ha perso credibilità e fiducia a causa del suo fallimento nel sostenere la pace e la sicurezza mondiale. Ha sottolineato che l’Assemblea Generale dell’ONU si aprirà oggi con il tema “ristabilire la fiducia”.
“Questo riflette un riconoscimento universale che la fiducia nell’organizzazione si è erosa, o è del tutto svanita, a causa della sua incapacità di mantenere efficacemente la pace e la sicurezza internazionale”, ha affermato il ministro. “Certe nazioni si arrogano il diritto di agire impunemente, ignorando le istituzioni internazionali, il diritto internazionale e persino la coscienza collettiva dell’umanità; rivendicano l’immunità per sé stesse e per i loro alleati”, ha anche detto. Il ministro iraniano ha concluso: “Di conseguenza, vediamo un’entità criminale come il regime sionista a cui viene data carta bianca per commettere qualsiasi atto scelga, mentre le nazioni occidentali ed europee, che si presentano come paladini dei diritti umani e del diritto umanitario, rimangono in silenzio”.
07:4722 settembre 2026
Pezeshkian, “all’Onu difenderemo con fermezza nostra posizione”
Il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha promesso di “difendere con fermezza” le posizioni del suo Paese prima di partire per New York per partecipare all’Assemblea Generale dell’Onu. “Siamo usciti a testa alta (dalla guerra), e questo è fonte di dignità e orgoglio per tutti noi. Pertanto, difenderemo con fermezza le nostre posizioni nei forum internazionali”, ha dichiarato prima di lasciare l’Iran, secondo la televisione di Stato.

Ragazze iraniane camminano accanto a un murale raffigurante un uccello della pace in una strada di Teheran, in Iran. EPA/ABEDIN TAHERKENAREH EPA/ABEDIN TAHERKENAREH
07:3022 settembre 2026
Groenlandia, Usa riapriranno base militare di Narsarsuaq
Gli Stati Uniti intendono riaprire la propria base militare a Narsarsuaq, nel sud della Groenlandia, nell’ambito di un nuovo accordo con la Danimarca: è quanto riferisce l’agenzia Reuters citando fonti dell’Amministrazione Trump. La base, chiusa negli anni Cinquanta, venne creata durante la Seconda guerra mondiale e diede origine a un insediamento la cui popolazione si è ridotta a poche decine di persone. Oggi è prevista a New York la firma di un accordo per rafforzare la sicurezza nell’Artico e nel Nord Atlantico tra Danimarca, Stati Uniti e Groenlandia: alla cerimonia parteciperanno il presidente statunitense Donald Trump, la prima ministra danese Mette Frederiksen e il primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen.
07:2722 settembre 2026
Raid dell’Arabia Saudita sullo Yemen, 6 morti e 8 feriti
(Raid aerei della coalizione a guida saudita sulla città portuale yemenita di Al-Makhā (Mokha) hanno ucciso sei persone, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Saba, affiliata ai combattenti Houthi antigovernativi. “Sei civili, tra cui due bambini e una donna, sono stati uccisi e altri otto, tra cui un bambino e una donna, sono rimasti feriti”, ha dichiarato Saba. Gli Houthi, combattenti filo-iraniani che fino ad ora controllavano gran parte dello Yemen settentrionale, comprese la capitale Sana’a e Hodeida a ovest, sono avanzati verso sud in pochi giorni, conquistando il porto di Mokha sul Mar Rosso all’inizio di settembre. Hanno poi preso il controllo della costa e delle isole del Mar Rosso, consolidando la loro presenza sullo strategico Stretto di Bab el-Mandeb.
07:1722 settembre 2026
Messico e Francia: no a veto in Consiglio Onu su crimini di massa
Messico e Francia hanno chiesto in una dichiarazione congiunta la sospensione del diritto di veto in seno al Consiglio di Sicurezza dell’Onu nei casi di atrocità di massa, inclusi il genocidio, i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra su larga scala. “Messico e Francia accolgono con favore il rinnovato slancio verso la sospensione dell’uso del veto nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in casi di atrocità di massa, quali genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra su larga scala”, si legge nella dichiarazione pubblicata dal Ministero degli Esteri messicano. Il comunicato ricorda che la dichiarazione politica sulla sospensione del diritto di veto in caso di atrocità di massa era stata presentata per la prima volta da Messico e Francia nel 2015; negli ultimi quattro mesi, ha ottenuto l’adesione di altri 21 Stati provenienti da Africa, America Latina e Caraibi, e Asia: ad oggi, 128 Stati hanno espresso il proprio sostegno tra cui la Gran Bretagna.
07:0922 settembre 2026
Trump all’Onu, tour de force diplomatico con 11 leader mondiali: in agenda guerra Iran e escalation Houti
Donald Trump si appresta ad affrontare nel corso della giornata un fitto programma di incontri con leader provenienti da quattro continenti in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, sullo sfondo di un Medio Oriente instabile e di una guerra in Ucraina che dura ormai da quattro anni e mezzo e che non mostra segni di tregua, nonostante i ripetuti tentativi di mediazione da parte del presidente degli Stati Uniti. Trump dovrebbe iniziare la giornata con un discorso rivolto ai delegati riuniti, prima di incontrare non meno di 11 leader mondiali, in incontri bilaterali o di gruppo. Sebbene il contenuto del suo discorso non sia noto, lo scorso anno Trump ha suscitato scalpore con un intervento aggressivo, affermando che i loro paesi stavano «andando all’inferno» a causa, tra le altre cose, della politica climatica e dell’immigrazione di massa.
Nel corso della giornata, Trump incontrerà il primo ministro britannico Andy Burnham, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy, la leader ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez, la prima ministra danese Mette Frederiksen, il primo ministro della Groenlandia Jens-Frederik Nielsen e i rappresentanti degli Stati del Golfo. In serata, potrebbe incontrare altre decine di leader, anche se solo brevemente, durante un ricevimento riservato ai capi di Stato.
La lunga lista di incontri con i leader stranieri riflette l’attenzione che il presidente degli Stati Uniti ha dedicato agli affari esteri durante il suo secondo mandato, nel corso del quale ha dato inizio a diverse guerre, ha messo in discussione alleanze di lunga data, ha minacciato gli alleati di invasione e ha cercato di mediare in ben più di una dozzina di conflitti, con risultati alterni.
La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran sta avendo conseguenze particolarmente rilevanti, facendo lievitare i prezzi del carburante a livello globale, trascinando al ribasso i livelli di gradimento di Trump e rappresentando una sfida per i repubblicani in corsa alle elezioni di medio termine del Congresso di novembre. Lunedì, un sondaggio Reuters/Ipsos ha mostrato che il livello di gradimento di Trump è sceso al minimo storico del 32%, mentre i suoi colleghi repubblicani hanno espresso insoddisfazione per la sua gestione del costo della vita.
Tra gli incontri più seguiti ci sarà quello a sette con i leader del Golfo, molti dei quali sono allarmati dalle recenti avanzate degli Houthi, militanti sostenuti dall’Iran che hanno conquistato vaste aree dello Yemen, attaccato l’Arabia Saudita, alleata degli Stati Uniti, e minacciato il traffico marittimo attraverso lo strategico stretto di Bab el-Mandab. Anche alleati e oppositori politici seguiranno con attenzione il primo incontro in assoluto di Trump con la venezuelana Rodríguez, salita al potere con la benedizione dell’amministrazione Trump dopo che le forze statunitensi hanno prelevato il presidente Nicolás Maduro a gennaio e lo hanno portato a New York per processarlo.
07:0422 settembre 2026
La situazione nello Yemen rappresenta “una minaccia inaccettabile per la stabilità e la sicurezza regionali, per la sicurezza energetica globale, nonché per i diritti e le libertà di navigazione e per la sicurezza marittima nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab el-Mandeb”. Lo si legge in un comunicato dei ministri degli Esteri del G7 diffuso a margine dell’Assemblea generale dell’ONU. “Condanniamo con la massima fermezza - si legge ancora nel comunicato - i continui e inaccettabili attacchi condotti dagli Houthi nello Yemen e contro il Regno dell’Arabia Saudita, compresi quelli che colpiscono civili e infrastrutture civili, aggravando le sofferenze umanitarie. Esprimiamo la nostra piena solidarietà al legittimo governo dello Yemen e al Regno dell’Arabia Saudita. Esortiamo gli Houthi a cessare immediatamente ogni azione militare, ogni minaccia e ogni attacco contro il naviglio civile, e a tornare al processo politico in buona fede. Invitiamo l’Iran a porre fine all’armamento e al sostegno agli Houthi, in violazione delle risoluzioni 1747, 2140 e 2216 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Le loro azioni deplorevoli costituiscono una pericolosa dinamica di escalation che rischia di esacerbare ulteriormente il conflitto, minare il commercio internazionale e creare instabilità economica globale. Ribadiamo in particolare la necessità vitale di garantire la sicurezza marittima permanente, nonché i diritti e le libertà di navigazione a livello mondiale, al fine di prevenire interruzioni durature delle catene di approvvigionamento globali – specialmente per quanto riguarda i flussi di energia, fertilizzanti e generi alimentari – che sarebbero estremamente dannose per le economie e le popolazioni vulnerabili della regione e oltre”.
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