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Guerriglia, dodici indagati. Telecamere al setaccio: la conta è appena iniziata. Danni per 200mila euro

July 25, 2026
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Prime iscrizioni nel fascicolo d’inchiesta. Tra i capi d’accusa: travisamento, lancio di oggetti, violenza a pubblico ufficiale. L’assessora Madrid: “Sporgeremo denuncia, con richiesta di risarcimento a carico dei responsabili”

La Punto del Comune bruciata lunedì sera insieme a una Panda dell’amministrazione: violenza senza freni

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Bologna, 25 luglio 2026 – Prende corpo il fascicolo d’inchiesta sugli scontri di strada che lunedì sera hanno messo a ferro e fuoco il centro di Bologna. Dopo una prima fase in cui la polizia di Stato si è occupata di identificare quanti più facinorosi possibile tra quelli immortalati nelle centinaia e centinaia di immagini della guerriglia, ieri dodici persone sono state indagate formalmente per travisamento, lancio di oggetti, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Un corollario di accuse di cui con molta probabilità dovranno rispondere più persone dell’attuale dozzina iscritta, con il lavoro di identificazione di quanti più facinorosi possibile che continua negli uffici della questura.

Intanto, viene ufficializzata anche dal Comune la conta dei danni anticipata in questi giorni dal Carlino, con un bilancio sanguinoso di oltre 200mila euro. Il conteggio, ancora parziale, dei danni è stato illustrato ieri dall’assessora alla Sicurezza Matilde Madrid, chiamata a rispondere a 14 diverse domande dei consiglieri. Madrid ha informato il consiglio comunale che la parte più rilevante dei danni interessa tre auto del Comune incendiate, 13.700 euro circa di danni per diverse decine di cassonetti e cestoni di Hera distrutti, quasi 30mila euro di biciclette di Ridemove vandalizzate e 150mila euro di danni ai mezzi da cantiere in via Rizzoli. "Come sempre – ha annunciato ancora l’assessora Matilde Madrid – sporgeremo denuncia, con richiesta di risarcimento dei danni subiti a carico dei responsabili. Ci auspichiamo che vengano quanto prima individuati e se ci sarà un processo – informa sempre Madrid – valuteremo ovviamente la costituzione di parte civile". Regolare denuncia per i danni subiti risulta già presentata anche da parte dell’azienda titolare dei mezzi vandalizzati, danneggiati o bruciati.

Per quanto invece riguarda i privati, il Comune è in contatto coi gestori del bar di via Ugo Bassi a cui è stato danneggiato il dehors. Così come è stata danneggiata anche la vetrina di Unipol, mentre è stata lanciata una call da parte delle associazioni di categoria per individuare ulteriori conseguenze degli scontri per le attività economiche della zona. Madrid ha infine rinnovato la solidarietà dell’amministrazione ai 64 agenti di polizia rimasti feriti (con prognosi tra i 3 e i 35 giorni) negli scontri. "E a tutti coloro i quali hanno subito le conseguenze di quei fatti". Una "nuova ferita alla comunità già colpita dalla morte di Fakir. La responsabilità degli scontri – sottolinea Madrid – appartiene a chi ha scelto consapevolmente la violenza e ora occorrono accertamenti rigorosi e conseguenze chiare nelle sedi competenti".

Ecco perché la procura si è già messa in moto con la recente iscrizione dei primi dodici facinorosi. Una galassia in cui non si annidano però solo esponenti violenti dei collettivi o centri sociali, ma anche insospettabili: giovanissimi, ragazzi e ragazze, spesso studenti o incensurati dagli impieghi più disparati. A loro, si aggiungono poi gli ’esperti del disordine’: volti noti ai reparti mobili di tutta Italia, specializzati nel viaggiare per lo Stivale a seconda di dove soffi il vento dello scontro. Persone non residenti in città e provincia quindi, ma richiamati all’ombra delle Due Torri appositamente per arrivare al contatto violento e al lancio di oggetti contro gli scudi blu. Infine, italiani di seconda generazione, protagonisti, anche a Bologna, di numerosi lanci di oggetti contro la polizia fino a tarda notte, quando poi la guerriglia si è affievolita dopo diverse ore di scontri ad alta tensione.

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