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Sarà un inverno di bollette alle stelle? I bonus energia per risparmiare (e non ripetere gli errori del Superbonus)

September 16, 2026
Cesare Treccarichi

Le premesse per l'inverno 2027 non sono buone. Da settimane, ormai, l'indice di riferimento europeo del gas - il ttf di Amsterdam - è in rialzo con effetti a cascata sulle bollette della luce. Bisognerà risparmiare e capire come farlo perché i rincari potrebbero essere più che impattanti sui conti di fine anno. Ci sta pensando anche il governo Meloni: in vista dell'ultima legge di bilancio dell'esecutivo è allo studio un "ecobonus potenziato" al 65 per cento, oltre alla riconferma di quelli già esistenti. Sapere cosa fare coi bonus e come usarli può portare anche a migliaia di euro risparmiati in un anno, tra tasse e minori consumi.

Nuovo ecobonus 65%: cosa prevede l'ipotesi e quando potrebbe arrivare

Con i bonus è possibile un doppio vantaggio: recuperare una parte della spesa attraverso le tasse e pagare meno l'energia consumata in bolletta. In questo terreno nasce l'ipotesi di un ecobonus potenziato al 65 per cento, attualmente allo studio del governo. 

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Un condominio alimentato da pannelli fotovoltaici (foto LaPresse)

Il nuovo ecobonus andrebbe a chi esegue lavori in casa su infissi, pompe di calore e condizionatori ammessi, sistemi ibridi, solare termico, schermature e cappotti. Secondo Il Sole24Ore, la misura potrebbe trovare spazio nella prossima manovra finanziaria in vista del 2027. In concreto, sarebbe una maggiore detrazione per gli interventi di risparmio energetico. 

Il 65% sarebbe la percentuale di detrazione fiscale dedicata alla prima casa, mentre, tra le ipotesi illustrate, c'è il mantenimento del 36% negli altri casi. Ma quanto si può risparmiare davvero? 

Cosa vuole fare il governo

L'ecobonus esiste già, ma con percentuali differenti. La discussione si intreccia con la possibile proroga degli sconti attuali per il 2027, anch'essa ancora da approvare. Sulla base delle relazioni tecniche allegate alle misure, il perimetro stimato è di circa 26 miliardi di spese agevolabili, tra lavori eseguibili in casa e mobili. Ma potrebbero aumentare ancora. 

Le spese per la sicurezza energetica "si collocheranno nel percorso di risanamento dei conti senza alterarlo" e saranno un "pilastro della sicurezza nazionale", ha detto il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, durante un convegno sul nucleare a Palazzo Lombardia a Milano. "Il governo - ricorda - ha presentato la richiesta di attivazione della clausola di flessibilità alla Commissione europea. Si tratta di un varco nella governance economica europea che l'Italia ha aperto spendendo la propria credibilità. Si tratterà di investimenti, ma comunque di spesa aggiuntiva e per questo guarderemo con attenzione a ogni euro speso".

Per quali interventi? Il ministro specifica che questi "spazieranno in vari ambiti: famiglia, imprese, settore pubblico, mobilità, produzione, accumuli e trasmissione. Dovranno mirare a garantire la nostra sovranità non soltanto energetica, ma anche tecnologica e ridurre la dipendenza estera".

Tra queste rientra anche il nuovo Ecobonus 65%, come confermato dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Radio24: "Sul piatto ci sono tante proposte - ha detto il vicepremier - questa è una di quelle fattibili per ridurre la pressione fiscale e per agevolare i nostri cittadini. Questa è certamente una delle scelte sulle quali discuteremo insieme al ministro Pichetto, insieme al ministro Giorgetti, per far sì che questi 14 miliardi che abbiamo ottenuto di flessibilità grazie alla credibilità del nostro governo possano servire a ridurre il fardello sulle imprese e sui cittadini e quindi anche permettere di migliorare, per esempio, la casa, perché è un bene prezioso, inalienabile".

Bonus casa ed ecobonus già attivi: le aliquote 2026 e 2027

Nel 2026, il bonus ristrutturazioni e l'ecobonus permettono di recuperare attraverso le detrazioni fiscali il 50% delle spese ammesse per gli interventi sull'abitazione principale. Per beneficiare dell'aliquota più alta, chi sostiene la spesa deve essere proprietario dell'immobile oppure titolare di un diritto reale di godimento, come l'usufrutto. Per le seconde case e negli altri casi ammessi, invece, la detrazione è del 36%. 

Dal 2027, senza nuovi interventi legislativi, gli sconti saranno ridotti: per l'abitazione principale, alle condizioni indicate, la detrazione scenderà dal 50% al 36%, mentre negli altri casi passerà dal 36% al 30%. Questo calendario riguarda anche gli impianti fotovoltaici domestici e i sistemi di accumulo ammessi al bonus ristrutturazioni. Da capire cosa accadrà, anche per questo aspetto, nella prossima manovra finanziaria, ma, al momento, i bonus in funzione sono questi.

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Bonus casa energia attivi nel 2026 e nel 2027 (fonte Enea)

Oltre alla percentuale, bisogna considerare il limite di spesa agevolabile. Per il bonus ristrutturazioni il tetto resta di 96mila euro per unità immobiliare sia nel 2026 sia nel 2027: non si dispone di un nuovo plafond per ogni impianto o prodotto acquistato. Per l'ecobonus, invece, i massimali e i requisiti tecnici cambiano secondo il tipo di intervento e vanno verificati prima di procedere con i lavori.

Bonus fotovoltaico e accumulo: cosa cambia nel 2027

Per il fotovoltaico domestico, il riferimento è il bonus ristrutturazioni. Anche il sistema di accumulo può rientrare nell'agevolazione se è collegato all'impianto fotovoltaico. Per il 2027 ci sono tre scenari da tenere in considerazione:

Su una spesa esemplificativa di 20mila euro interamente ammessa, il passaggio dal 50% al 36% riduce il recupero fiscale da 10mila a 7.200 euro: 2.800 euro in meno. Ma esiste già un incentivo che può arrivare al 65% delle spese ammissibili: è il "Conto Termico 3.0". È un contributo diretto, con proprie condizioni, e va distinto dall'ecobonus al 65% allo studio. Per i privati in ambito residenziale riguarda gli interventi ammessi per produrre energia termica da fonti rinnovabili, come la sostituzione del riscaldamento con pompe di calore e il solare termico.

I tagli sulle tasse con l'ecobonus 65%: simulazione su 10mila euro

Ma veniamo al nuovo Ecobonus 65. Secondo il Centro studi di Unimpresa, il primo elemento da considerare è la dimensione economica degli interventi già realizzati. Nel 2025 gli investimenti indicati nell'articolo ammontano complessivamente a 3,6169 miliardi di euro. La parte dominante è rappresentata dagli infissi, con 2,077 miliardi, pari al 57,4% del totale. Seguono isolamento termico e cappotti con 606,6 milioni, pari al 16,8%; pompe di calore con 371,5 milioni, pari al 10,3%; schermature solari con 308,5 milioni, pari all'8,5%; altri interventi con 174,3 milioni, il 4,8%; sistemi ibridi con 79 milioni, il 2,2%. 

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La concentrazione è notevole: infissi, isolamento e pompe di calore assorbono da soli l'84,5% degli investimenti, per oltre 3 miliardi con potenziali impatti poositivi sulle tasche dei consumatori. Con 10.000 euro di lavori, l'attuale detrazione al 50% vale 5.000 euro. Portandola al 65%, il beneficio salirebbe a 6.500 euro. L'incentivo aumenterebbe dunque del 30%, passando da 5.000 a 6.500 euro, mentre il costo netto di chi lo richiede scenderebbe da 5.000 a 3.500 euro: 1.500 euro in meno, cioè una riduzione del 30%.

Il passaggio dal 50% al 65% varrebbe dunque 1.500 euro di recupero fiscale aggiuntivo ogni 10mila euro ammessi. Il punto è quando e come si recuperano: con le detrazioni ordinarie qui considerate il beneficio si distribuisce in dieci quote annuali, mentre il pagamento dei lavori resta inizialmente a carico del contribuente. Una detrazione di 5mila euro significa quindi 500 euro all'anno per dieci anni. 

Quanto si risparmia con infissi nuovi e pompe di calore

Per gli infissi, l'ecobonus richiede una sostituzione che rispetti precisi requisiti, tra cui quelli sull'isolamento termico: ad esempio, il serramento deve separare un ambiente riscaldato dall'esterno o da un locale non riscaldato. Non basta acquistare finestre nuove per ottenere automaticamente l'agevolazione. Il beneficio energetico dipende anche dalle condizioni di partenza dell'edificio e dalla corretta posa.

Le pompe di calore utilizzano energia elettrica per trasferire calore dall'ambiente alla casa. L'Agenzia internazionale dell'energia indica per una tipica pompa di calore domestica un coefficiente di prestazione intorno a quattro: circa quattro unità di calore fornite per una di elettricità consumata, nelle condizioni considerate. 

I benefici sui consumi in bolletta

Oltre alle componenti "fisse" della casa c'è la questione del consumo. Risparmiare energia è possibile. Enea indica per il prossimo inverno un risparmio potenziale di circa 1,2 miliardi di metri cubi standard di gas, tra abitazioni e terziario. La previsione considera le politiche di efficienza vigenti e l'eventuale reintroduzione delle misure di contenimento previste dal Piano nazionale del 2022. Per il settore residenziale, l'Agenzia distingue 0,8 miliardi di metri cubi dalla reintroduzione delle limitazioni e 0,1 miliardi derivanti proprio dalla riqualificazione sostenuta da ecobonus e bonus casa. 

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Installando i pannelli si produce elettricità e l'autoconsumo riduce quella acquistata dalla rete. Le batterie permettono di stoccare il surplus per utilizzarlo in un altro momento, per esempio la sera. Il Gse chiarisce che aumentando l'autoconsumo si riducono i costi delle componenti variabili della bolletta e nel suo portale offre simulazioni basate su località, consumi e caratteristiche dell'impianto. Questi accorgimenti sommati al buon isolamento prodotto da nuovi infissi e cappotto possono portare a risparmi cospicui.

Gli errori del Superbonus da non ripetere

Il precedente del Superbonus offre indicazioni anche per disegnare i nuovi incentivi e non commettere gli stessi errori. Tra le criticità, l'Ufficio parlamentare di bilancio ha indicato l'agevolazione che copriva interamente la spesa, le ripetute proroghe, i massimali elevati e l'assenza iniziale di efficaci limiti alla spesa complessiva.

Una parte del grande cantiere per il Superbonus a Marilleva 1400 in Trentino (foto Fabrizio Gatti)

Per le misure future, l'Upb raccomanda una partecipazione alla spesa da parte dei beneficiari, una selezione degli interventi che producono più risparmio energetico a parità di risorse e un monitoraggio tempestivo dei costi. Nelle sue parole, "la compartecipazione alla spesa aiuta infatti a limitare i comportamenti opportunistici". 

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Per le famiglie, questo suggerisce una domanda concreta da portare al confronto tra preventivi: quanto costa ottenere quel risparmio di energia, una volta considerate tutte le spese? Un incentivo più alto migliora il conto solo se il prezzo e l'utilità dell'intervento restano sotto controllo.

C'è poi da considerare la capienza fiscale: occorre avere imposta sufficiente per assorbire la quota annuale. La parte che non trova capienza non si trasforma automaticamente in un rimborso né si trasferisce all'anno seguente. Prima di firmare, il calcolo va dunque verificato sulla propria situazione fiscale. Per chi ha redditi superiori a 75mila euro, vanno inoltre considerati i limiti complessivi alle spese ammesse in detrazione: anche questo può ridurre il vantaggio effettivamente utilizzabile. 

Cosa controllare prima di firmare e pagare i lavori

Per evitare di perdere il beneficio o di sovrastimare il risparmio, conviene verificare questi punti:

Capire prima di pagare come fare e cosa poter richiedere evita incompatibilità e problemi che possono portare anche alla perdita del bonus.

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