Cento anni appena compiuti e una passione che non conosce età: il ballo. Raffaele Zanna continua a frequentare balere, circoli e feste di paese per scatenarsi al ritmo della Filuzzi e del liscio. E quando gli chiedono quale sia il segreto della sua longevità, la risposta arriva dalla vita di sempre: i prodotti coltivati nell'orto, il movimento e anche un bicchiere di vino. Nato il 29 agosto 1926 a Monte San Pietro, nel Bolognese, Raffaele ha festeggiato il traguardo dei 100 anni circondato dalla famiglia e dagli amici. A raccontare la sua storia è Il Resto del Carlino. Per il compleanno sono arrivati torta, palloncini, rinfresco e, naturalmente, la musica della fisarmonica. Alla festa ha partecipato anche il sindaco Paolo Iovino, che gli ha consegnato una targa a nome dell'amministrazione comunale.
A 100 anni la passione per il ballo è ancora intatta
Per tutti è ormai il “re della balera”. Fino allo scorso maggio, prima che arrivasse il caldo estivo, Raffaele continuava infatti a ballare regolarmente. «Papà ha sempre avuto la passione del ballo e ha ballato fino a maggio, prima del gran caldo», raccontano le figlie Paola e Vilma. Raffaele frequenta il centro sociale Ca' Rossa di Anzola e altri circoli dove si ballano Filuzzi e liscio, ma non rinuncia neppure alle feste di paese. «Tutti i sabati è solito andare a ballare. Quando sente una musica, papà balla», spiegano ancora le figlie.
Ma come si arriva a 100 anni conservando tanta energia? Raffaele non ha una formula scientifica, ma racconta le abitudini che lo hanno accompagnato per gran parte della sua vita. «Avevo un podere in campagna a Monteveglio, dove coltivavo ortaggi, verdure e alberi di ciliegie», ricorda.
Prodotti che poi finivano direttamente sulla sua tavola. «E bevo ancora un bicchiere di vino. Forse è questo il segreto per arrivare ai 100 anni di età». A questo si è aggiunta negli anni l'abitudine di camminare, seguendo il consiglio del medico e suocero Nino Nadalini. Oggi a occuparsi con attenzione della sua salute c'è anche un nipote medico.
Da partigiano al soprannome di «Coppi dell'Atc»
Quella di Raffaele è anche una vita che attraversa un secolo di storia. Da giovane è stato partigiano, poi ha lavorato come conducente di autobus. Accanto al ballo ha sempre coltivato un'altra grande passione, il ciclismo: pedalava così tanto da conquistarsi il soprannome di “Coppi dell'Atc”. Primo di quattro fratelli, tutti ancora in vita, Raffaele ha due figlie, Vilma e Paola, cinque nipoti e una pronipote. Rimasto vedovo della moglie Maria, dagli 82 anni condivide la sua vita con Silvana, che gli è accanto ancora oggi.
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