Mezzo milione di euro. Tanto sarebbe bastato al Livorno, nell’estate del 2013, per provare a ingaggiare Harry Kane, quando, ad appena 20 anni, era destinato a diventare uno degli attaccanti più forti del calcio mondiale. Ma il club toscano lasciò perdere e puntò su Innocent Emeghara, acquistato per circa un milione di euro. Una scelta che, riletta oggi, rappresenta una delle occasioni mancate più clamorose del mercato amaranto.
La proposta del Tottenham
Nell’estate del 2013 il Livorno era appena tornato in Serie A sotto la guida di Davide Nicola. La società doveva rinforzare la rosa per affrontare il massimo campionato e cercava un attaccante. Durante i contatti con Franco Baldini, allora direttore tecnico del Tottenham, emerse la possibilità di portare in Italia un giovane centravanti inglese: Harry Kane, all’epoca ventenne.
Il giocatore aveva alle spalle alcune esperienze in prestito, tra cui quelle con Norwich City e Leicester, senza aver ancora dimostrato tutto il proprio potenziale. Gli Spurs erano disposti a lasciarlo partire, in prestito con diritto di riscatto, per una cifra vicina ai 500mila euro. Un investimento contenuto, ma che non convinse la dirigenza livornese, frenata dai dubbi sulla sua maturità e sulla capacità di adattarsi subito alle esigenze della Serie A. La trattativa per Kane non decollò e il Livorno scelse un’altra strada. Il club investì circa un milione di euro per acquistare Innocent Emeghara dal Siena, ritenuto una soluzione più pronta per affrontare il campionato italiano.
Da occasione a rimpianto
Negli anni successivi, Kane si è affermato come uno dei principali centravanti della sua generazione, distinguendosi per i gol, la continuità realizzativa e il peso assunto con la nazionale inglese e nei club in cui ha giocato. Il suo percorso ha trasformato quella proposta del 2013 in un caso emblematico di quanto sia difficile valutare il potenziale di un giovane calciatore. Per il Livorno, la scelta di non puntare su di lui resta una sliding door del mercato: con il senno di poi, quei 500mila euro avrebbero potuto rappresentare un investimento straordinario.
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