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Hayden Panettiere, depressioni, molestie e dipendenze: le ombre sulla vita di una ex baby star

August 17, 2026

Non si conoscono le ragioni del decesso di Hayden Panettiere, l’attrice della serie Heroes e della saga horror Scream, morta a soli 36 anni, ne avrebbe compiuti 37 il 21 agosto. Quello che si conosce però, perché lei stessa lo aveva raccontato nell’autobiografia uscita pochi mesi fa, erano le grandi difficoltà che aveva dovuto affrontare poco più che bambina nella sua carriera a Hollywood: dipendenze, depressione, molestie. E forse non è cambiato poi molto da quando Judy Garland raccontava che sul set di Il mago di Oz veniva svegliata a comando con delle pillole o Elizabeth Taylor che ormai star affermata aveva spiegato la pressione folle vissuta sui set dei suoi primi film come Torna a casa Lassie doveera costretta a dividersi tra la produzione del film (anche otto ore al giorno) e la scuola allestita dietro le quinte.


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Le altre baby star morte giovani da River Phoenix a Cory Monteith

A volte è dura la vita delle baby star e enfant prodige: soprattutto chi non ha avuto le spalle coperte da genitori presenti e attenti, si è bruciato troppo presto. Il pensiero va a River Phoenix, l’attore di Stand by me e Mosquito Coast, morto a 23 anni per overdose su un marciapiede di Los Angeles la sera di Halloween del 1993, va a Brittany Murphy, star di Ragazze interrotte e Ragazze a Beverly Hills, stroncata da un infarto causato da polmonite e abuso di farmaci, va a Cory Monteith, il Finn di Glee, morto a 31 anni per un overdose accidentale dopo un lungo periodo di dipendenza e disintossicazioni.

La resa dei conti nel memoir

La famiglia chiede privacy e rispetto in questo momento doloroso, Variety titola sul fallimento di Hollywood nel proteggere Hayden Panettiere. Nel suo memoir, uscito soltanto nel maggio scorso dal titolo This is me: a reckoning (Questa sono io, una resa dei conti), la ex star bambina – esplosa a dieci anni nel film sul football con Denzel Washington Il sapore della vittoria – aveva raccontato gli anni complicati dell’alcolismo, la dipendenza dalla droga, i problemi di salute mentale. “I miei traumi mi hanno offerto un nuovo significato attraverso l'ironia, storie assurde, la scelta di dare priorità alla mia salute, un rapporto più profondo con i miei genitori, animali domestici che adoro, l'impegno per i diritti degli animali e l'ambientalismo che danno uno scopo alla mia vita e, ora, questo libro” scriveva nell’introduzione.

A sedici anni la scoperta che la sua immagine era nelle mani dei paparazzi

Nel libro Hayden racconta il momento in cui aveva capito che la sua adolescenza era nelle mani del giudizio degli altri e che lei aveva veramente poche possibilità di cambiare la narrazione. Aveva sedici anni quando un paparazzo l'aveva immortalata in pantaloncini mentre si chinava, e la foto era stata pubblicata accompagnata da commenti sulla sua presunta cellulite. Dopo quell’esperienza aveva deciso di smettere di leggere i tabloid. "Ma, a volte, qualcosa riusciva comunque a passare – scrive – Il mio addetto stampa riceveva una chiamata per chiedere un commento su qualche aspetto della mia vita e io dovevo decidere: scelgo il 'no comment', lasciando che pubblichino la versione che preferiscono? Oppure rilascio una dichiarazione per giocare d'anticipo, finendo a parlare di cose di cui non vorrei affatto discutere?".

La pesciolina Dory e un branco di squali

Nel memoir l'attrice si paragona a Dory, l’amica smemorata di Nemo del cartoon Disney. “Sono come Dory, la piccola e tenace pesciolina di Alla ricerca di Nemo, che continua semplicemente a nuotare anche quando si ritrova faccia a faccia con un branco di squali”. E chi erano questi squali? La carriera di baby star per Panettiere è iniziata a 11 mesi, quelli del primo spot pubblicitario, per diventare poi a cinque anni personaggio fisso della soap Una vita da vivere. Nel libro racconta episodi disturbanti, vere e proprie molestie, come quella volta che un “importante dirigente della Nbc” la baciò sulla bocca a una festa nel 2008, mentre lei recitava nella serie Heroes” (aveva 19 anni); oppure quella volta in cui una festa in un appartamento di Los Feliz, un “attore e regista premio Oscar” la mise all’angolo proprio mentre stava per andarsene e, con la scusa di una “grossa gomma da masticare sui pantaloni”, la costrinse a guardare i suoi testicoli in bella mostra dalla cerniera aperta dei pantaloni.

La famiglia, il fratello morto a 28 anni, la dipendenza da droghe e alcol

Ma ci sono anche dolori più privati come il complicato rapporto con la mamma manager (ex attrice di soap), la scoperta del tradimento di suo padre nei confronti della mamma, la separazione dei suoi genitori quando aveva 18 anni (con una battaglia legale durata otto anni) e soprattutto la morte del fratello Jansen a cui era legatissima, anche lui attore e artista, a soli 28 anni per un problema cardiaco. I suoi problemi di dipendenza da droga e alcol – ha raccontato l’attrice a People – sono iniziati, quando aveva appena 15 anni e qualcuno del suo entourage iniziò a somministrarle delle "pillole della felicità" prima che sfilasse sui red carpet. "Servivano a rendermi vivace durante le interviste – ha raccontato – Non avevo idea che fosse una pratica inappropriata, né a quale porta mi avrebbe spalancato la strada in termini di dipendenza. Crescendo, droghe e alcol sono diventati qualcosa di cui quasi non riuscivo più a fare a meno". Nel 2020 ha trascorso 8 mesi in un centro di disintossicazione, ma già era stata ricoverata nel 2015 dopo la nascita di sua figlia Kaya.

La figlia Kaya e la depressione post partum

Nata mentre lavorava alla serie Nashville, Kaya è il frutto della relazione intermittente dell’attrice con Wladimir Klitschko, ex pugile ucraino con cui è stata tra il 2009 e il 2018. Subito dopo la nascita ha iniziato a soffrire di depressione post-partum e ha raccontato di aver fatto ricorso ad alcol e oppioidi per curarsi autonomamente che l’hanno portata poi alla crisi per cui ha dovuto ricorrere al rehab. “Un medico mi disse che in cinque anni sarei morta se non mi fossi disintossicata” ha raccontato con franchezza.

La figlia vive con il padre, ex pugile, in Ucraina

Nel 2018 la bambina è andata a vivere con il padre in Ucraina, in una località segreta a causa della guerra in corso con la Russia. L’attrice ha raccontato al New York Times che quando si trovava sul set come attrice a riprodurre in fiction situazioni che in qualche modo l’avevano toccata e traumatizzata nella realtà, non aveva mai avuto la forza di sottrarsi: “Quando tornavo a casa dopo aver messo in scena ciò che stavo vivendo realmente, l'ultima cosa che volevo fare era gestire o discutere in modo sano di ciò che provavo. Così ho finito per ricorrere a meccanismi di adattamento malsani". Che lei spiegava come una reazione all’infanzia e all’adolescenza mancata. Nella vicenda di Juliette, ambiziosa star della musica country in Nashville, comparivano infatti temi come la depressione post-partum, l'alcolismo e la difficoltà di affrontare la pressione della fama.

L’ultimo fidanzato

Negli ultimi anni aveva tentato di recuperare serenità anche con il fidanzato Brian Hickerson con cui in passato aveva condiviso i problemi di dipendenza dall’alcol ed era stato anche in carcere per lesioni nei suoi confronti. Dopo la riabilitazione i due erano tornati insieme: “Non è stata una scelta presa alla leggera – ha raccontato l’attrice – è condizionata dal fatto che lui prosegua su questa strada di recupero”.