A pochi giorni dalla morte improvvisa di Hayden Panettiere, la polizia si è presentata nell'abitazione di un familiare di Brian Hickerson, 37 anni, fidanzato dell'attrice e presente - insieme al fratello di lui, Zach - al momento del decesso. Il motivo della visita sarebbe una segnalazione, non legata al decesso dell'attrice 36enne. Ancora nessuna causa ufficiale della morte, mentre riemergono i precedenti di violenza domestica nella loro relazione.
La segnalazione
Secondo quanto riferito da Page Six, gli agenti del dipartimento di polizia di Greenville si sono presentati alle 8:20 di mercoledì mattina, 19 agosto, nella residenza di un familiare di Hickerson, in South Carolina. Hanno bussato a diversi ingressi dell'abitazione senza ricevere risposta e si sono allontanati dopo circa tre minuti. Una portavoce della polizia ha spiegato a People la natura della visita: «Gli agenti hanno risposto a una chiamata per un welfare check in un'abitazione appartenente alla famiglia di Brian Hickerson». Un welfare check è una verifica che la polizia effettua su richiesta di terzi quando si teme per lo stato di salute o l'incolumità di una persona, in genere perché risulta irreperibile o non risponde da tempo; non implica necessariamente un collegamento con un reato o un'indagine in corso. La stessa portavoce ha infatti chiarito che l'intervento non ha nulla a che vedere con il caso Panettiere.
Una relazione segnata da accuse di violenza domestica
Come riporta People, quello tra Panettiere e Hickerson è stato un legame complicato fin dal principio, iniziato nel 2018 e segnato negli anni da diversi episodi di violenza. Tra il 2019 e il 2020 l'uomo è finito più volte in manette, con accuse — tra le altre — di violenza domestica ai danni della compagna.
Il procedimento del 2019 si è poi concluso con un'archiviazione, mentre per i fatti del 2020 Hickerson, nel 2021, ha scelto la strada del no contest su due capi d'accusa per lesioni alla compagna: una decisione che, pur senza ammissione formale di colpa, equivale a una condanna. Il giudice gli ha inflitto 45 giorni di reclusione — di cui ne ha effettivamente scontati 13 — oltre a quattro anni di libertà vigilata, 52 corsi obbligatori sulla violenza domestica, un risarcimento di 500 dollari e un ordine restrittivo quinquennale nei confronti di Panettiere. Le restanti accuse legate all'arresto, che in origine contava otto capi d'imputazione per violenza domestica, sono cadute.Fu proprio dopo quell'arresto, nel 2020, che l'attrice scelse di rompere il silenzio con una dichiarazione pubblica: «Sto uscendo allo scoperto con la verità su quello che mi è successo, nella speranza che la mia storia possa dare la forza ad altre persone in relazioni abusive di chiedere l'aiuto che meritano», aveva detto, aggiungendo: «Sono pronta a fare la mia parte per assicurarmi che quest'uomo non faccia più del male a nessuno».
A distanza di due anni da quelle parole, però, i rapporti tra i due si erano riallacciati sul piano dell'amicizia. Interpellata da People sul tema, Panettiere aveva confermato di pensarla ancora «allo stesso modo» riguardo a quanto dichiarato in precedenza, spiegando al contempo di essersi avvicinata a un percorso di perdono nei confronti del compagno: «Penso che abbia scontato la sua pena e sia stato disposto a farsi aiutare», aveva raccontato. «Penso alle cose che ho fatto nella mia vita per cui altri mi hanno perdonato. Fare ammenda è una cosa molto importante che si impara nei percorsi di recupero. E dà molta pace interiore».
Ultimo aggiornamento: mercoledì 19 agosto 2026, 20:18
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