Non per un guasto del servizio. Il problema era molto più banale, e proprio per questo più insidioso: la gestione della batteria del telefono.
Tutto è emerso quasi per caso. Una foto da recuperare, un controllo alla libreria e poi la sorpresa: il backup Immich non si aggiornava da giorni. Nessuna notifica chiara, nessun messaggio d’errore capace di far pensare subito a un problema. Per chi aveva appena lasciato Google Foto e passato tempo a spostare tutto su un server personale, è stato un brutto colpo.
Eventi, scatti della settimana, ricordi già considerati al sicuro erano ancora lì, nella memoria dello smartphone. A evitare la perdita è stata una circostanza semplice: quelle foto non erano ancora state cancellate dal telefono, solo perché la pulizia dello spazio era stata rimandata. Il servizio, però, non era andato giù. E il server rispondeva regolarmente. Il punto era un altro: le impostazioni di Android.
Android e app in background: perché la batteria può fermare Immich
Il nodo sta nel modo in cui Android gestisce le app in background. Per risparmiare energia e far durare di più la batteria, il sistema limita le attività non visibili. Nella vita di tutti i giorni è una scelta normale, spesso utile. Ma con le app che devono partire da sole, a intervalli regolari, e trasferire file, può diventare un problema. È il caso del backup delle foto.
Immich carica le immagini lavorando in background; se il telefono sospende l’app, il caricamento si ferma e le nuove foto restano sul dispositivo. Anche la documentazione di Immich parla di un problema noto, soprattutto sui modelli Android con una gestione energetica più severa, e rimanda a guide come Don’t Kill My App per le indicazioni sui singoli produttori. Non è un bug del server. Non è un difetto della libreria. È una protezione del sistema che, in questo caso, finisce per andare contro ciò che serve all’utente. E proprio per questo è difficile da capire: non si presenta come un errore, ma come un silenzio.
Immich 3.0: avvisi più chiari e nuovo caricamento periodico
Con Immich 3.0 qualcosa è cambiato già nella configurazione dell’app mobile. Durante l’installazione su un secondo dispositivo Android, l’app ha chiesto l’accesso alle notifiche e ha mostrato un avviso sul possibile effetto dell’ottimizzazione della batteria sui backup. Quel messaggio, spiegano le note di rilascio del progetto, serve proprio a intercettare un passaggio che molti utenti saltano, magari presi dalla fretta di rimettere in piedi la propria libreria dopo l’addio a Google Foto.
La versione 3.0 introduce anche un nuovo sistema di pianificazione periodica delle attività, pensato per permettere ad Android di caricare in background non solo gli scatti più recenti, ma anche intere librerie. Sembra un dettaglio tecnico, ma ha effetti molto concreti: senza un avviso chiaro, ci si può accorgere del blocco solo dopo giorni. “Pensavo di aver sbagliato a sostituire Google Foto”, racconta chi ha ricostruito il problema, prima di scoprire che la soluzione passava da due o tre impostazioni rimaste spente. Piccole voci di menu, ma decisive.
Le impostazioni decisive: batteria illimitata, notifiche attive e backup libero dalla ricarica
La prima correzione riguarda la batteria. Su Android il percorso indicato è Impostazioni, App, Immich, Batteria, quindi l’opzione Illimitata. In questo modo si evita che il sistema metta l’app in standby tra un caricamento e l’altro. Dopo questa modifica, la settimana di foto rimasta bloccata è stata caricata nel giro di poche ore. La seconda voce riguarda le notifiche di Immich: da Android 13 le app devono chiedere il permesso prima di inviarle, e Immich usa questi avvisi anche per mostrare l’avanzamento dei caricamenti.
La documentazione pubblica chiarisce il peso della gestione energetica, mentre non entra fino in fondo nei dettagli di ciò che può saltare senza notifiche; resta però il fatto che l’app le richiede e che, nella pratica, si tratta di aggiornamenti silenziosi, visibili solo quando l’utente li controlla. C’è poi un terzo passaggio, dentro le opzioni di backup in background dell’app: l’interruttore che lega il caricamento alla ricarica del dispositivo. Disattivarlo può evitare altri stop inattesi.
Il confronto con Google Foto resta inevitabile: sui telefoni Android, le app di Google partono spesso con permessi e corsie preferenziali già pronti, mentre un servizio self-hosted deve chiedere tutto e può essere frenato dalle regole del sistema. Su alcuni modelli Xiaomi e Samsung, secondo le segnalazioni degli utenti, i backup possono continuare a fermarsi anche dopo le autorizzazioni, ripartendo solo quando l’app viene aperta a mano. Per chi sceglie Immich e l’autogestione dei propri dati, il punto non è rinunciare. È sapere subito dove guardare.