
È stata un’estate di intensi lavori quella della dirigenza dei Mastini, impegnata a diversi livelli, sia sportivi che manageriali, per creare la stagione che verrà. Tante le emozioni vissute nei mesi scorsi, dodici gli addi, tutti sofferti, otto i nuovi innesti, a cui possiamo aggiungere Vanetti che la scorsa stagione non ha mai giocato, e Piroso, fermo per parecchio tempo e confermato in extremis. Perfezionato l’accordo con Milano HC che fornirà giovani innesti ai Mastini.
Un roster profondamente rinnovato
Il mercato estivo ha portato a un ricambio importante: dodici i giocatori usciti, otto quelli entrati, con delle scelte precise, a partire dalla conferma tra i pali di Filippo Matonti, che, alla stessa età di quando in gabbia ci entrò Rocco Perla, vivrà la bellezza della responsabilità di giocare nel ruolo più delicato per i Mastini. Al suo fianco ci sarà Jacopo Tommasello, reduce da una solida carriera nelle giovanili e accompagnato da riscontri positivi da parte degli addetti ai lavori. Il presidente Carlo Bino non ha nascosto le difficoltà del mercato in questo ruolo: “Portieri italiani validi che possano fare la differenza in realtà non ce ne sono molti, ed è complicato anche andarli a portar via”. Tanti arrivi dicevamo, di cui abbiamo già parlato, a rafforzare i vari reparti, per una squadra che secondo la società sarà più forte di quella della scorsa stagione. Le partenze invece hanno motivazioni chiare, alcuni giocatori non potevano garantire la costanza richiesta da questo nuovo corso, altri semplicemente non adeguati in termini di scelta tecnica. Notizia dell’ultima ora, purtroppo non sarà del gruppo Filippo Crivellari, che lascerà il gruppo per motivi di studio, legati ad un master in Germania.
Il farm team con Milano, un serbatoio di giovani
Tra le altre cose positive l’accordo con Milano HC, mossa strategica di fondamentale importanza, che consentirà ai Mastini di attingere giovani dal settore giovanile meneghino. Sei per ora i ragazzi selezionati dalla dirigenza giallonera, che orbiteranno attorno alla squadra, per venire, in caso di esigenza tecnica o strategica, inseriti nel roster.
La collaborazione con Milano è stata definita dal presidente “molto collaborativa”, e soprattutto parte di un progetto più ampio pensato per valorizzare l’hockey lombardo, con l’obiettivo preciso di portare ragazzi giovani ad avvicinarsi al ghiaccio per poi lanciarli, se le qualità lo permetteranno, nei campionati ICE, IHL e Division 1.
Sponsor stabili e budget
Sul fronte sponsorizzazioni, alcuni partner hanno lasciato e altri sono subentrati o subentreranno, compreso “qualcuno importante”: un ricambio che ha comunque permesso alla società di confermare lo stesso budget della stagione precedente. Qui va sottolineata una cosa molto importante, fare una squadra a Varese costa tantissimo, affitti e mantenimento dei giocatori si trasforma in una voce di costo altissima, che le squadre delle valli praticamente non hanno. Vitto e alloggio moltiplicato per tutti i giocatori non residenti, quindi la maggior parte, è la voce di bilancio probabilmente più costosa dopo il costo del ghiaccio, anche questo, presumiamo, tra i più cari della lega.
Rich, il sorriso del nuovo allenatore
Al ‘new deal’ di Varese ha partecipato naturalmente anche il nuovo tecnico Dave Rich, che ha fornito consigli e suggerimenti rispetto al nuovo assetto, ascoltando tutti i giocatori. L’allenatore mi piace, si è posto molto bene”, ha detto Bino. “Dave Rich si è presentato col sorriso e con tanta positività e questo ci dà fiducia”.
Da lunedì riparte la campagna abbonamenti
Lunedì 24 agosto, in concomitanza con il primo raduno, riaprirà anche la campagna abbonamenti, che resterà attiva per una settimana: un’ultima finestra per i tifosi che non hanno ancora acquistato il proprio posto al palaghiaccio.
L’obiettivo: tornare tra le prime quattro
Guardando alla stagione che verrà, Bino ha fissato l’asticella in alto: “Ad oggi l’arrivo nelle prime quattro sia papabile, stando ai vertici sempre. Vedo Caldaro molto forte, come anche Appiano e altri che si sono rinforzati. Noi credo che possiamo stare lì davanti”.
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