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I conti del lusso restano solidi ma pesano guerra e clima di incertezza - Lusso - Ansa.it

September 21, 2026

 I conti dei principali produttori dei beni di lusso europei restano solidi anche se il settore si trova a dover fare i conti con una serie di incognite che minacciano la crescita dei ricavi. La guerra in Medio Oriente ed la debole fiducia dei consumatori, secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence, sono tra i principali fattori negativi che mettono a rischio la crescita.
    Il secondo trimestre, secondo Barclays, si è rivelato nel complesso migliore del previsto, con una crescita organica superiore di circa 200 punti base rispetto alle aspettative. Le prospettive per la seconda parte dell'anno appaiono non negative. La spesa nel settore del lusso, infatti, è rimasta forte nel mese di luglio, con un aumento dell'11,1% su base annua e un'accelerazione rispetto a giugno (+8,0% su base annua), pur registrando un rallentamento rispetto al primo trimestre nel suo complesso, che aveva registrato un aumento del 16,4% su base annua.
La persistente incertezza nelle relazioni tra Stati Uniti e Iran rimane il "principale elemento di attenzione per il settore", spiega Flavio Cereda, investment director Luxury Brands di Gam. "La crescita del comparto del lusso - aggiunge - è stata frenata soprattutto dall'incertezza geopolitica, più che dalla debolezza della domanda sottostante".
    Con uno scenario in continua evoluzione i rischi rimangono più elevati per gli "operatori di fascia bassa, sensibili ai prezzi ed esposti alla domanda, e per le aziende impegnate in una revisione prolungata della strategia di marca, soprattutto perché quest'anno il margine di manovra per trasferire gli aumenti di prezzo legati ai dazi è più limitato", evidenziano gli analisti.
La lenta ripresa dei consumi in Cina e le crescenti pressioni sul costo della vita che gravano sui consumatori statunitensi ed europei indicano una crescita delle vendite a una cifra e un aumento leggermente superiore dell'utile per azione nel 2026. Le posizioni di cassa restano stabili e favoriscono gli investimenti nei punti vendita, nella distribuzione e nell'ottimizzazione del portafoglio.
    La fase di incertezza, secondo quanto emerge dalle recenti analisi del settore, potrebbe essere superata nel lungo termine attraverso "investimenti in negozi, ristrutturazioni, intelligenza artificiale, piattaforme online, insieme a operazioni di fusione e acquisizione mirate".
Nel Vecchio continente Hermès e Brunello Cucinelli si distinguono per concentrarsi principalmente sugli investimenti interni a sostegno di "modelli a volumi limitati, espandendo le reti di negozi e la capacità produttiva per sostenere una crescita annuale". Il colosso del lusso Lvmh, invece, è in testa alle operazioni di fusione e acquisizione del settore con 57 operazioni, pari al 24% del totale, nell'ultimo decennio, seguita da Kering con 21, Prada con 14 e Richemont con dieci.

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