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I numeri del disastro. Raccolti, frutteti e impianti: "Siamo sui 500 milioni, nei campi valanga di danni"

July 26, 2026

La stima di Tamisari, presidente di Codifesa ente che si occupa delle assicurazioni agricole "In alcune zone siamo al 100%, non è rimasto nulla. Ora le istituzioni facciano la loro parte".

La stima di Tamisari, presidente di Codifesa ente che si occupa delle assicurazioni agricole "In alcune zone siamo al 100%, non è rimasto nulla. Ora le istituzioni facciano la loro parte".

Dalle gelate alle alluvioni, la missione è quella di mettere al riparo le aziende dagli eventi atmosferici sempre più estremi. Un ombrellone, un paracadute che spesso salva le aziende. Si chiama Consorzio di difesa Bologna e Ferrara (Codifesa), conta 4500 soci, si estende su tutto il territorio nazionale e stipula polizze assicurative collettive verso tutti i danni che possono derivare dagli eventi atmosferici. "Non lasceremo indietro nessuno, tutti gli agricoltori che hanno stipulato una polizza avranno il risarcimento che è stato pattuito", la promessa porta la firma di Danilo Tamisari al vertice di Codifesa. Con il fratello possiede un’azienda a Gaibana, una delle zone colpite a più riprese. Chicchi come palle da baseball, pietre che si sono abbattute sulle colture, i frutteti, distruggendo piante e reti, i capannoni, picchiando duro anche sui trattori.

I risarcimenti ci saranno? Parliamo di un volume enorme di denaro "Sì, una valanga di soldi. A braccio parliamo di 400 o 500 milioni in base ad alcuni calcoli ancora comunque non definitivi. Stiamo parlando di danni a raccolti, impianti e strutture sia assicurati sia non coperti da polizze. Il nostro organismo fa da tramite tra le società assicurative e gli agricoltori, obiettivo è quello di garantire polizze agevolate. E posso fin da ora assicurare che non verrà lasciato indietro nessuno"

Le coperture riguardano però il raccolto, in genere le piante non sono assicurate "Già, piante che in alcuni casi sono state rase al suolo. Gli alberi spellati dalla grandine. Il fenomeno è stato così violento da compromettere non solo questa annata agricola ma anche la prossima produzione, il prossimo anno"

Quindi? "Quindi chiediamo venga convocato un tavolo regionale, che ci sia un intervento della istituzioni, governo e regione in primis"

Cosa devono fare? "Dare incentivi, trovare una soluzione per concedere magari attraverso lo stato d’emergenza aiuti agli agricoltori. Solo così potranno ripartire, serve un aiuto per riuscire a risollevarsi da quello che è un grave stato di crisi del comparto, di tutto il comparto"

Eventi estremi, eccezionali "Alcuni anni fa l’ondata di maltempo colpì in modo violentissimo San Bartolomeo in Bosco, un’area comunque circoscritta. Qui per la prima volta ad ondate successive è stata colpita tutta la provincia, da Bondeno al Mezzano, passando per la città. Tutto il settore in pratica si trova in ginocchio"

L’ultimo evento l’altra mattina, attorno all’una "Dieci minuti all’una, cielo come piombo. Poi giù vento e quelle sfere di ghiaccio. Il finimondo, l’apocalisse. Sotto attacco San Martino, Gaibana, Gaibanella, Bondeno, paesi e campi già colpiti dalle precedenti ondate"

Le colture? "Dove il maltempo si è abbattuto parliamo del 100% del danno. Mais addio, sono rimasti gli steli. Soia macinata, bietole stessa sorte. I frutteti sono stati piallati, vento e grandine la lama di una falce. Giù pali, reti, tetti dei capannoni. Credo che le raffiche di vento abbiamo superato i 100 chilometri all’ora"

A preoccupare è il futuro "Chiediamo all’assessore Alessio Mammi e al presidente Michele de Pascale di creare un tavolo di crisi. Per quanto ci riguarda metteremo in campo il massimo impegno per far sentire la voce di un mondo che rischia di affogare".