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I Poggi non saranno parte civile contro Sempio, 'è innocente' - Notizie - Ansa.it

October 1, 2026

Non saranno parte civile nel processo che si sta profilando nei confronti di Andrea Sempio, accusato dalla Procura di Pavia di essere l'assassino della loro figlia. I genitori di Chiara Poggi e il fratello, Marco, non hanno nulla da pretendere da chi considerano "innocente".


Rita e Giuseppe Poggi, assieme al figlio, saranno assenti in aula quando, salvo colpi di scena, si incardinerà l'udienza preliminare in cui il 38enne sarà sul banco degli imputati per aver ucciso Chiara. I pm pavesi, infatti, dopo aver chiuso per la seconda volta l'inchiesta ritenendo sia lui il responsabile e non Alberto Stasi, l'allora fidanzato della giovane che sta finendo di espiare 16 anni di carcere, hanno annunciato che, "decorsi i termini di legge", eserciteranno l'azione penale e, dunque, dopo la metà di ottobre chiederanno il suo rinvio a giudizio. "Non abbiamo da avanzare alcuna pretesa economica nei confronti di persone innocenti", si è limitato a dire Francesco Compagna, che rappresenta i Poggi insieme al collega Gian Luigi Tizzoni. Il quale ha aggiunto: "ovviamente finché rimarrà esecutiva la sentanza a carico di Stasi non si può nemmeno porre il tema formale di una costituzione di parte civile nei confronti di Sempio, perché sarebbe come richiedere due volte un risarcimento per lo stesso reato". Invece, saranno parte in un eventuale giudizio di revisione che proporrà la difesa, di cui però finora non c'è traccia: i legali del condannato non hanno ancora fatto istanza a Brescia e la Procura Generale di Milano, al momento, non si è mossa e, par di capire, non ha intenzione di farlo. "A mio avviso con gli elementi a oggi conosciuti - ha detto Tizzoni - non passerà nemmeno il vaglio di ammissibilità".
Un'opinione questa che trova eco anche nelle intercettazioni agli atti dell'indagine, laddove hanno registrato lo sfogo di Giuseppe Sempio che lo scorso dicembre, poco prima di Natale, è sbottato: "ma no... ma no... le indagini sul niente... basta... e ... come si chiama su ... il dna... lì non c'è niente... perchè è partito tutto dalle Iene, Bocellari, e quello là... che è... come si chiama... come si chiama ...
balle varie..." . La madre Daniela ancora oggi ha ripetuto: "l'unica cosa che posso dire è che mio figlio con l'omicidio di Chiara Poggi non c'entra assolutamente niente, ed è totalmente estraneo. Mio figlio sta aspettando come aspettiamo tutti noi" senza negare la "preoccupazione per il processo".
Prosegue intanto il botta e risposta tra i consulenti dell'allora pm di Vigevano, Rosa Muscio, e della attuale difesa di Alberto Stasi sui test effettuati dal Ris di Parma sui pedali della 'Umberto Dei' che 19 anni fa portò a individuare il Dna di Chiara e al fermo, poi non convalidato, dell'ex studente bocconiano. Dopo la consegna dello scorso novembre dei 'dati grezzi' raccolti dagli investigatori, sono spuntate due ripetizioni con esito nullo che hanno acceso polemiche su questa "anomalia" . Da un lato, Pasquale Linarello, incaricato da Stasi, ha affermato che "la cosa più grave è che la difesa non ha mai visto l'analisi del 20 settembre, quella in cui sugli stessi campioni che il giorno prima avevano dato il Dna di Chiara Poggi compare un tracciato completamente negativo: se l'avessimo saputo, avremmo chiesto altri mille approfondimenti".
Dall'altro il generale Luciano Garofano, all'epoca alla guida dei Reparto Investigazioni scientifiche dell'Arma, ha replicato: "C'è un verbale del 24 settembre 2007 che attesta che tutti i risultati ottenuti fino a quel momento sono stati messi a disposizione dei consulenti di parte, che firmano di proprio pugno. Tutto il resto sono solo supposizioni strumentali non supportate dagli atti ufficiali".

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