L’inchiesta.
19 agosto 2026 alle 00:47
Al via il processo californiano all’azienda proprietaria di Facebook e InstagramIn palio non c’è solo una maxi multa ma il futuro dei social media negli Stati Uniti. Meta va alla sbarra in California dopo che, tre anni fa, il procuratore dello Stato assieme a 29 colleghi ha accusato l’azienda proprietaria di Facebook e Instagram di aver progettato le proprie piattaforme per creare dipendenza nei ragazzi, di aver mentito sui rischi e di aver raccolto illegalmente milioni di dati sui bambini. Un processo dagli esiti potenzialmente storici che gli esperti legali hanno paragonato a quelli contro i grandi produttori di tabacco o contro gli oppiodi. Casi esemplari che hanno cambiato quelle industrie per sempre.
I procuratori di California, Colorado, Kentucky e New Jersey chiedono a Mark Zuckerberg fino a 1.400 miliardi di dollari e, soprattutto, modifiche ai suoi prodotti. Ad esempio l’inserimento di una procedura per verificare l’età degli utenti, la rimozione dei filtri che modificano l’aspetto fisico, l’eliminazione della riproduzione automatica dei video. «Meta ha creato un prodotto pericoloso per i giovani utenti sapendo che era pericoloso e ha poi mentito a bambini, famiglie e comunità riguardo alla sua pericolosità – ha dichiarato l’attorney general della California, Rob Bonta, che sarà il primo ad argomentare per l’accusa – Siamo pronti a chiamare Meta a rispondere della sua responsabilità nella crisi della salute mentale dei bambini americani».
Gli Stati sostengono inoltre che il gigante della tecnologia ha violato il Children’s Online Privacy Protection Act, raccogliendo dati milioni di dati relativi ai minori per utilizzarli nella creazione di algoritmi che «creano dipendenza». Meta ha già perso due casi simili. In California una giuria ha riconosciuto la società di Zuckerberg e Google responsabili dell’ansia e della depressione di una giovane, stabilendo un risarcimento di 6 milioni di dollari tra danni compensativi e punitivi. Un’altra giuria in New Mexico ha sentenziato che Meta ha violato le leggi statali a tutela dei consumatori, non proteggendo i minori e ingannando il pubblico e ha comminato al gigante tech una sanzione civile di 375 milioni di dollari, seguita da un ulteriore maxi multa da 567 milioni di dollari destinati a un fondo per interventi di assistenza e trattamento rivolti ai giovani.
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