(di Michele Cassano)
"Quest'anno saremo molto concentrati
sull'Italia, dando più spazio alle cose che succedono nel nostro
paese, che nel dibattito pubblico è come se fosse cancellato.
Ero abituato a una televisione molto aperta alla realtà, adesso
invece si dà molto più spazio al dibattito politico. Noi abbiamo
ritrovato il piacere di raccontare l'Italia e quest'anno ci sarà
un bel bagno di realtà". Riccardo Iacona torna da domenica 13
settembre con Presadiretta alle 20.30 su Rai3 con le prime sette
puntate stagionali, prima di lasciare il testimone a Report e
ritornare con altre sette puntate. Tanto spazio ai temi di casa
nostra, dunque, in questo anno che porterà alle elezioni.
Esordio dedicato ai temi ambientali con una serata dal titolo
Governati dal fossile, sul costo della dipendenza energetica
italiana. Dall'Italia al delta del Niger, l'inchiesta racconta
chi paga davvero il prezzo delle scelte energetiche. Focus anche
sul dissesto idrogeologico, a partire dalla Calabria, e sul
costo della mancata prevenzione di fronte a eventi climatici
sempre più estremi. Ospite in diretta il ministro dell'Ambiente
Gilberto Pichetto Fratin. "Tutti ormai riconoscono l'emergenza
climatica, ma si fa fatica a mettere su un'agenda concreta -
spiega all'ANSA Iacona -. Continuiamo però a battere il chiodo e
tutta la puntata ruota attorno alle conseguenze del cambiamento
climatico e al prezzo che stiamo pagando per essere dipendenti
da petrolio e gas".
Nelle altre puntate la crisi economica nel nostro paese, un
viaggio tra i misteri degli Epstein files, la corsa alle armi e
al riarmo, la sanità pubblica sotto attacco, un viaggio per
parlare delle responsabilità dei social network sulla salute
psicologica dei giovani e il rapporto tra Intelligenza
Artificiale e la democrazia. "Entreremo nei meccanismi della
propaganda elettorale - fa sapere il conduttore -: quanto
l'intelligenza artificiale può potenziare quei meccanismi di
profilazione e alterare il dibattito pubblico con fake news.
Siamo andati a vedere cosa succede in Germania, nelle zone dove
Afd è molto cresciuta".
La struttura del programma non cambia, ma - rivela Iacona -
"abbiamo uno studio completamente nuovo con un maxischermo
enorme". "C'è una prima parte, Presadiretta Open, che dura più o
meno un'ora con servizi più brevi ed eventuali ospiti - racconta
-. Poi si entra proprio nel film della puntata, sempre con la
possibilità di dare spazio all'attualità visto che siamo in
diretta".
In che stato di salute vede l'informazione televisiva? "La
vedo molto schiacciata sulla cronaca e sempre troppo poco aperta
a raccontare la complessità e i contesti sociali ed economici.
Quello che manca secondo me è togliere un po' di spazio
all'agenda della politica per dedicarla al racconto del paese.
Questo alimenterebbe un dibattito pubblico più ricco in cui
tutti noi siamo protagonisti e non semplicemente spettatori.
Cercheremo di fare questo".
Crede che Report, la vostra trasmissione gemella, possa
soffrire dopo la rimozione di Sigfrido Ranucci? "Quando ci sono
dei cambiamenti può esserci qualche scossone, ma auguro a Report
di cominciare forte come prima e sarò molto contento la
settimana precedente la loro messa in onda di poter annunciare
che torna Report - risponde il conduttore -. La cosa molto
importante è che Report c'è, e questo non era scontato. Poi loro
hanno qualità e validi professionisti in tutti i settori". "La
Rai - prosegue - non si può permettere di perdere più niente.
Importanti narratori della realtà hanno lasciato l'azienda per
andare su piattaforme private. Non si può indebolire la Rai sul
fronte del racconto della realtà, perché questo dà credibilità
al servizio pubblico".
Cosa si sente di dire a Ranucci? "A Sigfrido Ranucci voglio
un bene del mondo, lo conosco da una vita. Spero che la vicenda
si risolva e che venga fuori tutta la verità. Lui ha tutte le
armi per difendersi".
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