
La tragedia il 7 agosto: soccorsi inutili

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Mantova, 10 settembre 2026 – “Ditemi come è morta mia figlia”. L’appello di una madre disperata arriva a Mantova dal Marocco. Il grido di dolore di una donna marocchina che dal suo Paese non crede che la figlia di 20 anni sia morta per cause naturali.
A casa del fidanzato
In effetti, sarà necessario attendere il rapporto dell’autopsia per avere una risposta definitiva su ciò che ha provocato la morte di Ikram Khyari, trovata senza vita il 7 agosto scorso nella casa di Birbesi, frazione di Guidizzolo, dove risiedono il fidanzato della giovane e la sua famiglia, tutti di origine marocchina.
Il corpo era stato trovato dall’uomo che poi aveva dato l’allarme e tentato di rianimare la fidanzata seguendo le istruzioni impartite al telefono dagli operatori della centrale del 118. Ikram però era già deceduta quando i soccorsi erano giunti sul posto.
L’inchiesta
Da allora è scattata l’inchiesta dei carabinieri che ha appurato alcuni fatti: sul cadavere non c’erano segni di violenza. I lividi di cui si era parlato in un primo momento potevano essere stati procurati dalla giovane che - secondo la famiglia acquisita e altri testimoni - qualche volta aveva manifestato forti stati d’agitazione.
L’autopsia disposta dalla Procura avrebbe dovuto scoprire altri elementi (per esempio un sospetto di ostruzione delle vie respiratorie che aveva fatto pensare a un caso di soffocamento accidentale) ma né questo elemento né altri che possano far pensare cause volontarie sarebbero emersi. Il medico legale, tuttavia, ha 60 giorni per rendere note le sue conclusioni.
Il dolore della madre
Nell’attesa di poter avere informazioni più precise su cosa possa aver provocato la morte della figlia ventenne, la madre di Ikram ha raccontato che la figlia era sana e che la famiglia dei consuoceri non gliela passava al telefono.
Da Casablanca la donna ha aggiunto che nella casa di Birbesi sarebbe arrivato dal Marocco un amico di famiglia, una sorta di guaritore esperto di medicina tradizionale nordafricana. Avrebbe preso in cura Ikram, anche se lei aveva insistito perché la figlia fosse visitata da un vero medico. Sulla presenza del presunto guaritore, del quale la donna ha riferito soltanto il nome, ancora non sono emerse informazioni per la sua identificazione.
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