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Il Cagliari si tiene stretto il 4° posto  - L'Unione Sarda.it

October 11, 2026

Cagliari 1

Juventus 1

Cagliari (4-3-2-1) : Caprile; Zé Pedro, Mina, Rodríguez (1’ st Deiola), Obert (39’ st Fazzini); Adopo, Winks, Romano; Massolin (15’ st Fadera), Maldini (24’ st Sugawara); Mendy (24’ st Nzola). In panchina Sherri, Radunović, Kevin Carlos, Ciervo, Gagliardini, Kofler, Aurelio, Liteta, Sulev, Sugamele. Allenatore Pisacane.

Juventus (3-4-2-1) : Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumí; Çelik (19’ st Cambiaso), Sarr, Douglas Luiz (39’ st Koopmeiners), McKennie (1’ st Alajbegović); Nico González (15’ st Woltemade), Conceição (1’ st Zhegrova); Kolo Muani. In panchina Pinsoglio, Radu, Gatti, Kelly, Rugani, Cabal. Allenatore Spalletti.

Arbitro : Marcenaro di Genova.

Reti : nel primo tempo, 20’ Maldini; nella ripresa 36’ Kolo Muani.

Note : espulsi Spalletti e Pisacane a fine partita per reciproche scorrettezze. Ammoniti McKennie, Rodríguez, Deiola. Angoli 1-9. Recupero 2’ pt-4’ st. Spettatori 16.334 (sold out nei settori ordinari) per un incasso di 520.374 euro.

Un gran bel punto di ristoro, con la pancia comunque piena, un signor panorama e la soddisfazione di aver superato un altro step, contro una big del torneo. È un Cagliari da combattimento, ma col fioretto sempre in mano. Un Cagliari incorreggibile. Insuperabile. Persino spietato. Tiene testa anche alla Juventus pareggiando (1-1) per la prima volta dall’inizio del campionato e chiudendo così la sesta giornata al 4° posto. Un’altra serata pazzesca alla Domus, tra sogno e realtà. Con un protagonista su tutti, Maldini, a segno per la quarta gara di fila (record sul record) già al 20’ del primo tempo. Dà così un senso a tutti gli sforzi fatti poi dalla squadra in fase difensiva. Il gol provvidenziale bianconero è di Kolo Muani a dieci minuti dal novantesimo, ci pensa poi Caprile a evitare la beffa. La squadra di Spalletti lascia così l’Isola tra brividi e rimpianti, resta a -2 dai rossoblù e scivola a -5 dalla vetta.

Massolin a sorpresa

Alla fine Pisacane ha ceduto alla tentazione Massolin (all’esordio sia nel Cagliari che in Serie A) preferendolo a Fazzini. Il resto della formazione iniziale è quello che aveva rotto il ghiaccio a Udine prima della pausa. Ricapitolando quindi: Caprile in porta, Zé Pedro, Mina, Rodríguez e Obert in difesa, il trio Romano-Winks-Adopo nel cuore del campo, Massolin e Maldini sulla trequarti alle spalle della prima punta Mendy. Dal solito 4-3-2-1 rossoblù al 3-4-2-1 scelto da Spalletti per la Vecchia Signora, al via con Vicario, Kalulu, Bremer, Lucumí, Çelik, Sarr, Douglas Luiz, McKennie, Nico González, Conceição e Kolo Muani.

Ancora tu

La Juve prova da subito a mettere il cappello sul match, ma il possesso palla frutta giusto un tiro (fuori) al volo col ginocchio di Nico González. E al primo affondo, al 20’, il Cagliari passa. Azione confusa, ma insistita e organizzata. Nasce da una palla recuperata da Obert, l’appoggio di Maldini per lo stesso slovacco, poi è Mendy a lanciare il numero 70. Ribattuto il primo tentativo, ancora il senegalese è bravo a proteggere il pallone e cederlo a Maldini che lo accompagna in rete col sinistro (passa sotto le gambe di Vicario). Bianconeri sotto shock, ripartono a testa bassa e accendono il fraseggio. Tanto fumo, però, e poco arrosto. Giusto la punizione di Nico González deviata in angolo da Caprile.

Come si cambia

Nella ripresa, Pisacane decide di sostituire subito Rodríguez (pesa il “giallo”) con Deiola (in campo 13 giorni dopo l’intervento al ginocchio). Doppio cambio addirittura nella Juve: fuori Conceição e McKennie, dentro Alajbegović e Zhegrova. Ed è proprio quest’ultimo a scaldare i guanti di Caprile con un diagonale teso e insidioso. Nuova girandola di sostituzioni. Pisacane si gioca la carta Fadera, Spalletti punta su Woltemade, quindi su Cambiaso. Ancora il kosovaro a giro dalla destra, ancora Caprile ci mette una pezza. La Juve prova ad alzare il ritmo ma va sistematicamente a sbattere sul muro rossoblù. Forze fresche nel Cagliari con Sugawara e il debuttante Nzola. La pressione bianconera è sempre più asfissiante e al 36’ arriva il pari: il cross chirurgico di Alajbegović per Kolo Muani che sovrasta Obert e insacca di testa. Stessa azione qualche minuto dopo, stavolta, però, il francese centra la traversa. Sulla ribattuta, il tentativo di Woltemade, neutralizzato da Caprile. Il finale è incandescente, c’è anche Fazzini a reggere il fortino. Sì, è un punto d’oro.

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