PD, M5S e AVS potrebbero aver trovato un accordo sul nodo Ucraina e appoggio a Kiev. Gli indizi sarebbero depositati in Parlamento nelle tre diverse risoluzioni presentate e bocciate ieri alla Camera.
Ognuno ha presentato la sua e nelle conclusioni ha scritto nero su bianco la propria posizione, e ognuno ha votato la propria e si è astenuto sulle altre.
C'è chi potrebbe obiettare che presentare tre risoluzioni distinte (in realtà le risoluzioni del centrosinistra sono state 5, ma questa è un'altra storia) è un chiaro segnale di divisione.
E sarebbe vero, eppure la divisione - leggendo con attenzione le carte - è più apparente che effettiva. Forse dire che è stato trovato un accordo è prematura, ma che Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni ci stanno lavorando è difficilmente contestabile.
Ucraina, Pd, M5S e AVS non si votano contro
Gli indizi se si vogliono vedere ci sono. Ieri alla Camera i tre principali partiti del fronte progressista hanno presentato tre diverse risoluzioni sull'Ucraina.
La parte più interessante, oltre al fatto che per la priva volta non hanno votato contro le rispettive risoluzioni, sono gli impegni chiesti al governo. E' lì che si può scorgere un primo nucleo di quello che potrebbe essere la sintesi futura delle tre diverse posizioni.
Anche la segretaria dem ha affermato dopo le votazioni:

E' un importante passo avanti verso l'unità.
Perché? Perché per la prima volta gli alleati non si sono pestati i piedi l'uno con l'altro, anzi hanno provato a moderare e limare termini e richieste in modo da renderle compatibili tra loro e non contrapposte. Hanno presentato risoluzioni diverse, ma nessuno ha bocciato la posizione dell'alleato, come è sempre successo in passato.
Kiev, dalle risoluzioni agli indizi di un'intesa nel campo largo

Sulle risoluzioni è successo un fatto politicamente importante. Forse qualcuno non se n'è accorto, ma sono veramente prove tecniche di unità e si sta andando verso quella direzione. L'astensione reciproca su alcuni punti che riguardano l'Ucraina indica un percorso di lavoro verso l'unità.
Aveva detto, Angelo Bonelli, commentando le astensioni incrociate.
Ma segnali di convergenza si riscontrano anche nei testi delle risoluzioni. A farlo notare è stato l'altro leader di AVS, Nicola Fratoiannai.

Andrei anche a leggere il testo in quel punto nelle tre risoluzioni che è diverso dalle precedenti.
Ha dichiarato il leader di Sinistra Italiana.
Per esempio, a giugno, il M5s chiedeva di "interrompere gli aiuti militari" all'Ucraina, mentre stavolta spiega che "il continuo invio di armamenti contribuisce ad allontanare qualsiasi prospettiva di pace".
Nel testo presentato dal Pd ad esempio si legge "pieno sostegno al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie".
AVS, invece, chiede il superamento dell'"escalation militare" e la promozione di un'iniziativa unitaria europea che promuova il cessate il fuoco.
Tutti e tre i partiti, infine, chiedono al governo di promuovere una conferenza internazionale e l'individuazione di un inviato unico UE per i negoziati di pace tra Russia e Ucraina.
Tre risoluzioni diverse che, tuttavia, potrebbero diventare la base da cui partire per scrivere "insieme" il capitolo più complesso e divisivo del programma politico del futuro campo largo: il sostengo all'Ucraina e al popolo ucraino.