A partire dall’8 settembre, il Canada imporrà agli Stati Uniti dazi del 50 per cento in risposta ai nuovi dazi del 50 per cento contro il Canada entrati in vigore sabato mattina. Lo ha fatto sapere il primo ministro canadese Mark Carney, dicendo che i dettagli sui nuovi dazi contro gli Stati Uniti saranno resi noti nei prossimi giorni; ha anticipato però che riguarderanno, tra le altre cose, acciaio, elettrodomestici, latticini, cellulosa e carta.
I nuovi dazi degli Stati Uniti contro il Canada entrati in vigore oggi avrebbero dovuto entrare in vigore il 19 agosto ma Trump ne aveva sospeso l’applicazione dicendo che un accordo era imminente: i negoziati però sono falliti. Carney ha detto che il Canada sarebbe stato disposto a incoraggiare le province a riprendere la vendita di alcolici statunitensi (oggetto di boicottaggio in alcune aree), e a eliminare i dazi ancora in vigore su acciaio, alluminio e automobili, a condizione che gli Stati Uniti riducessero in modo sostanziale i propri dazi. Secondo Carney, però, l’amministrazione Trump ha introdotto all’ultimo momento condizioni «ingiuste, antieconomiche e tali da mettere in dubbio l’affidabilità di qualsiasi accordo», convincendolo ad abbandonare la trattativa.
L’amministrazione Trump ha fatto sapere che a sua volta applicherà provvedimenti ritorsivi in risposta ai dazi ritorsivi canadesi.
I dazi contro il Canada entrati in vigore oggi erano stati minacciati dagli Stati Uniti in risposta a quelli imposti dal Canada, che a sua volta li aveva introdotti in risposta ai primi dazi imposti da Trump sulle merci canadesi, già entrati in vigore.
Riguardano beni il cui valore costituisce circa il 5 per cento delle esportazioni canadesi negli Stati Uniti, e includono merci come alcolici, latticini e mobilio. Sono escluse alcune categorie di prodotti, come il pesce e le terre rare (metalli fondamentali per moltissimi dispositivi tecnologici), e anche quelle già sottoposte ad altri dazi, come l’acciaio.
Nei primi mesi del suo secondo mandato i dazi erano stati il principale strumento di pressione di Trump in politica estera: ne aveva imposti di altissimi su tutti i paesi e aveva avviato una guerra commerciale che aveva creato enorme caos finanziario e commerciale. A febbraio del 2026 però la Corte Suprema statunitense aveva annullato i dazi imposti su gran parte dei paesi del mondo, trovando inadeguate le basi legali adottate da Trump per introdurli.
Ora l’amministrazione Trump ha fatto ricorso a una legge diversa per introdurre i nuovi dazi sul Canada. Alcuni dazi specifici sulle merci canadesi, imposti con un’altra legge ancora, sono sempre rimasti in vigore.