PORDENONE - Da Sacile a Portogruaro, da Casarsa ad Aviano. Ogni mattina raggiungono corso Vittorio Emanuele per aprire negozi, accogliere clienti e mandare avanti le attività del centro. Ma per loro, le commesse dei negozi, lavorare nel cuore cittadino significa anche fare i conti con il costo degli spostamenti, tra carburante sempre più caro e parcheggi difficili da trovare. Una spesa che, mese dopo mese, incide pesantemente sul bilancio familiare e che in alcuni casi costringe a organizzare la giornata attorno alla necessità di risparmiare qualche euro.
Caro carburante, le difficoltà di chi lavora in centro
Marina, che lavora nel negozio Blooker e arriva da Sacile, racconta di dover affrontare quattro viaggi al giorno perché, lavorando da sola, deve essere sempre presente, al mattino e al pomeriggio. «In media percorro un centinaio di chilometri alla settimana. Direi che spendo circa 80 euro alla settimana: e mi limito a riempire mezzo serbatoio alla volta, se facessi il pieno, sarebbe il doppio», spiega.
Morena, del negozio L’Aquilone, è drastica e invoca una protesta collettiva: «Dovremmo chiudere tutto, come stanno facendo in Puglia. A un certo punto qualcosa bisognerà fare: è aumentato tutto». Con la bella stagione, racconta, la bicicletta o una camminata sono un’alternativa, almeno per chi non deve percorrere distanze troppo lunghe. Una soluzione che fa bene anche alla salute, ma che diventa impraticabile con l’arrivo dell’inverno e del maltempo. «Il solo pensiero di dover prendere l’auto mi fa rabbrividire. Ripeto, facciamo una protesta vera, chiudiamo tutto. Mancherà qualcosa per un po’, ma possiamo anche tornare indietro e magari riprendere a fare la polenta a casa, invece di comprare sempre tutto pronto sotto casa».
Per Anna, che arriva da Portogruaro, il costo del carburante raggiunge i 200 euro al mese. «Mi organizzo per restare in città durante la pausa pranzo, altrimenti la spesa sarebbe il doppio. Lo stipendio servirebbe soltanto per pagare il trasporto», osserva. Una scelta dettata dalla necessità di contenere le spese, che però non risolve il problema.
Marika, da Casarsa, ha trovato un’alternativa quando gli orari lo consentono: il treno. «Con 56 euro viaggio per un mese intero, mentre con l’auto li spenderei in una settimana, se mi va bene, considerando che dovrei fare quattro viaggi al giorno. Per questo prendo il treno tutte le volte che posso». Da Aviano arriva invece Irene, dipendente di un negozio di abbigliamento lungo il corso. Per lei, che guida un’auto diesel, la spesa può arrivare a 15 euro al giorno. «Non posso fare in altro modo», spiega, sintetizzando la condizione di chi non ha alternative praticabili all’automobile.
Sofia, invece, cerca di arrangiarsi ricorrendo ai passaggi dei familiari o ai mezzi pubblici. E riferisce anche le difficoltà di chi l’accompagna al lavoro: «Si arriva a spendere anche 100 euro ogni tre o quattro giorni. Lo stipendio non basta davvero mai».
I PARCHEGGI
Accanto al costo della benzina e del gasolio, per le lavoratrici c’è un’altra difficoltà quotidiana: trovare un parcheggio. Marina sottolinea come, soprattutto con l’arrivo dell’autunno e il buio anticipato, la questione non sia soltanto economica, ma anche legata alla sicurezza personale.
«Adesso che viene buio presto cerco di parcheggiare il più vicino possibile, perché raggiungere l’auto da sola al buio non è rassicurante», racconta. «Sono più tranquilla quando siamo in tre o quattro. A volte riusciamo a metterci d’accordo per non tornare in macchina da sole».
Da qui la proposta di valutare una tariffa agevolata per chi lavora in centro, magari utilizzando aree in cui gli stalli sono presenti ma non accessibili, come nel Bronx, per esempio. «Se facessero un’operazione del genere saremmo tutte d’accordo a pagare la nostra quota. È anche e soprattutto una questione di sicurezza». Anche Anna e Morena confermano le difficoltà: per trovare un posto bisogna arrivare molto presto al mattino, spesso con largo anticipo rispetto all’apertura. E non sempre, nonostante tutto, si riesce a parcheggiare vicino. Il risultato è che la giornata lavorativa comincia prima ancora di entrare in negozio, tra la ricerca di uno stallo, i chilometri da percorrere e il costo del rifornimento.