Sappiamo da anni che Quentin Tarantino vuole ritirarsi dopo il suo decimo film, un conteggio che raggiungerà con il prossimo lungometraggio (dato che lui considera Kill Bill e Kill Bill Volume 2 come un'unica opera), ma in queste ore è stato rivelato che un celebrato regista ha fatto proprio questo.
Stiamo parlando del grande Michael Haneke, che si è ufficialmente ritirato dal cinema dopo 10 film: la conferma, purtroppo, è arrivata in queste ore tramite Markus Schleinzer, allievo dell'autore austriaco e suo caro amico, che lo ha rivelato in una nuova intervista promozionale.
Tra l'altro, la decisione di fermarsi a 10 film è ispirata ad un altro importante regista europeo, ovvero Robert Bresson.
L'addio di Michael Haneke
"Ora ha 85 anni, e si è ritirato, ma è ancora felice" ha dichiarato Schleinzer. "Ci siamo incontrati due settimane fa e stava preparando un piatto squisito per me. Ha realizzato i suoi 10 film, proprio come il suo idolo di sempre, Robert Bresson. Ha fatto quello che poteva e ora è felice."
Dire che Michael Haneke ha avuto un impatto immenso sul cinema è riduttivo: "Caché", "La pianista", il cult "Funny Games", "Il nastro bianco" e "Amour" sono pietre miliari della storia del cinema. Purtroppo, però il suo ritiro era nell'aria: non abbiamo sentito molto parlare di lui dal suo film del 2017 "Happy End", che a quanto pare rimarrà il suo ultimo.
Haneke, che ha compiuto 84 anni a marzo, non ha progetti in cantiere e, l'ultima volta che abbiamo avuto notizie, Isabelle Huppert, che ha recitato in quattro dei suoi film, aveva lasciato effettivamente intendere che potesse aver concluso la sua carriera cinematografica.
Recentemente, Haneke ha partecipato alla prima austriaca di "Rose", il nuovo film di Schleinzer, definendolo un "capolavoro" – un complimento particolarmente significativo perché, secondo l'allievo, Haneke non elargisce complimenti a cuor leggero: "Era presente alla prima in Austria, ed è un amico molto protettivo e affettuoso. Quando ero a Cannes con il primo film...mi chiamava in continuazione: "Hai vinto un premio? Sai qualcosa?". È un'amicizia davvero speciale. E "Rose", ha detto, "è un capolavoro". Non lo dice con leggerezza, il che non mi facilita certo il compito di accettare un complimento del genere da parte sua."
Uno dei registi più importanti del cinema moderno
L'influenza di Haneke si percepisce ovunque nel cinema contemporaneo: ogni anno, innumerevoli nuovi film sono influenzati dal suo stile cinematografico essenziale e austero - basti pensare alle opere di Brady Corbet, altro suo allievo, come L'infanzia di un capo e The Brutalist.
Anche nei momenti più macabri, i film di Haneke celavano una sottile traccia di ironia sotto l'oscurità: un ammiccamento discreto al pubblico, che ci ricordava che ciò che stavamo guardando era, in fin dei conti, un'esperienza cinematografica attentamente costruita.
Nel 2023, il Museo del Cinema Austriaco celebrò il compleanno di Haneke con una retrospettiva sulla sua carriera, e fu allora che venimmo a sapere che la serie televisiva in lingua inglese a cui stava lavorando, intitolata "Kelvin's Book", era stata accantonata: si trattava di una miniserie di nove episodi in inglese, un progetto che era stato completamente sviluppato e finanziato in gran parte con fondi propri, ma i ritardi dovuti alla pandemia lo hanno definitivamente bloccato.
Oggi "Happy End" si rivela il perfetto coronamento della carriera di Haneke: il suo film più meta-cinematografico, una farsa autoreferenziale su tutti i temi che aveva affrontato nel corso della sua carriera. A quasi dieci anni di distanza, sembra il film perfetto con cui concludere la sua opera.
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