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Il comitato compatto: "Qui abbiamo già detto no a inceneritore e discarica"

July 30, 2026

La presidente Roberta Coletta dopo l’alta tensione in assemblea "L’assessore ha riproposto in fotocopia ciò che volevano fare a Tavernelle".

I cartelli esposti l’altra sera nell’assemblea pubblica che si è tenuta all’Aspio

I cartelli esposti l’altra sera nell’assemblea pubblica che si è tenuta all’Aspio

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La presidente del comitato Respiro Comune, Roberta Coletta, torna sull’assemblea pubblica di martedì scorso all’Aspio per definire il pensiero del comitato stesso nei confronti del crematorio che il Comune vorrebbe far sorgere in località Bolignano. È stata un’assemblea particolarmente movimentata, d’altra parte il tema della salute sta a cuore a tutti. "Siamo soddisfatti per la grandissima affluenza all’assemblea – attacca Roberta Coletta –, che ha dimostrato che la comunità c’è. Ma c’è sempre stata. Come ho ribadito in assemblea, qui c’è una storia che si ripete. Ci hanno provato negli anni Settanta, a farci digerire un inceneritore, poi una discarica, ci sono state delle lotte, quella dell’inceneritore è stata una delle prime lotte in Italia su scelte che impattano sulla qualità della vita e sull’ambiente. Anche stavolta ci siamo fatti trovare pronti. Eravamo tanti e convinti".

La posizione dell’assessore Stefano Tombolini non è piaciuta: "Diciamo semplicemente che l’assessore ripropone in fotocopia quanto voleva proporre ai concittadini di Tavernelle. Loro, giustamente, non volevano un crematorio davanti alla porta di casa, e noi eravamo solidali, al tempo, così come loro ora sono solidali con noi. C’è un comportamento seriale da parte dell’amministrazione e dei lavori pubblici, si ripropongono come se nulla fosse accaduto". E poi c’è la questione di quanto sia impattante il crematorio. È questo il nocciolo della querelle e la posizione del comitato Respiro Comune è chiara: "C’è una sentenza del Consiglio di Stato che equipara i crematori agli inceneritori, definendoli come industria inquinante di classe 1. Non lo diciamo noi, lo dice la giurisprudenza. Tombolini sa che i dati presentati sono relativi a un carico di lavoro dell’impianto a minimo regime, il che impone anche una riflessione. Le slide presentate sono relative a 8-9 salme bruciate al giorno. Poi, però, dovrebbe metterci nero su bianco che quella sarà la mole di lavoro. Altrimenti significa che intende far partire una seconda linea di cremazione, al che non ci sarebbero più i parametri di sicurezza che ci hanno mostrato. Se i conti raddoppiano è chiaro che non rimaniamo più nel range, e dunque l’impianto non è sicuro. E se andiamo a basso regime l’impianto ha un problema di gestione economica. Ci dica a questo punto se vuole andare in perdita oppure se ci vuole inquinare tutti".

La direzione in cui procedere è chiara, per Roberta Coletta: "Stiamo procedendo con la raccolta delle firme. Questo è anche tempo di ferie, sagre, appuntamenti serali, quindi avremo modo di spostarci nelle varie aree interessate" Al confine basso con Candia, infatti, c’è il comune di Osimo, tra l’Aspio e San Biagio: "Anche loro si trovano nel raggio di due chilometri da dove dovrebbe sorgere il crematorio. Procederemo con una grande mobilitazione popolare".

Leggermente diversa la posizione del Ctp9, che illustra la presidente Maria Elisabetta Guidi: "Il compito del Ctp è quello di ascolto. Vogliamo confrontarci con dei tecnici per approfondire se quanto ci è stato detto è vero oppure no. Per approfondire la cosa, dunque, visto che ce l’ha chiesto anche il comitato. I tecnici ci hanno detto che il crematorio non sarà inquinante né nocivo. Ma perché a Tavernelle no e a Bolignano sì? Se non è nocivo perché non l’hanno fatto lì?". Il Ctp9 procederà dunque nella sua direzione: "Non siamo tecnici, non abbiamo strumenti né competenze – conclude la presidente – Quindi sceglieremo dei tecnici che poi si confronteranno con quelli del Comune. Da parte nostra non c’è chiusura, il nostro compito è quello dell’ascolto. Il confronto è sempre costruttivo se fatto con le giuste maniere".

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