Il Coro di voci bianche è a Vogue World 2026. E per l'occasione, due giovani artisti, Joaquín e Allegra, insieme al Coordinatore della Direzione Artistica del Teatro alla Scala, hanno fatto entrare Vogue Italia nel loro mondo
A rappresentare il Teatro alla Scala durante Vogue World 2026 in programma per il 22 settembre alla storica Galleria Vittorio Emanuele II, è il Coro di voci bianche dell’Accademia Teatro alla Scala. Una formazione relativamente giovane (è stata fondata nel 1984), ma già storica, vanto dell’Accademia scaligera con i suoi circa cento elementi: bambine e bambini dagli otto anni d’età, ammessi dopo un’audizione e un corso propedeutico biennale, e adolescenti fino ai 17 anni o alla muta della voce – prima nei maschi, più tardi nelle femmine.
A osservarli nella nuova sala del Piermarini, mentre tutti insieme provano i brani da eseguire allo show-evento, si profila l’identità composita di un coro animato da giovanissimi di origini e culture diverse, uniti nella passione per il canto. Coltivata anche da un maestro come Bruno Casoni, che dopo 32 anni alla guida del coro lo lascia in eredità da questa stagione a Brunella Clerici, la nuova direttrice. La quale non dimenticherà il motto del suo predecessore: “Il canto è la più semplice delle arti della scena perché si canta subito e subito si è gratificati”.
Intanto è Paolo Gavazzeni, Coordinatore della Direzione Artistica del Teatro alla Scala, a farci comprendere la visione di un coro fondato sulla storia artistica scaligera ma aperto alla realtà del presente, anche nella scelta di accettare l’invito di Vogue World: Milano. «Con il Sovrintendente Fortunato Ortombina abbiamo incontrato Anna Wintour, pronti a partecipare con gioia a un evento mondiale che celebra il nostro grande artigianato, il cosiddetto Made in Italy, e la nostra tradizione operistica, sinfonica, di balletto, rappresentata dal Teatro alla Scala. Due realtà, il prêt-à-porter e la Scala, che sarebbero potute nascere solo a Milano: non solo per il suo dinamico tessuto imprenditoriale, ma anche per quella creatività distintiva dei milanesi e dei lombardi, sempre guidati, più che da vague effimere, da un progetto da realizzare. Un modello vincente che è anche il segreto della Scala: da sempre teatro attrattivo di talenti, che sa far crescere e accompagnare artisticamente. La Scala non sarebbe potuta mancare, e cosa di meglio che presentarsi con il coro di voci bianche, uno dei gioielli dell’Accademia, ovvero la culla che tramanda il nostro sapere artistico? È un bel messaggio: i bambini del coro saranno gli adulti di domani».
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Lucia Califano, 10 anni, e Ginevra Samele, 15 anni. Da sinistra. Giacca doppiopetto IL GUFO, blusa di seta DOLCE&GABBANA, pantaloni di cotone UNITED COLORS OF BENETTON. Gilet di lana e camicia di cotone DOLCE&GABBANA, pantaloni CYCLE JEANS.

Attilio Scandola, Aurelio Casamassima e Amedeo Camillieri, 12 anni. Camicia gessata DOLCE&GABBANA. Maglione con ricamo DOLCE&GABBANA, camicia di cotone OLDER. Maglione di lana IL GUFO.

Efrem Ilyk, 12 anni, Attilio Scandola, Aurelio Casamassima. Camicia di denim TIMBERLAND. Camicia di denim e jeans CYCLE JEANS. Giacca di jeans DOLCE&GABBANA.

Vittoria Montano, 15 anni, Camila Garcia, 13 anni, Ginevra Samele, 15 anni, Efrem Ilyk, 12 anni, Joaquin Pibernat, 10 anni, Lucia Califano, 10 anni, Bianca Maria Negri, 11 anni, Allegra Maifredi, 12 anni, Lilah Marie Abuyuan, 16 anni, Bahie Li, 12 anni. Camicie di cotone: ERMANNO SCERVINO, OLDER, COS, UNITED COLORS OF BENETTON.
Joaquín, Allegra, e tutti i volti, e le storie, del Coro di voci bianche a Vogue World 2026
Come i due piccoli coristi che incontriamo durante gli scatti per Vogue Italia: Joaquín e Allegra. Entrambi vestiti di bianco, li scorgiamo nelle fotografie di queste pagine, dove lo styling è ispirato sì all’uniformità delle divise scolastiche di un tempo, ma mette in luce anche l’individualità di ogni membro del coro. Joaquín, 10 anni, appartiene a una famiglia originaria del Sudamerica, la musica come quotidianità nel legame col teatro, il padre cantante lirico. Naturale per lui chiedere di poter cantare perché, spiega, «mi allieta con il mondo». Benché così piccolo, può già affermare che «il teatro ci offre molte possibilità indimenticabili, come partecipare a opere importanti con scenografie, macchine e costumi bellissimi». Finora, Joaquín ha cantato nell’opera Carmen, nel balletto Lo Schiaccianoci, nell’operina per l’infanzia Il piccolo spazzacamino, anche alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano Cortina 2026. Il piccolo corista vive il momento, escludendo di intraprendere la professione di cantante, per diventare invece, da grande, ingegnere navale.

Il Coro di voci bianche dell’Accademia Teatro alla Scala ha raccolto, nel 2010, l’eredità dello storico Coro di voci bianche del Teatro alla Scala, fondato nel 1984. Fin dall’inizio partecipa regolarmente alle produzioni d’opera e di balletto e ai concerti della Scala, ed è ospite delle stagioni d’importanti istituzioni musicali quali l’Orchestra Filarmonica della Scala, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra Sinfonica di Milano, il Teatro Comunale di Firenze, il Teatro Comunale di Bologna. Oggi il Coro di voci bianche riunisce circa cento giovani coristi dagli 8 ai 17 anni e rappresenta il Teatro alla Scala a Vogue World: Milano il 22 settembre.
Ambisce invece a una carriera nel canto lirico Allegra, 12 anni, sicura della scelta della propria strada professionale, già avviata come attrice di pubblicità, modella fotografica, cantante allo Zecchino d’oro. Una mini celebrity che dall’età di sei anni (insieme alla mamma) ha iniziato, «per divertimento», a condividere la sua passione sui social network. Oggi su Instagram conta 100mila follower. «Per ora mi godo il coro e le tante amiche che ho trovato, in seguito vorrei continuare a studiare canto», rivela la piccola artista, già applaudita come solista in Werther e Pélleas et Mélisande.
A fronte di due lezioni settimanali di un’ora l’una, l’impegno più importante per i giovani coristi è rappresentato dalle prove in scena che precedono gli spettacoli, tutti i giorni e anche la sera, oltre alle stesse rappresentazioni. Un sacrificio per le famiglie, certo, ma non per gli allievi – come osserva Gavazzeni – «per i quali il canto, così come la musica e la danza per gli aspiranti musicisti e ballerini, è un privilegio, una gioia e persino una ragione di vita. Tutti, comunque, saranno ripagati da un’esperienza impagabile nel mondo affascinante del teatro che cambierà le loro esistenze, anche se non intraprenderanno una carriera professionale. Una formazione non solo musicale per i giovani coristi ma, appunto, di vita, grazie alla quale apprendere regole che torneranno utili nella quotidianità da adulti: la disciplina della puntualità per esempio, o il rispetto dell’altro, magari “diverso” per origine o estrazione, come quando si attacca una nota insieme accordando la propria voce alle altre. Un percorso non individuale, bensì collettivo».

Bianca Maria Negri, 11 anni. Maglione a righe e camicia di cotone UNITED COLORS OF BENETTON, pantaloni e sneakers personali.

Vittoria Montano, 15 anni, e Camila Garcia, 13 anni. Da sinistra. Gilet di lana e pantaloni MARNI, camicia di cotone BLAZÉ. Maglione e camicia di cotone stampata MARNI, jeans UNITED COLORS OF BENETTON.
Da Gloria di Umberto Tozzi a un pezzo de La Traviata, i brani eseguiti dal Coro di voci bianche a Vogue World 2026
Gavazzeni, nipote del leggendario direttore d’orchestra Gianandrea, avendo goduto di una formazione musicale di eccellenza, crede anche, e appassionatamente, che accedervi debba essere per tutti. Un principio dell’Accademia Teatro alla Scala: che i giovani talenti abbiano le stesse opportunità. La qualità resta l’obiettivo di ogni scelta, come nel caso del programma interpretato dal coro di voci bianche per l’evento di Vogue World: Milano: un brano dall’opera La Traviata di Giuseppe Verdi e un pezzo di Philip Glass, ma anche due canzoni: Prisencolinensinainciusol di Adriano Celentano e Gloria di Umberto Tozzi. «Nessuno snobismo da parte nostra», precisa Gavazzeni, «la canzone pop italiana affonda le radici nelle romanze di Bellini e Donizetti, all’epoca molto popolari. Anzi, nella scelta abbiamo voluto che avessero un legame con la storia della musica nostrana, così come con il nostro territorio e con la nostra memoria. Insomma, siamo noi, è la nostra vita: evviva!».
Groomer YVONNE PIGOZZO. Photographer Assistant MAURIZIO ANGELO NAVA.
Questo articolo compare sul numero di ottobre 2026 di Vogue Italia
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