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Il Curandero "irreperibile" ma «continua a fare e pubblicizzare rituali con l'ayahuasca»

September 15, 2026

MARCON (TREVISO) - «Per la procura di Treviso Johnny Benavides è irreperibile da oltre 2 anni, ed invece continua a fare le sue cerimonie nel suo paese (Mocoa, Colombia) alla luce del sole. In programma ha una 10 giorni da 2600$ a base di Ayauascha. Noi famigliari ci sentiamo sempre più presi in giro dalla giustizia italiana».

A parlare, o meglio, ad affidare questo pensiero a un post sui social, è Luca Marangon, papà di Alex, il 25enne barista di Marcon, trovato cadavere nel Piave il 2 luglio 2024 dopo che, nella notte tra il 29 e il 30 giugno, aveva partecipato a un "rito sciamanico" a base di ayahuasca all'abbazia di Santa Bona di Vidor. Lo sfogo del genitore, a cui si unisce anche quello della madre di Alex, Sabrina, arriva alla luce dello stallo nella chiusura delle indagini preliminari dovuto al mancato riscontro, ad ora, dell'avvenuta consegna dell'avviso di chiusura indagini a uno dei due curanderos colombiani indagati, Jhonni Benavides. Una paralisi di cui, in realtà, è "vittima" anche la stessa Procura di Treviso, che ha spedito come da prassi gli avvisi agli indirizzi corrispondenti che le sono stati forniti dall'autorità giudiziaria colombiana. Insomma, le notifiche sono state effettuate. Quello che tarda ad arrivare, nel caso di Benavides, è la conferma da parte dell'autorità colombiana dell'avvenuta consegna dell'avviso. Cioè dal Sudamerica non ha ancora saputo dire alla Procura di Treviso se Benavides abbia ricevuto o meno ricevuto l'atto che lo informa del fatto che il pm Giovanni Valmassoi ha intenzione di chiedere per lui (e altri quattro) il processo per l'accusa di cessione di sostanza stupefacente e l'archiviazione per le ipotesi di omicidio e morte in conseguenza di altro reato. A causare problemi non si esclude che possa contribuire anche l'attività di Benavides di musicista "viaggiante" col suo gruppo di musica folk. Spiegazioni che comunque non soddisfano la famiglia Marangon, anzi.
 

Lo sfogo


«Mentre la Procura si nasconde dietro la scusa dell'irreperibilità, noi, i genitori di Alex, pur senza competenze informatiche siamo riusciti a trovare questo soggetto grazie a un'infinita pazienza e alla costanza delle nostre ricerche» scrive la madre di Alex su Facebook. Il riferimento è appunto all'evento che il colombiano ha in programma per il periodo che va dal 23 ottobre al 1° novembre prossimi. Stando a quanto si legge sul sito retreat.guru, si tratta di un ritiro di dieci giorni incentrato proprio sull'ayahuasca, con costo di partecipazione di 2600 dollari. «Se due genitori da soli riescono a scovarlo - prosegue la madre Sabrina -, sentire dalle istituzioni che è 'introvabile' mentre opera alla luce del sole è una vergogna inaccettabile. Lo Stato italiano non ha scuse. La vostra passività è una violenza che si aggiunge alla tragedia che abbiamo già subìto. Pretendiamo risposte e azioni concrete per nostro figlio Alex. Adesso». Sempre sui social interviene anche l'avvocato Stefano Tigani, legale della famiglia Marangon: «Potremmo chiamarli irreperibili, si, ma - diciamo - in allegria. Irrintracciabili dalla legge ma raggiungibili per una festa a base di erbe e altre golosità trasgressive».