Cambio di strategia a Washington: dai raid si passa alle sanzioni economiche e Trump minaccia ritorsioni contro tutti colore che aiuteranno Teheran
Un cambio di fase, nella speranza di provocare gli ayatollah. La guerra all'Iran sarà ora economica. Il presidente americano Donald Trump propone sanzioni e persino di una possibile confisca degli asset di Teheran per isolare il regime. Il tycoon promette «conseguenze economiche tremende» anche per i paesi che aiuteranno il regime.


«Sarà un altro flop» provoca Teheran. Le minacce economiche per il momento, poi, non hanno fermato la corsa del petrolio.


In medio oriente, intanto, le tensioni intorno alla Cisgiordania, dove i coloni israeliani continuano a fare il bello e il cattivo tempo, restano alte. Fronte comune di Italia, Gb, Francia e Germania che chiedono a Tel Aviv di fermare gli insediamenti: «È inaccettabile e distruttivo per la soluzione dei due Stati».


09:15
Questa mattina, le Forze di difesa di Israele (Idf) hanno effettuato bombardamenti di artiglieria intermittenti che hanno preso di mira la periferia della città di Mayfadoun, vicino a Zawtar al Sharqiyah, nella zona di Nabatiyeh, nel sud del Libano.
08:30
La portaerei USS Abraham Lincoln ha terminato la sua missione in Medio Oriente e sta rientrando negli Stati Uniti. Centcom ha annunciato l'arrivo nel Mar Arabico della portaerei USS George Washington destinata a sostituirla. Nelle scorse settimane, i familiari dei militari a bordo della Lincoln hanno espresso preoccupazione per il peggioramento delle condizioni di vita, dovute alle difficoltà logistiche derivanti dalla distruzione, da parte dell'Iran, di una base navale a Manama, in Bahrein, che funge da centro di rifornimento.
07:47
Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha avvertito alleati e avversari, inclusa la Cina, che Washington si aspetta la loro piena adesione alla nuova campagna di isolamento economico dell'Iran, lanciata dal presidente Trump con l'obiettivo dichiarato di far cedere il governo di Teheran dopo sei mesi di conflitto. "O siete con noi o siete contro di noi", ha affermato Bessent, definendo l'operazione la più grande campagna coordinata di isolamento economico della storia. Nel corso di una intervista televisiva, Bessent ha sottolineato che gli Stati Uniti stanno chiedendo agli alleati di aderire alla nuova strategia e, interrogato sulla posizione della Cina, ha invitato Pechino a "salire a bordo".
07:33
"Abbiamo spazzato via l'Iran. Lo abbiamo spazzato via militarmente" ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "Hanno qualche drone, qualche missile. La loro capacità di costruire è molto bassa adesso rispetto a cinque mesi fa; sono in cattiva forma, l'inflazione è al 3 per cento, la loro moneta non ha valore, l'esercito non viene pagato - ha continuato il capo della Casa Bianca, parlando sempre di Teheran -. La ragione per cui l'ho fatto - non avevamo scelta e lo rifarei cento volte - è non possono avere l'arma nucleare e non l'avranno".
07:27
La pressione economica è lo "strumento più efficace" degli Stati Uniti contro l'Iran, ma si tratta di una "danza delicata". Per il vice presidente americano JD Vance, intervenuto in un podcast, "se esercitiamo pressione economica su di loro, loro cercheranno di fare altrettanto con noi", ha detto Vance, sostenendo che "nelle ultime due settimane loro hanno subito molta più pressione di noi". Vance ha riconosciuto che "ovviamente i prezzi del petrolio sono alti, come si può notare alla pompa", ma ha evidenziato la capacità dell'amministrazione di far transitare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz. "Stanno cercando di chiudere lo Stretto, e se riusciamo, non tanto a riportarlo alla situazione precedente, ma a far uscire abbastanza petrolio e gas da dare un po' di sollievo agli americani alla pompa, un po' di sollievo sui prezzi dell'energia", ha aggiunto il vice presidente. Secondo Vance, "gli iraniani vengono puniti per aver sparato contro le navi mercantili" e "questo esercita una forte pressione economica su di loro e cambia le loro valutazioni sul tipo di accordo che vogliono concludere".
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