Un documentario di tre ore su Elizabeth Holmes, la famosa imprenditrice protagonista dell’enorme truffa di Theranos, azienda che millantò di aver rivoluzionato le analisi del sangue, sta raccogliendo grandissimi apprezzamenti ed entusiasmi di critica e pubblico. You Can See Everything è stato realizzato da Nathan Fielder, uno degli autori più originali e audaci della televisione americana, conosciuto per The Curse e The Rehearsal, insieme al documentarista Lance Oppenheim.
Lo ha prodotto A24, non è ancora uscito in Italia, ma nel suo primo weekend nei cinema statunitensi è stato il documentario con i risultati al box office più alti dai tempi di Fahrenheit 9/11 (2004), con un incasso tra i 12 e i 14 milioni di dollari nonostante sia uscito in sole 855 sale. Sul social network Letterboxd ha un punteggio di 4.8 su 5 basato su oltre 2.000 recensioni, che è il più alto di qualsiasi altro film sulla piattaforma. Rotten Tomatoes indica che il 99% delle valutazioni della critica sono state positive, come il 98% di quelle degli utenti.
Pubblico e critica stanno descrivendo You Can See Everything come un documentario sconvolgente, profondo, spiazzante e inquietante, caratteristiche tipiche dei lavori di Fielder, che è specializzato nell’analizzare fino all’ossessione le dinamiche sociali, le interazioni tra persone, e nel mescolare il piano della realtà a quello della finzione.
Sul Guardian la critica Adrian Horton gli ha dato 5 stelle su 5 e l’ha definito «un capolavoro moderno sull’inganno», mentre sul New York Times Manohla Dargis ne ha parlato come di «un’esplorazione astuta, inquietante e consapevole del rapporto tra documentaristi e soggetti». La recensione su Vulture di Alison Willmore è intitolata: “Nathan Fielder ha fatto il film dell’anno». La data di uscita italiana di You Can See Everything non c’è ancora, ma c’è un distributore, I Wonder.
Fielder e Oppenheim hanno avuto accesso alla vita più intima di Holmes per diverse settimane prima e durante la sua incarcerazione, avvenuta nel 2023 dopo la condanna per frode. Fu la stessa Holmes a invitarli, per ragioni che non sono state chiare a chi ha visto il film. Sia per la scelta di Fielder, uno degli autori più cervellotici e bizzarri di Hollywood, sia per la scelta di esporre così tanto la propria vita privata. I critici dicono che nonostante la durata del documentario, è difficile dire se Holmes reciti una parte o creda davvero a quello che dice durante il film: il ritratto che ne esce è molto ambiguo.
La storia di Holmes diventò un caso internazionale nel 2015, quando un’inchiesta del Wall Street Journal rivelò che Theranos, l’azienda che aveva fondato a 19 anni e che aveva raccolto centinaia di milioni di dollari in investimenti promettendo di aver perfezionato un sistema per fare centinaia analisi del sangue con poche gocce, era una gigantesca truffa. Holmes era già molto famosa, era finita sulle copertine di Forbes e Fortune, e la sua caduta fu raccontata e seguita dai media di tutto il mondo. Negli anni seguenti fu coinvolta in varie cause finché fu incriminata, processata e condannata a 11 anni di prigione. Su di lei erano già stati scritti libri ed era già stato fatto sia un documentario sia una serie, The Dropout con Amanda Seyfried.
Dargis scrive che evidentemente Holmes e il suo partner Billy Evans volevano ripulire la propria immagine, che non avevano familiarità con il lavoro di Fielder, che era stato segnalato loro come qualcuno «con uno sguardo diverso sulle cose», e che i documentaristi sapevano benissimo perché erano lì. Il risultato è stato un documentario molto diverso da quello immaginato da Holmes, che per la maggior parte mostra lunghe conversazioni tra lei e Fielder, sempre più strane e in cui è sempre più difficile capire dove stia la sincerità e dove la manipolazione.
Fielder, com’è sua abitudine, mantiene sempre un’impassibilità straniante, la stessa che caratterizzava il suo personaggio, una versione fittizia di sé stesso, in The Rehearsal, serie di HBO trasmessa in due stagioni tra il 2022 e il 2025. Non aveva avuto successo di pubblico, anzi era rimasta molto di nicchia, ma era stata considerata unanimemente qualcosa di diverso da tutto il resto che si vede in tv. Le due stagioni raccontano storie diverse, ma si basano sull’idea che le situazioni sociali possano essere controllate se provate un’infinità di volte in simulazioni incredibilmente elaborate.
In precedenza Fielder aveva fatto Nathan For You, una serie comica surrealista in cui Fielder aiutava in modi balzani piccoli esercizi commerciali, e aveva realizzato con il regista Bennie Safdie The Curse, una serie in cui era protagonista con Emma Stone, sempre nel registro dell’assurdo ma più convenzionalmente un drama. Oppenheim invece aveva realizzato diversi documentari, alcuni in collaborazione con il New York Times, e di recente ha diretto Primetime, film con Robert Pattinson presentato a Venezia, su un vero programma televisivo che andava a caccia di predatori sessuali.
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