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"Il fascismo le strappò il lavoro e l'onore, ma Adelasia era

July 17, 2026

FONZASO. "Donna che dalla fede ebbe il culto della maternità, diede alla Chiesa e alla patria molti figli che generò e nutrì col suo sangue. Moltissimi altri che in lunga intelligente generosa professione levò dai materni seni per adagiare in culla calda di affetti e speranze e presso il fonte della seconda vita. Le mamme tutte riconoscenti dicono a lei la preghiera della pace"

Queste emozionanti parole accompagnavano, nel 1937, il necrologio di Adelasia della Santa: un'ostetrica che ha fatto nascere un intero paese e che oggi, a distanza di quasi 90 anni dalla scomparsa, viene onorata con un libro che ne racconta la vita e con le sue discendenti da tutto il mondo che si ritroveranno a Fonzaso. 

Ad annunciare l'appuntamento è una trisnipote della donna, la statunitense Jennifer Anton, autrice del libro "Sotto la luce della luna italiana": "Il 25 e 26 luglio - spiega -, una nuova generazione di donne della famiglia Argenta farà ritorno a Fonzaso, dove i discendenti di Adelasia dalla Santa Argenta si riuniranno in occasione della Festa di Sant'Anna. All'età di 61 anni, nel 1937, morì Adelasia dalla Santa Argenta, stimata e rinomata ostetrica, moglie di Corrado Argenta. Prima della sua morte dovette affrontare una profonda ingiustizia che distrusse la sua reputazione, le tolse il lavoro che amava e le spezzò il cuore. Nel giro di pochi mesi non c'era più".

"Era il 1937 - si legge - e le leggi patriarcali del regime fascista in materia di maternità si facevano sempre più oppressive. Già nel 1935 il Regio Decreto-Legge n. 2128, parte del crescente controllo del regime sulla sanità pubblica e sulla maternità, aveva imposto una più stretta vigilanza sulle professioni sanitarie, comprese le levatrici, sottoponendole a controlli sempre più severi e rendendo molto più difficile l'esercizio indipendente della professione. Adelasia dalla Santa era l'ostetrica di Fonzaso e dei paesi circostanti. Nata Libera Adelasia dalla Santa a Sorravante, era stata scelta dal parroco del paese per studiare ostetricia a Padova, lasciando la propria famiglia per costruirsi un futuro e aiutare altre donne in un mondo dominato dagli uomini". 

Per anni fece nascere i bambini della valle, percorrendo spesso chilometri a piedi e affrontando enormi pericoli durante la Prima guerra mondiale. La tradizione di famiglia racconta che, durante la guerra, un medico la raggiunse prima di partire insieme a lei verso un parto in montagna e le chiese: “Ha con sé una pistola?” Lei rispose con profonda fede: “No. Ho la mia croce”. 

"Spesso veniva ricompensata con galline o con altri modesti doni, ma Adelasia era una figura indispensabile per la comunità. La sua esperienza, la sua competenza e il suo sapere erano profondamente rispettati. Ma nel 1937, dopo aver avvertito il marito di una donna che il parto si sarebbe rivelato molto difficile e che sarebbe stato necessario un intervento medico al di là delle sue possibilità — cure che la famiglia non poteva permettersi — la donna morì durante il parto. Fu aperto un procedimento nei confronti di Adelasia. Le venne comunicato che, fino al termine dell'indagine, non avrebbe più potuto esercitare la professione di ostetrica. Lo scandalo la colpì profondamente. Fu l'ultimo colpo di una lunga serie di controlli imposti dal Partito Fascista, deciso a regolamentare il corpo delle donne e a insinuarsi, perfino sul piano amministrativo, negli aspetti più intimi della vita familiare. La sospensione le impedì persino di assistere alla nascita del suo futuro nipote: un dolore devastante. Alla fine, il peso di quelle accuse e il dolore provocato dal mettere in discussione la sua integrità professionale contribuirono al suo declino e alla sua morte".

Poi, dopo decenni, il lungo percorso che ha spinto Jennifer Anton, trisnipote di Adelasia, a ricostruire la storia della propria famiglia: iniziò dalle vicende della nonna, proseguì con quelle della bisnonna Maria ("Ninetta") Argenta Pante e arrivò infine alla storia della trisnonna, Adelasia dalla Santa Argenta.

Da quel percorso di ricerca nacque un romanzo ispirato alla forza di queste donne: donne che sopravvissero alla Prima guerra mondiale, all'ascesa del Fascismo, all'occupazione nazista durante la Seconda guerra mondiale e agli anni trascorsi a crescere da sole i propri figli mentre i mariti emigravano all'estero. Dopo aver vissuto e assistito a innumerevoli tragedie, la famiglia emigrò a Joliet, nell'Illinois, nel 1947, trent'anni prima della nascita di Jennifer.

Oggi quel romanzo, Sotto la luce della luna italiana, è stato pubblicato anche in Italia. Il 25 luglio Jennifer Anton sarà ospite della Libreria Agorà di Feltre per presentare il suo romanzo. Ma il momento più significativo sarà il giorno seguente, quando donne della famiglia Argenta arriveranno da tutta Italia e da diverse parti del mondo (da Torino, Seren del Grappa, Londra e Joliet) per celebrare la Festa di Sant'Anna e rendere omaggio ad Adelasia dalla Santa Argenta.