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Il fattore tempo e il fattore Spalletti

August 10, 2026

Niente panico, d’accordo. Ma fra esattamente tredici giorni la Juventus inizia il suo campionato a Frosinone e non ha un portiere. Per carità, può giocare Perin, come ha già fatto, brillantemente, per buona parte del girone di ritorno della scorsa stagione, ma è uno scenario un po’ mortificante per la Juventus. Con il pragmatismo richiesto dalle circostanze, il tifoso può anche farsi andare bene che il Psg compri Suzuki e poi, siccome ne ha già due buoni, usi la Juve come parcheggio annuale. Attenzione, però, che lo scenario diventerebbe inaccettabile se i tempi dell’avvilente operazione si allungassero fino a sforare l’inizio del campionato. Anche in considerazione del fatto che il problema del portiere esiste da febbraio ed è una priorità del mercato bianconero da fine maggio. Carnevali e Massara sono costretti a fare un mercato acrobatico, fra i paletti dell’Uefa, gli esuberi che non si schiodano e la sempre più bassa attrattiva del campionato italiano: questo è innegabile, tuttavia, al 10 di agosto, la Juve ha, sì, la punta che cercava, Kolo Muani, ma deve pregare che non gli venga il raffreddore, altrimenti a Frosinone deve schierare l’impresentabile Jonathan David, visto che Ekhator è ko fino a settembre.

Juve, 13 giorni per darsi una forma

Per non parlare dei limiti nel far girare la palla in modo rapido ed efficace che, forse, richiederebbero l’arrivo di un’altra pedina lì in mezzo. Quindi, va bene, niente panico. Ma la Juve ha tredici giorni per darsi una forma decente e una sostanza onorevole. Poi, sì, alla chiusura del calciomercato mancheranno altri 7 giorni, che restano i più affollati di affari last minute, talvolta geniali, più spesso raffazzonati.

La Juve, questa Juve, ha la fortuna di essere partita con la piena comprensione di un pubblico che sembra non finire mai l’amore per il club, ma l’amichevole con l’Inter, pur facendo l’obbligatoria tara agostana, ha scoperchiato i limiti, fin qui camuffati dai primi successi e dalla curiosità per i nuovi acquisti (Alajbegovic in particolare). Quando si giocherà sul serio, la comprensione sarà inferiore, i giudizi saranno più affilati e, soprattutto, bisognerà spiegare a Spalletti perché mancano alcune pedine la cui necessità era conclamata fin dall’inizio della campagna acquisti.

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