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Il figlio di Claudio Cecchetto, gli «ingrati» come Max Pezzali e Linus: «Fesso a lui? Proprio no»

July 31, 2026

Jody Cecchetto parla del padre e di Jovanotti, Fiorello, Amadeus, Gerry Scotti, Sabrina Salerno e appunto gli 883

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«Io e mio fratello Leo siamo cresciuti a pane e 883. Ora non riesco a slegarle da quello che è successo, peccato. Ma provo dispiacere, non astio. E la loro musica resta comunque immortale, papà nei suoi dj set la usa ancora». Jody Cecchetto, 32 anni, è uno dei due figli del 74enne Claudio Cecchetto. Colui che ha inventato il Gioca Jouer e ha fatto crescere Jovanotti, Fiorello, Amadeus, Gerry Scotti, Sabrina Salerno e appunto gli 883. In un’intervista al Corriere della Sera oggi Jody, che è figlio d’arte, racconta i contrasti e la carriera del padre.

Jody dice di non sapere cosa è successo tra Max Pezzali e suo padre: «Non lo so, non ho volutamente indagato, non ho messo bocca. Max è stata la persona con cui mio padre ha lavorato più a lungo. La rottura è arrivata come un fulmine a ciel sereno, non se lo aspettava, è caduto dal pero. La bellissima serie di Sydney Sibilia non riesco a vederla. Una figata, ma di lui hanno creato una macchietta, fa male al cuore». Di certo il padre «era abbacchiato. Però quell’uomo là ha una forza d’animo davvero incredibile. È riuscito a mantenere un equilibrio. Non deve essere stato facile affrontare una situazione così stressante, che poi non è più un ragazzino. Dentro di sé ha trovato la voglia di pensare ad altro, a nuove cose da inventare. Con mamma è un’altra storia, si sarà sfogato. Io ne sono rimasto fuori, rispettoso, è una vicenda che non mi riguarda».

Max Pezzali

Se avesse davanti a sé Max Pezzali «gli chiederei: perché? Chiaro che io sarò sempre dalla parte di mio padre, però non è che per questo Come mai diventa una canzone di me...Magari la suonerò una volta di meno». E sulla definizione di ingrato data dal padre: «Col passare del tempo noto che la gratitudine non è più una priorità delle persone. Ma il 99 per cento degli artisti che ha lanciato gli sono riconoscenti ancora oggi». Lui si chiama Jody Daniele, e le sue iniziali lette al contrario sono DJ: «Lui dice che non lo ha fatto apposta, che ci ha pensato soltanto dopo. Però al collo portiamo la stessa catenina con il primo logo di Radio Deejay. Non mi ha mai imposto niente, mi ha lasciato libero di essere curioso. Mi portava ai concerti. Ho visto nascere i dischi di Jova e degli 883, ma non credo sia stata una tattica subdola».

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Jovanotti

Jovanotti è stato il suo padrino di battesimo: «Una cosa figa che io ho normalizzato. Una settimana fa l’ho raccontato a una ragazza a cui mi ero appena presentato. E lei: “Ah, e me lo dici così?”. Non sono uno che se la mena. Più che altro ho avuto il privilegio e la fortuna di conoscere una bella persona, oltre al personaggio. Quando nel ‘94 ha sentito l’esigenza di andare da solo, papà ha capito e gli ha detto: “Vai, vola”». Sono stati a New York: «Noi tre insieme, nel 2011. Lì Jova poteva girare come un turista qualunque, in maglietta e pantaloncini, prendere la metro. Qui sarebbe impossibile. Ci portò nei Red Bull Studios. Davanti a noi scrisse Ragazza magica ».

Linus

Poi ci sono le altre liti: nel 2023 Linus gli diede del «fesso» in radio. «Un’uscita un po’ triste». E in più sottolineava i bassi ascolti del docufilm «People from Cecchetto» su Rai1. «Quando mi hanno mandato la clip ho provato un turbine di emozioni in pancia. A casa lo avevamo guardato tutti insieme, era stata una bella serata in famiglia». Lui stesso ha risposto a Linus: «Ho agito d’istinto. Non era un dissing contro Linus, io nemmeno lo conosco. Era solo una mia lettera d’amore per papà». Gli ha ricordato che era grazie a quel «fesso» se «voi siete lì ed esiste Radio Deejay» e che quel suo commento era «solo una frecciatina becera da social». «Oltretutto non aveva senso. Fesso, proprio no. Piuttosto poteva dargli del nasone. Sarà stato per il risentimento che prova da sempre verso di lui. Dal ‘94 è cambiato tutto, mio padre ha lasciato per il bene della radio, non per il proprio».

La risposta

Il padre ha risposto con poche parole: «Ha un carattere chiuso, fa fatica ad esprimere l’affetto, i sentimenti. Solo: “Grazie, bellissimo video”. Era un periodo complicato tra noi, avevamo litigato, ci si parlava poco. Questo ci ha riavvicinato. E alla fine è stato un bene». Linus ha poi risposto così: «Sei un bravo ragazzo, e ti fa onore che tu difenda papà. Il resto non lo potrai mai capire. Per fortuna». «Ripeto, io volevo soltanto dichiarare l’amore per mio padre. Per me la famiglia è tutto, darei ogni cosa per i miei genitori e mio fratello, pure i miei organi. Senza di loro non potrei vivere».