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Il genio di Tintoretto in mostra a Parigi - Mondo - Ansa.it

September 11, 2026

Da Venezia a Parigi: la Francia celebra un maestro del Rinascimento italiano, Jacopo Robusti, detto il Tintoretto (1518/19-1594), in una della mostre più attese della 'rentrée' culturale parigina. Per la prima volta, l'esposizione intitolata 'Eternel Tintoret', 'Eterno Tintoretto', in programma dall'11 settembre e fino al 24 gennaio 2027 al Musée Jacquemart-André, presenta in Francia una panoramica dell'insieme dell'opera del maestro veneto, dimosrando come la sua eredità artistica travalichi i secoli e i confini della Serenissima, fino a farne un artista di riferimento per la stessa pittura francese del XIX/o secolo.
    Soprannominato 'Tintoretto' dalla professione del padre tintore di stoffe, Jacopo Robusti si impose tra i maggiori pittori veneziani del Cinquecento, insieme a Tiziano e Veronese, suoi contemporanei. L'esposizione sul Boulevard Haussmann - non lontano dall'Arco di Trionfo - riunisce una quarantina di dipinti e disegni provenienti da collezioni pubbliche e private francesi tra cui il Louvre ma anche italiane e internazionali.
    Lungo il percorso, capolavori come Susanna e i vecchioni, ottenuto in prestito dal Kunsthistorisches Museum di Vienna o il meno noto Santa Caterina e un angelo, per tanti anni nella collezione personale di David Bowie.
    Tanti i prestiti giunti a Parigi dall'Italia, come il Miracolo di Sant'Agostino (Museo Civico di Palazzo Chiericati a Vicenza), la Creazione degli animali (dalla Galleria dell'Accademia a Venezia), Leda e il CIgno (dagli Uffizi di Venezia).
    Lungo il filo dei secoli, Tintoretto non ha mai smesso di suscitare ammirazione. In Francia, pittori come Delacroix o Cézanne lo hanno considerato un precursore, ammirandone il tocco libero e creativo nonché la cosiddetta 'prestezza', la sua proverbiale velocità di esecuzione. Per parafrasare Giorgio Vasari, "alcune opere di Tintoretto sono state realizzate con una rapidità sbalorditiva: credevamo avesse appena cominciato, aveva già finito". "Il più valoroso dei veneziani", disse di lui Cézanne.
    La mostra si chiude con un confronto tra l'autoritratto che Tintoretto realizzò da settantenne, nel 1588, e la copia che ne fece oltre 250 anni dopo, nel 1854, Edouard Manet. Ennesima dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, della sua fortuna in Francia.
    Curata da Giovanni Carlo Federico Villa, Neville Rowley e Pierre Curie, l'esposizione viene organizzata in collaborazione con l'Institut de France, proprietario del Musée Jacquemart-André, Artcurial, l'Ambasciata d'Italia in Francia e l'Istituto Italiano di cultura di Parigi. È anche l'occasione di scoprire o riscoprire il Musée Jacquemart-André, tra le più notevoli collezioni rinascimentali presenti fuori dal Belpaese, tanto da renderlo un museo "quasi taliano". Donato nel 1912 dalla collezionista e pittrice Nelie Jacquemart-André all'Institut de France, il palazzo-museo del Boulevard Haussmann è tornato agli antichi splendori dopo una vasta campagna di restauro. Questi hanno riguardato, in particolare, la monumentale scalinata a doppia elica, il fumoir e l'affresco della sala da pranzo dipinto da un altro grande veneziano, Giambattista Tiepolo, in origine per Villa Contarini, a Mira (Ve).
   

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