- Home
- Cesena
- Cronaca
- Il giallo della morte di Alfiero. Indagini serrate sugli aggressori. E la Procura inasprisce le accuse
Due persone indagate per ’morte come conseguenza di un altro delitto’: gli inquirenti ipotizzano un legame tra le percosse inflitte al disabile e il decesso sopraggiunto una decina di giorni dopo.

Due persone indagate per ’morte come conseguenza di un altro delitto’: gli inquirenti ipotizzano un legame tra le percosse inflitte al disabile e il decesso sopraggiunto una decina di giorni dopo.

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google
‘Morte come conseguenza di altro delitto’. È questa l’accusa formalizzata dalla Procura di Forlì nei confronti degli aggressori di Alfiero Moretti, il 64enne di Cesenatico deceduto alcuni giorni dopo il terribile pestaggio in strada. Gli indagati formalmente sono due ma le accuse potrebbero allargarsi ad altre persone presenti sul luogo del delitto.
Inizialmente si contestavano le lesioni gravissime. Poi, mano a mano che passavano le ore, e le investigazioni della Procura e dei Carabinieri procedevano a ritmo serrato, le accuse hanno preso un’altra direzione. Dapprima le lesioni gravissime hanno subito il contraccolpo dell’aggravante della ‘minorata difesa’ (tale la condizione della vittima) poi si è passati ad una linea ancora più marcata e il reato contestato è diventato proprio la ‘morte come conseguenza non voluta di altro delitto’.
In altre parole, la morte di Alfiero Moretti, secondo gli inquirenti, potrebbe essere legata al brutale pestaggio. Pestaggio che è avvenuto il 17 luglio scorso. Il 64enne è stato picchiato con crudeltà in centro a Cesenatico.
Era a bordo di una carrozzina elettrica, e la sera di venerdì 17 luglio si trovava di passaggio davanti alla sede della Caritas di Cesenatico, quando sarebbe stato aggredito da una coppia di sbandati. I motivi del pestaggio restano ancora da chiarire. Dopo le prime cure in ospedale, Moretti è stato dimesso. Due giorni dopo (domenica 19 luglio) è stato colto da un malore davanti a un bar in viale Roma. Si è fermata una ragazza, che gli ha prestato soccorso per strada. Moretti è stato portato subito in ospedale e da quel momento ha lottato tra la vita e la morte per sette giorni. Non ce l’ha fatta, purtroppo. Dopo una settimana, Alfiero Moretti è morto. Si è spento domenica scorsa alle 10 del mattino.
Era un uomo fragile Alfiero Moretti. Diabetico, aveva subito l’amputazione di una gamba e girava per le strade con la sua carrozzina. In tanti lo vedevano passare. Proprio a bordo di quel mezzo si è consumato il brutale pestaggio. Ora sarà l’esito dell’autopsia (che si attende per i prossimi giorni) a chiarire se ci sia una correlazione tra il pestaggio e la successiva morte. L’indagine si preannucia ‘lampo’.
La Procura e i Carabinieri stanno lavorando senza sosta, per assicurare i colpevoli alla giustizia. Al momento non sussistono le esigenze cautelari per procedere alla limitazione della libertà personale degli indagati, che restano a piede libero. La sorella di Alfiero, Benedetta Moretti, ricorda i fatti con rabbia giustificata e dolore immenso. "Alfiero è stato pestato a sangue – ha dichiarato – e non c’era stato alcun litigio precedente con gli aggressori, che nemmeno conosceva. È stato colpito ripetutamente al volto con pugni e calci sferrati da un uomo giovane, persino quando era ormai a terra indifeso. Mio fratello non era un clochard". Portato al Bufalini gli erano state riscontrate ferite in viso e all’occhio, con prognosi di 20 giorni. Poi il malore e il decesso.
Annamaria Senni
© Riproduzione riservata