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Il ‘giorno zero’ del calcio. Nuova società, comincia la partita: "Restituiamo il Rimini ai riminesi"

July 26, 2026
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La dirigenza si è presentata ai tifosi: Lombardi presidente, Lanzetti vice e Alvisi direttore generale. Si ripartirà dal campionato di Eccellenza. "Vogliamo far rifiorire anche l’entusiasmo". .

La dirigenza si è presentata ai tifosi: Lombardi presidente, Lanzetti vice e Alvisi direttore generale. Si ripartirà dal campionato di Eccellenza. "Vogliamo far rifiorire anche l’entusiasmo". .

La dirigenza si è presentata ai tifosi: Lombardi presidente, Lanzetti vice e Alvisi direttore generale. Si ripartirà dal campionato di Eccellenza. "Vogliamo far rifiorire anche l’entusiasmo". .

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Filippi

Sulla sabbia, nel pieno dell’estate, il calcio riminese ha deciso di piantare la sua nuova bandiera. Un ’giorno zero’ che sa di salsedine e riscatto, arrivato all’indomani del timbro ufficiale apposto sui moduli della Figc che per il Rimini sanno di rinascita. Sotto i riflettori la nuova dirigenza presenta alla città la mappa per la prossima stagione sportiva. Quella che è già alle porte. Una rotta che non evita le mareggiate della categoria, ma riparte dalle fondamenta del campionato di Eccellenza con la fame di chi deve ricostruire una cattedrale. A fare da contorno al tavolo dei relatori, però, è la folla di tifosi a dare il vero colore alla giornata. C’è il vocio ricompattato di una piazza che viene da otto lunghi mesi di astinenza da pallone, di domeniche vuote e gradinate sbarrate. Negli sguardi della gente si legge una smaniosa voglia di ripartenza. Ma accanto alla passione bruciante striscia inevitabile un velo di sottile scetticismo. A queste latitudini, di ’anni zero’, di rinascita e di proclami se ne sono visti fin troppi. E non tutte le ripartenze hanno mantenuto le promesse, lasciando spesso cicatrici. I punti interrogativi galleggiano nell’aria: funzionerà davvero questa volta?

A provare a sciogliere i dubbi e a tracciare le coordinate di questa traversata è il direttore generale Massimiliano Alvisi, metaforico architetto di un cantiere nato quasi dal nulla. "Ripartiamo con il calcio a Rimini. Un mese e mezzo fa non eravamo niente o quasi, oggi siamo qualcosa". L’approccio è chiaro. Le idee sono tante. Cercando di capire quante saranno in grado di essere messe a terra. "L’obiettivo è di avere un’impresa calcio. ‘Io, noi siamo Rimini’ è il nostro slogan: oggi l’Eccellenza è la nostra Champions League". "Non siamo degli eroi – dice Marco Lombardi, il presidente e ’volto’ in riviera del socio Giampiero Samorì – ma vogliamo far rinascere l’entusiasmo". Gli fa eco il vicepresidente Giuliano Lanzetti, conscio della salita da affrontare. "La prima meta è raggiunta, ma il gioco duro inizia ora. È l’occasione per ridare il Rimini ai riminesi".

Suscita curiosità, di certo, la presenza dell’avvocato Samorì, spesso negli anni accostato al calcio biancorosso. Ma non solo a quello biancorosso. "È legato a me da un’amicizia di oltre vent’anni – assicura Lombardi – Non ha secondi fini". Il progetto guarda avanti e punta sulle radici civiche ed economiche del territorio. "Vogliamo creare una piattaforma capace di riunire lo sport, il turismo e il territorio", spiega Antonio Cocciolo, referente dell’area commerciale. Un entusiasmo sostenuto anche da Orfeo Bianchi, convinto del potenziale del nuovo gruppo: "Sono sicuro che faremo un bel campionato". Tra le novità gestionali si fa strada anche l’idea della ’maglia itinerante’, pensata per coinvolgere il tessuto imprenditoriale e dare massima visibilità ai partner commerciali in un’ottica di totale apertura alla città. Il raduno per l’inizio dei lavori è ormai alle porte, con le prime sedute di allenamento previste al ’Romeo Neri’. Sullo sfondo restano la presenza di Giorgio Grassi ("È con noi al cento per cento", chiosa Alvisi, anche se non tra i soci) e il dialogo aperto con il Comune per le strutture. Dallo stadio al centro sportivo della Gaiofana. "Il primo passaggio – spiega Lanzetti – sarà quello di andare in Comune e chiarire quelli che saranno gli investimenti sia sul ’Neri’ che per la questione Gaiofana". La piazza osserva, prende nota e aspetta: la voglia di crederci c’è, ora tocca al campo.

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