La dedica al genitore scomparso del nuotatore bresciano affetto da sindrome di Down protagonista agli Europei

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Quando pochi giorni fa è rientrato dalla Polonia, la valigia del 24enne Mattia Tononi pesava un po’ di più. Un carico ponderoso o e soprattutto prezioso, grazie alle tredici medaglie (di cui sette d’oro) ottenute ai Campionati Europei disputati a Bydgoszcz, in Polonia, con la Nazionale italiana FISDIR, nella rassegna internazionale (Virtus European Summer Games) riservata ad atleti con disabilità intellettive. Tredici volte è salito sul podio il ragazzo di Carpenedolo e quando gli hanno chiesto a chi dedicasse quelle medaglie, lui con un velo di tristezza e dopo aver portato silenziosamente in gara un dolore profondo ha risposto: "Sono tutte per papà".
Dietro quelle parole c’è una storia molto più grande dei metalli preziosi, delle vittorie conquistate e di quelle mancate per un soffio. Ci sono un padre e una madre che, quando è nato un bambino con la sindrome di Down, non hanno visto un problema da gestire, ma un figlio da amare. Amore vero. Amare i figli per quelli che sono. Da anni, ogni volta che Mattia gareggiava, a fare il tifo per lui c’è sempre stata la famiglia al completo. Il padre Massimo, la madre Giusy, la sorella Arianna e il nonno Sandro. Purtroppo un mese fa proprio il papà, cui il ragazzo era legatissimo, è venuto a mancare improvvisamente.
Nonostante questo Mattia, che alterna gli allenamenti con il suo lavoro di impiegato in una ditta locale, è sceso comunque in vasca ed è riuscito a dare il massimo, ottenendo due successi individuali nei 50 metri stile libero e nei 50 farfalla, ai quali ha aggiunto cinque ori nelle staffette (in particolare 4×100 stile libero II2, 4×50 mista II2 e 4×200 stile libero II2). Un risultato sportivo di grandissimo rilievo che è riuscito ad andare oltre la tragedia e il dolore più atroce per un ragazzo della sua età, ovvero la perdita di un genitore.
Papà Massimo era molto conosciuto nello sport bresciano in quanto dirigente dell’Fc Voluntas e tra i fondatori del Real Castenedolo. "Ho dato il meglio di me in queste prove, ogni mia medaglia è stata un modo per ringraziarlo. Lui è stato con me in ogni sfida e così sarà sempre", la dedica commossa di Mattia che è riuscito a trasformare il dolore in una motivazione da portare con sé sul blocco di partenza. "Nonostante il terribile periodo che stiamo vivendo, Mattia non ha smesso di credere nel proprio sogno e ha continuato a dimostrare determinazione - racconta mamma Giusy -. È emozionante vedere come mio figlio, giorno dopo giorno, sappia realizzare quel desidera e non abbia paura di mettersi in gioco".
Tononi aveva già ottenuto importanti successi internazionali, e lo scorso anno ai campionati del mondo in Thailandia aveva conquistato altre dieci medaglie (di cui 8 d’oro). Trionfi meritati per un ragazzo esempio di caparbietà e grinta e più forte del dolore.
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