Apple ha aggiornato il MacBook Pro a marzo, ma il pezzo grosso deve ancora arrivare: il rinnovamento atteso è uno dei più profondi nella storia del portatile professionale, e le indiscrezioni lo collocano già tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. Ecco tutto quello che sappiamo, compreso il colpo di scena arrivato di recente sui chip.
Dal mini-LED all’OLED
Il nuovo MacBook Pro dovrebbe abbandonare il mini-LED per passare all’OLED: sarebbe la prima volta in assoluto per un Mac, dopo che Apple ha già adottato questa tecnologia su iPhone, iPad ed Apple Watch. La differenza per chi lavora davanti allo schermo non è teorica: l’OLED spegne completamente i singoli pixel, mentre il mini-LED dipende comunque da una retroilluminazione, quindi si parla di neri assoluti, contrasto più alto e colori potenzialmente più vividi. Sulla previsione concordano fonti come Ming-Chi Kuo e Bloomberg.
Il primo Mac con il touchscreen
L’OLED però non è l’unica rivoluzione dello schermo: questo sarà anche il primo Mac con display touch. Non si tratta di un semplice pannello sensibile al tocco appiccicato sopra a macOS: l’azienda starebbe ottimizzando il sistema operativo per sfruttarlo davvero. Toccando un pulsante o un controllo, macOS si adatta dinamicamente mostrando i comandi pensati per le dita; toccando la barra dei menu, i controlli si ingrandiscono in automatico per rendere più semplice la navigazione. Sono supportate anche le interazioni tipiche del touch, come il pizzico per lo zoom e lo scorrimento rapido. In pratica, è un ripensamento di macOS perché la navigazione a dito risulti fluida e naturale.
Addio notch, arriva la Dynamic Island
Oggi il MacBook Pro ha il notch che ospita la fotocamera FaceTime. Con il nuovo modello, invece, Apple dovrebbe eliminarlo del tutto in favore di un foro nello schermo, sul modello di quanto già visto sugli iPhone. Ed è qui che arriva l’altra novità grossa: la Dynamic Island approderebbe sul Mac per la prima volta, funzionando presumibilmente come su iPhone, cioè mascherando il ritaglio della fotocamera e mostrando elementi dell’interfaccia come le attività in tempo reale e le notifiche.
Una scocca di nuovo più sottile
Con il MacBook Pro del 2021 Apple aveva fatto marcia indietro, ispessendo il corpo rispetto al predecessore e riportando a bordo le porte, dal MagSafe all’HDMI fino allo slot per le schede SD, dopo gli anni dei modelli 2016-2020 con soli quattro USB-C. Adesso l’azienda avrebbe intenzione di assottigliare di nuovo il portatile. Non ci sono dettagli precisi e non è chiaro se per farlo verranno sacrificate delle porte, ma c’è una differenza sostanziale rispetto ad allora: Apple Silicon. I vecchi modelli montavano chip Intel molto meno efficienti dei chip M, quindi oggi il produttore dovrebbe riuscire a ridurre lo spessore senza gli stessi compromessi di un tempo.
Il colpo di scena sui chip: niente M6 Pro ed M6 Max
Si era dato quasi per scontato che i nuovi MacBook Pro sarebbero stati spinti dagli M6 Pro ed M6 Max. E invece, stando ad un nuovo report, questo aggiornamento userebbe gli stessi M5 Pro ed M5 Max dei modelli attuali. Il motivo è che Apple starebbe saltando del tutto le varianti di fascia alta della generazione M6: l’M6 arriverebbe soltanto nella configurazione base, senza M6 Pro, M6 Max o M6 Ultra. L’azienda avrebbe spostato l’attenzione sulla generazione M7, con M7 Pro ed M7 Max concentrati su miglioramenti importanti nelle prestazioni AI.
Non poteva mancare il capitolo nome: Mark Gurman ha ipotizzato che Apple possa ribattezzare questi portatili MacBook Ultra, una scelta che secondo lui segnalerebbe in modo più chiaro la loro posizione al vertice della gamma. La novità dei chip M5 Pro ed M5 Max, però, complica ulteriormente le decisioni di marketing che l’azienda dovrà prendere.
Quando arriva
Una possibilità è che i nuovi MacBook Pro vengano annunciati entro la fine dell’anno, presumibilmente ad ottobre o novembre. Può sembrare strano che Apple aggiorni il portatile due volte nello stesso anno, ma non sarebbe la prima volta. Le indiscrezioni più recenti parlano di modelli in arrivo “tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo”.