Il legno dei barconi dei migranti
arrivati a Lampedusa è stato trasformato in strumenti musicali
dai detenuti del carcere di Secondigliano e ora risuonerà nel
centro storico di Napoli. Con l'inaugurazione di 'Metamorfosi -
Ciò che resta diventa musica', mostra diffusa che segna una
nuova stagione per il Museo Diocesano Diffuso, fortemente voluto
dall'Arcidiocesi di Napoli e dall'Arcivescovo don Mimmo
Battaglia, ha ufficialmente riaperto al pubblico il Complesso
monumentale di Donnaregina. Il pezzo forte dell'esposizione è
rappresentato dagli 'strumenti del mare' realizzati recuperando
il legno delle imbarcazioni dei migranti approdate a Lampedusa.
Travi di legno che sono state trasformate in strumenti musicali,
all'interno del carcere di Secondigliano dove i detenuti hanno
appreso l'arte della liuteria grazie alla Fondazione Casa dello
Spirito e delle Arti.
Lungo il percorso espositivo, curato da Maria Savarese e
Marina Gargiulo, da questa sera i visitatori potranno ammirare
non solo gli strumenti, ma anche il racconto fotografico firmato
da Barbara Cardini e Leandro Ianniello, che documenta il
processo di lavorazione e rinascita dietro le sbarre. La mostra
è concepita come un percorso 'diffuso' che si inserisce tra i
capolavori del Complesso di Donnaregina, dove il barocco della
Chiesa Nuova incontra il gotico della Chiesa Vecchia.
L'iniziativa fa parte del Progetto XXI della Fondazione
Donnaregina per le arti contemporanee, in collaborazione con la
Fondazione Napoli C'entro ETS, e rientra nel piano di interventi
regionali 'Museo Madre' (Programmazione FSC 2021-2027 della
Regione Campania).
La cerimonia di inaugurazione vede la partecipazione delle
principali autorità civili e religiose. Per don Mimmo Battaglia
"in questo luogo, attraverso il grande lavoro realizzato da
queste persone, la memoria diventa futuro, le ferite diventano
responsabilità, gli scarti diventano possibilità e le distanze
vengono eliminate dalle prossimità. E tutto questo attraverso
l'arte e la bellezza della cultura". L'assessora al Turismo del
Comune di Napoli, Teresa Armato, ricorda: "La musica porta un
messaggio di pace, di dialogo tra i popoli. Arrivano questi
legni da posti del mondo dove non c'è sviluppo né benessere. E
il messaggio che parte qui stasera è un messaggio di accoglienza
che inserisco nel momento che sta vivendo Napoli dal punto di
vista dell'esplosione del turismo, dell'organizzazione
dell'America'S Cup".
La Regione Campania è rappresentata dall'assessore alla
Cultura Onofrio Cutaia: "I i legni sono dei relitti che tornano
a vivere, diventando arte e cultura e musica. E la possibilità
che tragedie del nostro globo si trasformino in qualcosa di
diverso, è per me molto importante". Presenti, tra gli altri,
padre Antonio Loffredo, Angela Tecce, presidente della
fondazione Donnaregina - Madre, Arnoldo Mosca Mondadori,
presidente della Fondazione dello Spirito e delle Arti, Vincenzo
Porzio, direttore della fondazione Napoli C'Entro. La serata si
è conclusa con il concerto dell'Orchestra Tornaccantà: negli
spazi del complesso risuonano le note prodotte dagli strumenti
costruiti a Secondigliano hanno dato voce 'a ciò che resta'. Al
termine del momento musicale, il Complesso di Donnaregina
resterà aperto straordinariamente per visite guidate gratuite.
Ad accompagnare gli ospiti alla scoperta del museo i giovani
della Cooperativa La Sorte, protagonisti attivi del progetto di
accoglienza del MUDD. E da domani Donnaregina Nuova e Vecchia
saranno visitabili gratuitamente tutti i giorni dalle 10.00 alle
17.00. (ANSA)
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