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Il liceo Golgi pronto a riaprire, i genitori anti-amianto: “I ragazzi vanno tenuti al sicuro altrove”

September 5, 2026

Broni (Pavia) – La prima campanella suonerà lunedì 14 anche al liceo Golgi, pronto ad accogliere 466 studenti e 140 nuovi iscritti. Chiusa dal 23 marzo per una dispersione di fibre d’amianto durante l’installazione di un’ascensore per disabili, stando ad Ats “la scuola risulta ripulita e può riprendere l’attività didattica”. Ma le preoccupazioni dei genitori non mancano.

La preoccupazione

“L’edificio è lo stesso del 22 marzo, il giorno prima dell’incidente – dice Fabrizio Protti dello Sportello nazionale amianto – Inserito nel Sito d’interesse di Broni con rischio così conclamato da meritare tre milioni per la bonifica. Un liceo per cui il dirigente scolastico Olivieri e il sindaco Riviezzi hanno per anni dichiarato il rischio troppo alto per essere ignorato, al punto da chiedere aiuto alla politica nei consessi internazionali che noi dello Sportello abbiamo organizzato per mettere al sicuro i ragazzi. Ora invece dicono che la scuola è sicura. Ma la bonifica ha solo ripristinato lo stato dei luoghi nella tromba dell’ascensore e nell’edificio, liberandolo dalle polveri contaminate da quell’episodio che è sotto indagine della magistratura”.

La palestra 

Alla riapertura non potrà essere usata la palestra né uno dei bagni, e l’edificio sarà sottoposto a monitoraggio ogni 15 giorni. “La palestra non potrà essere utilizzata – sottolinea il preside Roberto Olivieri – perché c’è il rischio di urti contro i muri: si faranno ulteriori interventi. I genitori devono fidarsi di Ats”. “Se Ats ha rilevato un pericolo nella palestra – replica il Comitato Zero Amianto – è necessario comprendere da quando tale condizione sussistesse e perché non sia stata rilevata e affrontata prima. La palestra non risulta collegata all’evento del 23 marzo, quindi occorre capire come sia stato possibile che una situazione oggi ritenuta problematica sia rimasta tale per anni, se effettivamente già presente”.

L’appello al sindaco

“Il sindaco – concludono Protti e Silvio Mingrino dell’Associazione Vittime Amianto – ha tutti gli elementi per emettere un’ordinanza urgente di pericolo per la salute pubblica. Fino a quando non aprirà il nuovo edificio e il vecchio sarà demolito in sicurezza, i ragazzi vanno tenuti al sicuro altrove”.