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Il mistero del drone-bomba a Lipsia: l'ombra di Putin e il piano segreto per "testare" la Nato

August 8, 2026

Un drone carico di esplosivo trovato all'interno dell'aeroporto tedesco di Lipsia-Halle potrebbe essere riconducibile al governo russo. È quanto emerge da una valutazione dell'intelligence statunitense riportata dal Wall Street Journal, che cita funzionari americani a conoscenza delle informazioni raccolte sul caso. L'episodio risale alla notte tra il 4 e il 5 agosto 2026, quando il velivolo senza pilota è stato individuato in un'area protetta dello scalo, uno dei principali hub europei per il trasporto merci. Il drone si trovava a poca distanza da alcuni aerei cargo della compagnia ucraina Antonov Airlines.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori tedeschi e riportato dai media, a bordo era presente un ordigno esplosivo. Il dispositivo non sarebbe esploso a causa di un malfunzionamento del sistema di innesco.

Gli investigatori stanno cercando di capire se quanto accaduto nelle stesse ore a un altro aereo possa essere collegato al ritrovamento del drone. Un cargo Dhl, costretto a modificare il proprio avvicinamento a causa della chiusura dell'aeroporto, avrebbe colpito in volo un oggetto non identificato. Il velivolo è poi riuscito ad atterrare in sicurezza ad Hannover, nonostante alcuni danni alla parte anteriore. Una delle ipotesi è che l'oggetto possa essere stato un secondo drone

I timori della Nato sulle operazioni russe in Europa

Il caso di Lipsia si inserisce in un quadro di crescente attenzione per le cosiddette operazioni ibride attribuite alla Russia in territorio europeo.

Il Wall Street Journal aveva riportato il 7 agosto una nuova valutazione dell'intelligence americana secondo cui Vladimir Putin potrebbe cercare di mettere alla prova la capacità di reazione della Nato attraverso azioni limitate, mantenendosi al di sotto della soglia di una guerra aperta con l'Alleanza.

Gli scenari presi in considerazione comprenderebbero sabotaggi, cyberattacchi e, nell'ipotesi più grave, anche una limitata incursione nel territorio di uno Stato membro. 

Negli ultimi anni diversi Paesi europei hanno denunciato episodi attribuiti o sospettati di essere collegati alla Russia: attacchi informatici, sabotaggi contro infrastrutture, incendi, interferenze ai sistemi Gps e violazioni dello spazio aereo.

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