Carbonia.
25 luglio 2026 alle 00:41
Presentato il progetto “Radici del Sulcis”: da ieri è ufficialmente online«Avevo 22 anni quando mi regalarono un vecchio mantice utilizzato in passato in un panificio. Quell’oggetto mi emozionava perché conteneva una storia di lavoro e fatica. All’epoca non sapevo che sarebbe stato il primo pezzo di una raccolta che non si è più fermata». Era il 1972 e all’epoca Pietro Frongia, classe 1950, non aveva ancora creato il Tanit, la storica struttura ricettiva all’ingresso di Carbonia che oggi ospita la sua immensa collezione diventata ufficialmente il Museo etnografico Tanit. Un museo che, da ieri, grazie al progetto “Radici del Sulcis” dell’associazione turistica Liveat, guidata dal figlio di Pietro, Maxwell, è ufficialmente in rete a disposizione di chi voglia scoprire la storia del Sulcis attraverso un viaggio tra le tradizioni e i mestieri più antichi.
La presentazione
Ieri mattina, nell’aula consiliare di Carbonia, la presentazione ufficiale del progetto, finanziato dalla Fondazione di Sardegna, con l’obiettivo di preservare, valorizzare, rendere accessibile a tutti un immenso patrimonio culturale e identitario, «un patrimonio che arricchisce l’offerta culturale e turistica della nistra città e che esiste – ha puntualizzato l’assessore al Turismo Michele Stivaletta – proprio grazie a cittadini come Pietro e Maxwell Frongia che hanno voluto mettere a disposizione di tutti il frutto di tanti anni di raccolta». Ha condiviso il pensiero anche l’assessore all’Industria Emanuele Cani, presente sia come rappresentante della Regione ma soprattutto come cittadino di Carbonia: «Con grande entusiasmo sono presente a salutare un progetto che permette di raccontare la storia del nostro territorio – ha detto – per quanto il mio assessorato si occupi di Industria, oggi sono voluto essere qui perché credo che il territorio possa crescere valorizzando ogni suo settore e in questo occorre fare sinergia sempre e comunque. Mi emoziona essere qui anche perché, in giovane età, ho lavorato nella famiglia del Tanit e questa immensa collezione l’ho vista nascere e crescere giorno dopo giorno».
Il museo
Il progetto “Radici del Sulcis” lo ha ben spiegato Maxwell Frongia, in un’intensa presentazione in cui ha ripercorso i passi compiuti sin dalla raccolta dei primi oggetti da parte del padre, fino alla decisione dell’associazione di rendere fruibile a tutti le collezioni tramite un complesso progetto di digitalizzazione: «Da oggi chi vorrà scoprire il nostro Museo etnografico Tanit potrà farlo sia visitando il Sulcis, sia davanti allo schermo del computer». Cinquant’anni di reperti raccolti, amati, catalogati e esposti, in parte come museo a cielo aperto, in parte nelle teche e tra le sale della grande struttura di Sirai. «Sei le aree tematiche – ha spiegato Frongia - ovvero la produzione del vino e dell’olio, la tessitura e l’orbace, il grano e la vita nei campi, il caseificio nei medaus, il tonno e le tonnare e l’antica chiesetta di santa Maria di Flumentepido». Il sito è in costante arricchimento e sarà preziosa la collaborazione con le scuole oltre che di chiunque voglia donare nuovi pezzi: «Il sogno di questo museo – ha detto Pietro Frongia – è stato reso possibile grazie a ogni persona che ha voluto separarsi da un oggetto per metterlo a disposizione della comunità».
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