Elephants

Il nuovo libro di Ottavio Olita, tra passato e presente una "detective story" nelle miniere del Sulcis-Iglesiente - L'Unione Sarda.it

August 19, 2026

“Nulla al mondo è più pericoloso che un'ignoranza sincera ed una stupidità coscienziosa”. Le parole di Martin Luther King introducono al meglio “La stupidità madre dell’odio” di Ottavio Olita (pubblicato da Isolapalma).  Nuova fatica letteraria di un autore prolifico che alterna opere sulla stretta attualità a romanzi in cui si intrecciano la storia e il presente nella convinzione che quello che succede oggi non si possa capire senza un’adeguata conoscenza delle puntate precedenti.

Olita, giornalista e scrittore, trova, ancora una volta, le corde giuste per raccontare una storia mineraria con i passi ben cadenzati di una detective story. «Niente  quotidianità liquida. Al contrario, un nitido pragmatismo di paesi del Sulcis Iglesiente, capaci di fare quadrato e opporsi con estrema determinazione a moderne violenze dalle radici dimenticate. In definitiva nel romanzo di parla di sentimenti veri, puri, consolanti. È un abbraccio corale nel tempo. Con tanti sardi e non sardi tratteggiati in maniera autentica», scrive nella prefazione Pier Giorgio Pinna.

C’è un acuto investigatore, il capitano dei carabinieri Gino Murgia, che cerca di sbrogliare con buon senso e intelligenza l’intricata matassa insieme alla fidanzata spagnola Ines. Tutto nasce dalle scritte lasciate sulle pareti dei pozzi minerari che riportano i simboli di una stagione terribile per l’umanità: inneggiano a Hitler e quella stagione in cui tutti i valori sono stati negati e affossati. Poi, altri deliranti messaggi: “Vendetta storica”, “Rappresaglia”, “Assettati di vendetta”.  Le associazioni antifasciste, Anpi in testa, coinvolgono il capitano Murgia per fare luce su quell’atto scellerato. È il punto di partenza di un libro in cui affiora una figura centrale della storia mineraria sarda: Carlo Gustavo Mandel. Si tratta dell’ingegnere minerario, nato in Svezia, che alla metà del Settecento, ottiene una concessione per l’esercizio dell’attività estrattiva nelle miniere del Sulcis-Iglesiente.

Odio e stupidità continuano a manifestarsi. Corsi e ricorsi della storia. L’oblio della ragione è un fantasma difficile da scacciare. Il passato ci può aiutare ma occorre saperlo leggere e interpretare. L’ufficiale dell’Arma individua gli autori delle scritte. Sono sette neonazisti bavaresi arrivati in Sardegna per vendicare - così dicono - un gruppo di lavoratori tedeschi impegnati, due secoli prima, nei pozzi del Sulcis. L’autore delinea, in modo preciso, personaggi e contesti. Ci sono anche i paesaggi sulcitani e i luoghi di un mondo  che resta nella mente e nel cuore: Pan di Zucchero, Porto Flavia, Piscinas.

Il libro è un monito a vigilare, a tenere gli occhi ben aperti per scongiurare, in tempi di nuovi e devastanti conflitti, altri momenti bui. È anche un invito all’impegno riassunto nel pensiero di Piero Calamandrei (evocato nel romanzo che sara presentato il 26 agosto nella suggestiva cornice all’area archeologica di Nora nell'ambito del festival "Pula letteraria"): «Una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica».

© Riproduzione riservata