VAL DI ZOLDO (BELLUNO) - Sono trenta, forse anche di più, le pecore trovate morte in un burrone fra i prati e boschi di Val di Goima nel territorio comunale di Val di Zoldo. E fanno tutte parte del gregge del pastore "fuorilegge" che da tempo sta creando scompiglio nella valle.
Pastore fuorilegge, i residenti chiedono provvedimenti
Un nuovo episodio, dunque, nel caso che si trascina da anni e che era tornato alla ribalta qualche giorno fa con la segnalazione che attorno alla roulotte del pastore, in una zona incontaminata, erano presenti fuori rifiuti di ogni genere, una bombola del gas, oggetti e immondizia di varia natura lasciati in mezzo ai prati da chissà quanto tempo. L'uomo occupa spazi che non sono suoi e pascola dove non è autorizzato. «Ma la realtà è che non possiamo andare lì, prenderlo e portarlo via -aveva dichiarato il primo cittadino Camillo De Pellegrin- lasciare animali abbandonati, carcasse non seppellite e sporcizia, sono tutte cose che non prevedono nè l'allontanamento coatto, nè tantomeno l'arresto». Anche parecchi cittadini avevano invocato provvedimenti per mettere fine a una situazione intollerabile. Da tempo infatti il gregge di 400 pecore viene lasciato in balia di se stesso, a vagare per l'intera Val di Zoldo e creare scompiglio anche nei giardini privati. Per non parlare dei dieci cani che hanno anche assalito qualche residente. L'amministrazione aveva emesso a tal proposito un'ordinanza di sequestro dei quattrozampe. «Stranamente però, il giorno prima di andarli a prendere erano stati allontanati e ne è rimasto uno solo, che è tuttora sotto sequestro» precisa ancora il sindaco. Il caso è arrivato alla ribalta della trasmissione quotidiana di Canale 5 "Dentro la notizia" con la troupe salita due giorni fa per documentare in diretta la situazione.
Trenta pecore morte in un crepaccio
Ieri l'ultima novità. «Mi hanno chiamato per dirmi che circa 30 pecore, presumibilmente nel corso della notte, sono cadute in un burrone e sono morte -dice De Pellegrin- In un zona particolarmente ripida, gli animali uno dietro l'altro hanno perso aderenza e sono caduti rovinosamente. Assieme alla polizia locale e ai veterinari dell'Ulss siamo saliti a fare le verifiche. Adesso cercheremo di recuperare le carcasse in modo che vengano messe in sicurezza perché ci sono rischi anche per l'igiene pubblica. Questo fatto non fa altro che testimoniare una volta di più il degrado scandaloso di questa situazione perché le pecore rimaste sono ancora incustodite e il pastore ne è responsabile». Telecamere e giornalisti di Canale 5 sono quindi saliti anche ieri in Val di Zoldo per documentare questo episodio che arricchisce di ulteriore urgenza un intervento ormai non più procrastinabile. L'interrogativo viene spontaneo: alla luce di questo nuovo caso, si può ora intervenire nei confronti del pastore "fuorilegge"? Lo chiede la popolazione, ma ne va anche dell'immagine della pastorizia in provincia di Belluno, da sempre impegnata anche nell'opera di tenere puliti i prati delle valli.
Clima di tensione a Val di Zoldo
«La situazione qui è molto tesa -conclude De Pellegrin- non solo per il benessere animale. Credo che altri pastori non siano affatto contenti di assistere a questa sceneggiata. Dispiace, certamente non vogliamo danneggiare la categoria: abbiamo sempre avuto pastori nella nostra valle. Anche la stessa società impianti li chiama e la comunità li ha sempre accettati. Ora capiremo come muoverci, ma dobbiamo arrivare al sequestro delle pecore se vogliamo che cambino realmente le cose. Naturalmente servono i presupposti giuridici, magari anche un daspo per questa persona. Io le sto provando tutte assieme a chi mi vuole aiutare. La roulotte e la sporcizia sono sempre lì e faremo un'ordinanza comunale, visto che i proprietari del terreno non vogliono fare denuncia».