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Il racconto della studentessa violentata in via Segantini: “Ho avuto la sensazione che qualcuno mi seguisse. Poi mi è saltato addosso”

August 5, 2026
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Milano, la ventenne ha presentato denuncia nel luogo in cui sta trascorrendo le ferie. L’indagine della Squadra mobile punta sui filmati registrati dalle telecamere

L’aggressione è avvenuta domenica pomeriggio vicino al parco Segantini

L’aggressione è avvenuta domenica pomeriggio vicino al parco Segantini

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“All’uscita del metrò ho avuto la sensazione che qualcuno mi seguisse”. Gli occhi addosso di uno sconosciuto. I passi che seguono i suoi come un’ombra. La percezione di pericolo che dura un attimo. “Poi quell’uomo mi ha preso alle spalle e mi ha buttato a terra”. Sono i passaggi più inquietanti della denuncia che la studentessa ventenne aggredita domenica pomeriggio in viale Liguria ha presentato nelle scorse ore in un commissariato di polizia al Sud, dove sta trascorrendo un periodo di vacanze già programmate.

La querela per violenza sessuale è stata subito trasmessa agli specialisti della Squadra mobile di Milano, che stanno indagando sul raid andato in scena tre giorni fa.

Poco prima delle 17.30 l’universitaria fuori sede è scesa da un treno della linea verde del metrò alla fermata Romolo e si è incamminata verso casa, che si trova in zona Navigli. Sin dall’inizio, ha messo a verbale, “mi sentivo gli occhi addosso di qualcuno, come se mi stesse seguendo”.

La ventenne ha continuato a camminare verso piazza Belfanti, percorrendo il marciapiedi che costeggia il parco Segantini, e all’improvviso l’uomo, che verosimilmente la stava pedinando in attesa del momento buono per entrare in azione, l’ha afferrata da dietro e l’ha scaraventata sull’asfalto, nonostante l’orario e la strada abitualmente molto trafficata. Lei ha capito subito quali fossero le intenzioni dello sconosciuto, che le ha infilato una mano sotto la gonna e ha iniziato a palpeggiarla, ma ha reagito con veemenza per cercare di divincolarsi.

La colluttazione e le urla disperate per richiamare l’attenzione dei passanti: “Lui è scappato verso l’area verde – la sintesi delle parole pronunciate dalla vittima –. Io ho provato a inseguirlo, ma poi è sparito”.

L’aiuto e i soccorsi

In quei secondi, la studentessa ha incrociato prima una ragazza e poi un ragazzo, che le hanno prestato i primi soccorsi e hanno allertato il 112. La chiamata ha innescato il primo intervento degli agenti motociclisti della sezione Nibbio dell’Ufficio prevenzione generale e dei sanitari di Areu, che hanno accompagnato la ventenne al centro specializzato della clinica Mangiagalli (anche per medicarle le lievi escoriazioni riportate nella caduta).

Le indagini

Quindi il caso è passato agli investigatori della Mobile, guidati dal dirigente Alfonso Iadevaia e dalla funzionaria Lucia Vitali, che si sono subito concentrati sui filmati. Nell’ipotesi che l’aggressore abbia agganciato l’universitaria già in metropolitana, è possibile che il suo volto sia stato ripreso dalle telecamere a bordo dei treni, nonché da quelle che presidiano banchina e mezzanino della fermata Romolo; le verifiche si concentreranno pure sugli occhi elettronici installati in strada, che potrebbero aver immortalato parte del raid o la fuga dello sconosciuto verso nord, probabilmente passando all’interno del parco o lasciandoselo a sinistra in via Segantini.

La ragazza, che non è stata in grado di descrivere la persona che l’avrebbe seguita, ha fornito una sorta di identikit del violentatore: sui 35 anni, probabilmente di origine nordafricana, di corporatura esile.

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