VENEZIA - Difficile da trovare, oltretutto a prezzi decisamente elevati, fino a 30 euro al chilo al banco del mercato di Rialto a Venezia. È partita la stagione del radicchio rosso di Treviso, ma per assaporare la primizia di uno dei prodotti che maggiormente caratterizzano la qualità del territorio, i quattrini da tirar fuori non sono pochi. Tra i fruttivendoli veneziani il prezzo medio oscilla quotidianamente tra i 22 euro e i 30 al chilo.
LA DINAMICA
Il radicchio rosso di Treviso è uno dei prodotti simbolo della gastronomia veneta. Con l’autunno torna dunque anche la possibilità di acquistarlo fresco, ma per chi desidera portarlo subito in tavola, il conto può essere particolarmente salato. La fase iniziale della raccolta, infatti, si accompagna a una disponibilità ancora limitata, mentre la domanda di chi attende ogni anno il ritorno del prodotto sui banchi è già presente. Spegne qualsiasi tipo di polemica Christian Morandin, presidente del Consorzio di tutela del radicchio rosso di Treviso e variegato di Castelfranco: «È una valutazione non nuova, c’è sempre stata da 20 anni. Anche perché siamo davvero all’inizio, è appena cominciata la stagione, il clou arriverà dai primi di novembre, la produzione è partita da una settimana e in questo periodo non si verificano mai quantitativi esorbitanti».
Il momento della stagione è quindi un elemento determinante per leggere i prezzi registrati in questi giorni. La raccolta è appena partita e bisognerà attendere le prossime settimane per entrare nella fase di maggiore produzione. Per ora, chi cerca il radicchio nei negozi e nei mercati veneziani deve fare i conti con un'offerta ancora contenuta, una condizione che si riflette anche sul costo al dettaglio. Il quadro, secondo il Consorzio, va valutato tenendo conto proprio di questa fase di avvio, senza considerare i prezzi attuali come indicativi dell'intera stagione. Morandin aggiunge: «I prezzi sono stabili, non noto grandi differenze né in su, né in giù, bene o male questo è il prezzo del periodo, dipende dal prodotto che si trova. Ci sarà anche a dieci euro al chilo, ma dipende dalla qualità. Direi che non ci sono speculazioni, non le riscontriamo. Magari c’è il furbo di turno, ma se il prodotto è buono, i prezzi sono quelli». Una riflessione è poi anche sulla qualità, che pare esser partita sotto una buona stella: «Si presenta molto bene in campo, non vedo problemi. C’è stata poca piovosità la scorsa estate, quindi abbiamo dovuto irrigare i campi molto, ma sostanzialmente il radicchio è bello».
Il giudizio sulle condizioni delle coltivazioni è quindi positivo, nonostante un'estate caratterizzata da precipitazioni scarse e dalla necessità di ricorrere con frequenza all'irrigazione. L'andamento meteorologico ha richiesto un impegno aggiuntivo nella gestione dei campi, ma, stando alle valutazioni del presidente del Consorzio, il prodotto si presenta bene. Un elemento che accompagna l'avvio della stagione e che permette di guardare alle prossime settimane senza particolari preoccupazioni sulla qualità, almeno sulla base delle prime osservazioni.
LA DIFFERENZA
Nella patria del radicchio, Treviso appunto, in centro il prezzo è leggermente inferiore: lo si può trovare a circa 18 euro al chilo, una differenza con la laguna che spesso è giustificata con i cosiddetti costi di transazione, cioè le risorse necessarie a portare la materia prima sul luogo. Quindi tempo, trasporti e, soprattutto, extra costi legati alla logistica particolare su barca. La differenza tra i prezzi delle due città evidenzia come il costo finale non dipenda soltanto dal prodotto e dalla sua disponibilità, ma anche dal contesto in cui viene commercializzato. Venezia presenta caratteristiche logistiche peculiari: il trasporto delle merci deve tenere conto della conformazione della città e della necessità, in molti casi, di utilizzare imbarcazioni per raggiungere i punti di vendita. Si tratta di passaggi che richiedono organizzazione e risorse e che contribuiscono a distinguere la distribuzione in laguna.