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Il rebus della Corridoni, stop al trasloco per 210 alunni: i giudici del Consiglio di Stato bloccano il trasferimento

September 17, 2026
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Como, nuovo pronunciamento sul ricorso dei genitori. Le reazioni: “La scuola non è un campo di battaglia per le ripicche personali di chi amministra”

La scuola Corridoni e accanto i genitori degli alunni durante l’incontro dei giorni scorsi

La scuola Corridoni e accanto i genitori degli alunni durante l’incontro dei giorni scorsi

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Como – Niente trasloco per i 210 alunni della scuola primaria di Corridoni di via Sinigaglia. I giudici del Consiglio di Stato, nella sentenza depositata ieri pomeriggio, hanno deciso di accogliere la richiesta di sospensiva della decisione del Tar di luglio, che aveva avallato la decisione del Comune di Como di trasferire le classi nel plesso di via Fiume. Accogliendo il ricorso di alcuni genitori dei bimbi, affidato agli avvocati Ruggero Tumbiolo e Giovanni Murgia, la sentenza sottolinea, in particolare, la necessità di attendere l’esito dell’accertamento istruttorio disposto dallo stesso Consiglio di Stato, “volto ad accertare l’effettivo stato di manutenzione e sicurezza del plesso scolastico (di via Fiume), la possibilità di collocarvi le classi della Scuola primaria (Corridoni), la sussistenza delle necessarie garanzie sotto il profilo della sicurezza, e sotto quello didattico, per gli studenti e per il personale docente e amministrativo della scuola”.

"Spazi non immediatamente utilizzabili”

In conclusione, “ritenuto che la conclusione che emerge dall’istruttoria è univoca nel concludere che gli spazi di (via Fiume) non risultano, allo stato, immediatamente utilizzabili per accogliere le undici classi della Scuola (Corridoni) in condizioni di sicurezza e di piena funzionalità didattica... ritenuto che tale conclusione, pur non equivalendo a un giudizio tecnico di inidoneità assoluta dell’edificio, non consente l’immediata trasferibilità allo stato degli atti essendo necessario l’approfondimento proprio della fase di merito e tutte le verifiche e le certificazioni dei soggetti tecnicamente competenti; ritenuto che, in considerazione del già avvenuto inizio dell’anno scolastico, l’istanza di sospensione debba essere accolta e la sentenza qui gravata sospesa nei suoi effetti sino alla decisione del merito“.

Le reazioni

Immediate le reazioni giunte da più parti. “Qui si confrontano due idee profondamente diverse di città – ha detto Elisabetta Patelli di Europa Verde - Da una parte una scuola pubblica, un presidio educativo e sociale, bambini, famiglie, insegnanti, un quartiere e una comunità che chiedono di essere ascoltati. Dall’altra la scelta dell’Amministrazione Rapinese di chiudere quella scuola nell’ambito di un progetto che prevede la realizzazione di un autosilo”. In una nota il Partito Democratico di Como parla di “decisione che dimostra che quando si difendono con forza i servizi educativi e sociali, i fatti e la giustizia sanno bussare alle porte di chi governa”. Teresa Minniti e Vincenzo Falanga di Nova Como, parlando un Consiglio di Stato che “ha finalmente ristabilito la realtà dei fatti, dopo mesi di forzature, ripicche e mistificazioni... La scuola non è un campo di battaglia per le ripicche personali di chi amministra. Oggi vincono i bambini, le famiglie e la scuola pubblica. Vincono la sicurezza, la didattica e la verità dei fatti. Perde un modo di amministrare fondato sull’improvvisazione, sulla propaganda e sul rifiuto del confronto”. 

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