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Il ristoratore che non chiude per ferie: “Noi, aperti tutto agosto da sempre”

August 15, 2026

Michele Loiero, 64enne, e la figlia Federica di 27 anni nel ristorante “Liorè“ aperto da un mese in via Masaccio. Gli altri due sono in via Monte Rosa e in via Monte Amiata

Michele Loiero, 64enne, e la figlia Federica di 27 anni nel ristorante “Liorè“ aperto da un mese in via Masaccio. Gli altri due sono in via Monte Rosa e in via Monte Amiata

“Siamo aperti tutto agosto”. Il cartello sembra quasi un miraggio nella metropoli che, per quanto offra più servizi e abbia molte più serrande alzate rispetto al passato, in piena estate sembra comunque un’altra città. Più lenta, più vuota. E camminare in certe strade, soprattutto fuori dal centro storico e dalle mete più turistiche, significa incappare in una selva di cler serrate.

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Il cartello “Siamo aperti tutto agosto”  all'ingresso del ristorante (Foto Canella/Ansa)

Il ristoratore infaticabile

Michele Loiero, sessantaquattrenne, storico ristoratore, ha scelto di non chiudere per ferie il suo “Liorè“ di via Masaccio 18, in zona Fiera, inaugurato da meno di un mese. Una scelta dettata non solo dall’apertura recentissima, “perché anche le altre due mie attività, “Sale e pepe” e “Lo zenzero“, sempre in zona, restano a disposizione. È una scelta: da 30 anni io non chiudo ad agosto”. Perché? “Perché voglio continuare a dare un servizio. A chi non va in vacanza, a chi rientra, ai turisti che stanno scoprendo Milano”. Anche in questo mese, anche a cavallo di Ferragosto. “Ora non penso alle vacanze”.

La scelta su dove mangiare a Milano è sempre vasta “ma in questo periodo il cerchio si restringe e restare aperti ora sicuramente può fare la differenza, in una metropoli in cui c’è abbondanza praticamente di tutto”, dice.

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Il personale del ristorante Liorè in via Masaccio al gran completo

Le origini

Originario di Soverato, in Calabria, si è trasferito al nord quando era ragazzo. “Ho iniziato a fare questo mestiere 45 anni fa – racconta –. Mi sono fatto le ossa, ho lavorato per anni nella zona di via Marghera”, finché non ha deciso di gestire un’attività tutta sua. Poi un’altra e un’altra ancora. “L’ultima creatura, “Liorè“, è nata rilevando il ristorante che c’era prima, “Ranch Roberta“. E ho voluto mantenere la stessa caratteristica: specialità pesce”. Perché “Lioré”? “Un nome nato per gioco, che richiama il cognome Loiero”.

I clienti in agosto

Chi sono, i clienti d’agosto? “Tenendo conto del fatto che gli uffici si svuotano e che la maggior parte dei residenti va fuori città, a sedersi ai nostri tavoli arrivano turisti, i clienti degli alberghi dei dintorni che ci possono raggiungere comodamente a piedi, ma anche diversi lavoratori milanesi che sono operativi e che vanno al ristorante per concedersi un po’ di pace, un momento di svago magari dopo una giornata faticosa”. C’è anche chi organizza cene di gruppo “e viene da noi, scoprendo che siamo aperti. Capita con clienti affezionati e con sconosciuti”. Un esempio su tutti, “giovedì abbiamo avuto a cena lo staff del reparto cardiologia di un ospedale. È bello pensare che abbiano salvato delle vite e che poi, per rilassarsi, siano venuti qui”.

Tutto in famiglia

Al suo fianco c’è la figlia Federica, ventisettenne, a cui Loiero passerà il testimone. “Si è laureata in comunicazione ma poi ha deciso che la sua strada è qui, al ristorante. Ha proseguito gli studi con un master incentrato sul mondo del food e ora è con me”.

Tra i clienti affezionati, anche consiglieri comunali come Alessandro De Chirico: “La storia di Michele e della sua famiglia è una storia di successo. Nel mondo della ristorazione non ci si improvvisa. Imprenditori come lui sono un sinonimo di affidabilità e incarnano la parola resilienza”.