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Il ritorno del Bar Roma, Alessandro: “Il lungo cantiere ci mortifica, ma riapriamo col sorriso”

September 26, 2026

Cesena, 27 settembre 2026 – “Abbiamo riaperto dopo due mesi e siamo carichi”. Alessandro Medri, insieme a Caffè Pascucci, nel settembre 2025, un anno fa, aveva rilanciato con una nuova gestione il ’bar Roma Caffetteria’, esercizio pubblico storico della città che negli stessi locali furoreggiò negli anni Ottanta e Novanta con lo steso nome. Prima di lui aveva chiuso i battenti come ‘Bar Amor’ a inizio 2023. Il bar Roma Caffetteria in luglio aveva annunciato la chiusura estiva con un manifesto di grande classe, ironico ed elegante: i titolari apparivano fotografati con il caschetto e gli indumenti da lavoro nel cantiere.

Ogni riferimento non era puramente casuale, Medri?

“Abbiamo ironizzato, ma non era una protesta. I lavori a palazzo Oir che hanno segregato per tanti mesi e ancora continuano a isolare il porticato dove c’è il nostro bar non sono facili da metabolizzare. Siamo poco visibili e non è facile lavorare così”.

Perché avete chiuso per ben due mesi?

“Pragmatismo. D’estate i clienti non hanno la vocazione a sedersi in un porticato chiuso dalle impalcature, quindi abbiamo unito l’utile al dilettevole: riposarci in vista della ripresa con lo spirito di sempre”.

Con quale spirito visto che le impalcature sono ancora lì?

“Vogliamo tenere alto il nome del nostro bar e la nostra offerta che i clienti apprezzano, come non mancano di dirci. Dalle colazioni agli aperitivi e a tutto il resto, lavorando con professionalità, accoglienza e ospitalità, siamo certi che ce la faremo”.

Addesso siete aperti tutti i giorni per l’intero arco della giornata?

“Siamo ancora nel periodo tardo estivo e per ora, dal lunedì al giovedì, siamo aperti la mattina, mentre dal venerdì in poi restiamo aperti anche la sera fino alle ventidue”.

È dura sopportare questi lavori lunghissimi?

“Evidentemente, più dura del previsto ed è intuibile il motivo. Non è solo una questione economica, ma prima ancora il fatto che è fondamentale per noi accogliere i clienti nel miglior contesto possibile. Che non sia possibile è frustrante. Ma ci risulta che manchi poco alla fine dei lavori esterni: l’importante è che vengano tolte le impalcature e il Bar Roma sia visibile”.

Avete scelto di non mettere tavolini chiedendo il suolo pubblico al Comune in piazza della Libertà. Perché?

“Perché non sarebbe stato naturale e armonico con le impalcature, i passaggi stretti e il rischio che le bevande e i prodotti potessero arrivare alterati nel tragitto. Non abbiamo reputato questa possibilità confacente con l’idea di bar che abbiamo”.

Dopo due mesi di pausa come ripartite?

“Innanzitutto con la speranza che veramente a breve siano smontate le impalcature e ridotti i disagi per la clientela e per noi. In un contesto normale, sono certo che il progetto del Bar Roma possa giocarsi le sue carte e diventare un centro attrattore per tutta le giornata e anche di sera, come ha già iniziato ad essere. Abbiamo ancora tante potenzialità da sprigionare, potendo lavorare senza intralci e senza condizioni troppo penalizzanti per un bar dove si esercita la somministrazione e si favorisce l’incontro delle persone in un ambiente piacevole in cui si può sostare, leggere il giornale, una seconda casa. La nostra squadra è affiatata e abbiamo fiducia nel nostro progetto del Bar Roma Caffetteria”.

Il Comune di Cesena non eroga incentivi alle attività danneggiate dai lunghi lavori.

“A noi più di tutto interessa poter lavorare prima possibile nel modo dovuto”.