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Il Romagna cresce ancora. Urbani: "Non ci fermiamo"

July 12, 2026

Il direttore generale della franchigia rugbistica rilancia gli obiettivi: "Vogliamo coinvolgere sempre più atleti. Chiediamo aiuto al territorio".

Il direttore generale della franchigia rugbistica rilancia gli obiettivi: "Vogliamo coinvolgere sempre più atleti. Chiediamo aiuto al territorio".

Il direttore generale della franchigia rugbistica rilancia gli obiettivi: "Vogliamo coinvolgere sempre più atleti. Chiediamo aiuto al territorio".

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Con una palla ovale in mano, l’unica cosa a cui pensi è trovare un modo per avanzare. Vale in campo, ma anche nella sala dei bottoni di una franchigia, il Romagna Rfc, che è ormai stabilmente diventata il simbolo del rugby in tutto il territorio compreso tra Riccione e Imola e che anche ora, alla vigilia di una nuova stagione di serie A sia per la squadra maschile che per quella femminile, è al lavoro su un nuovo rilancio degli obiettivi societari.

Francesco Urbani, direttore generale della franchigia, come vi avvicinate alla nuova stagione?

"Con l’entusiasmo di chi vede crescere e radicarsi un progetto sportivo decisamente importante. Dopo quattro anni trascorsi in Federazione, ho ritrovato una realtà in forte crescita, sia dal punto di vista organizzativo che tecnico. Merito dell’ottimo lavoro svolto da Simone Luci e da tutto lo staff che ha lavorato sodo su tanti fronti".

La soddisfazione maggiore?

"Siamo arrivati a pieno regime col polo di formazione romagnolo della franchigia, attorno al quale gravitano i gruppi under 16, 18 e 23 dei vari club della franchigia. Un progetto che ci vede ormai a pieno regime e che, tanto per citare i fatti più recenti, nella stagione appena finita in archivio è culminata con una gratificante esperienza a Grenoble. E’ un vanto, ma non ci basta".

Cosa serve ora?

"Rafforzare gli organici, continuare l’operazione di avvicinamento di nuovi atleti al mondo del rugby in modo da rendere pienamente operativa ogni squadra di tutti i club. E’ un obiettivo decisamente alla portata, la passione per questo sport è in crescita, spinta dalla visibilità e dai risultati della nazionale, ma non solo. Fondamentalmente chi scopre il nostro mondo ne resta sempre affascinato: siamo una grande famiglia, fatta di entusiasmo e valori condivisi. Ci sono gli atleti in campo, certo, ma attorno a loro gravitano i genitori, i parenti, gli amici, i volontari e tutti gli appassionati che fanno sempre sentire il loro calore e il loro affetto. Per continuare a crescere abbiamo però bisogno dell’appoggio del territorio".

Parliamo delle prime squadre.

"C’è grande soddisfazione sia per quella femminile, che con la guida di Andrea Angelucci ha chiuso al secondo posto in serie A, sia per quella maschile che condotta Andrea Rovina ha intrapreso un percorso nuovo e lungimirante: quello che sta facendo Rovina in effetti non è allenare una squadra, ma piuttosto un progetto, quello della franchigia, che vede direttamente coinvolti tutti gli atleti dei vari club, con la prospettiva di aggregarli ciclicamente al mondo della prima squadra per permettere loro di migliorare individualmente e allo stesso tempo di far crescere i loro gruppi di riferimento".

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