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Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, in visita a Spin Time per gli auguri di Ferragosto

August 15, 2026

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15 agosto 2026 • 20:22

La giornata in strada insieme a Paola Turci e Sabina Guzzanti. L’attivista Giovanna Cavallo sui social: «Questo stato d’animo, che ormai vivo da quella maledetta notte dell’incendio, mi ha fatto comprendere quanto sia profondo il dolore che attraversa gli abitanti. Un dolore radicato nel trauma del distacco forzato da tutto ciò che ha dato senso e continuità alla propria esistenza»

Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, è andato in via Santa Croce in Gerusalemme per portare il suo saluto a Spin Time e alle famiglie che vivono ancora nella tendopoli. 

L’ex immobile Inpdap occupato, diventato un simbolo del diritto all’abitare e del welfare autogestito, è stato sgomberato la notte tra il 29 e il 30 luglio. Dopo che la proprietà, il fondo Investire srg, ha rifiutato l’accordo ponte proposto da Gualtieri, che avrebbe consentito il graduale rientro degli occupanti, è lo stesso Comune che si sta occupando di trovare degli alloggi temporanei. In attesa che vengano assegnate loro delle case popolari. E che la, lunga, trattativa con Investire per l’acquisto dell’immobile faccia qualche passo avanti.

Il sindaco ha portato il suo saluto anche ai dipendenti di Roma Capitale, gli operatori della Protezione Civile e della Polizia Locale, le Forze dell’Ordine, la Croce Rossa e tutti coloro che da settimane stanno lavorando sul posto. 

La comunità di Spin Time continua a tentare di tenersi unita, sono oltre cento le persone che non hanno ancora trovato una sistemazione temporanea. La città di Roma continua a stringersi a lei nell’afoso caldo di questo agosto. Ed ha trascorso la giornata di Ferragosto insieme a Paola Turci e Sabina Guzzanti.

«Questa foto di Matteo Nardone mi ricorda che in tutti questi giorni, ogni volta che ho provato a parlare davanti a tutti, mi sono ritrovata a piangere e all’inizio me ne vergognavo», scrive Giovanna Cavallo, una delle attiviste. «Ma questo stato d’animo, che ormai vivo da quella maledetta notte dell’incendio, mi ha fatto comprendere quanto sia profondo il dolore che attraversa gli abitanti di #spintime. Un dolore radicato nel trauma del distacco forzato da tutto ciò che ha dato senso e continuità alla propria esistenza».

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